GENOVA - Anticipo casalingo contro il Verona per il Genoa di Ballardini che insegue il settimo risultato positivo consecutivo come non accade dal 2014. Il tecnico rossoblù però mette tutti in guardia: "Abbiamo una partita difficile contro una squadra che sta facendo bene ormai da due anni - ha spiegato -. Fino ad ora siamo stati all'altezza, ma proprio per questo abbiamo il dovere di fare altrettanto da qui in avanti perché il lavoro è ancora tanto".
Mister Ballardini, cosa ha lasciato l'ultima partita contro il Torino e come i suoi giocatori hanno preparato la sfida al Verona?
"Ci ha dato forza e consapevolezza ma quella è passata e adesso c'è un'altra partita altrettanto importante e difficile contro una squadra molto chiara nell'idea di gioco che ha".
E' un'Hellas Verona dai molti ex, a partire dal tecnico ma soprattutto dai giocatori, molti anche allenati da Lei in passato.
"E' una squadra che sono due anni che sta facendo davvero molto bene. Sono bravi, lo sono stati nella scelta dei giocatori. Come ho detto hanno una idea di gioco molto chiara, quindi questo penso sia la ragione degli ottimi risultati che hanno ottenuto la stagione scorsa e anche quest'anno".
In settimana qualcuno ha detto: il programma di sinistra di Ballardini. Naturalmente non di politica ma di classifica si parlava. Ritiene che sia giusto o prematuro parlare di obiettivi diversi dalla salvezza?
"Qui non c'è né destra né sinistra. Qui c'è la partita col Verona che va fatta al meglio, non abbiamo altri pensieri se non quello di fare una bella prova".
I numeri sulla media punti del suo Genoa e sulle vostre prestazioni difensive ormai sono noti a tutti. Ma c'è un altro dato che spicca: a partire dal suo arrivo il Genoa ha la percentuale di tiri nello specchio più alto del campionato con il 60 per cento. Quando si spinge in avanti il Genoa sa come fare male?
"Ma questi sono tutti dati che ti responsabilizzano ulteriormente. Perché se hai fatto fino ad ora quello che si è detto è altrettanto chiaro che da qui in avanti hai il dovere di essere altrettanto bravo. Perché per quanto di buono tu abbia fatto fino ad ora sappiamo benissimo che non basta".
La gara di Torino ha dimostrato l'importanza di tutto l'organico, a prescindere da chi scende in campo all'inizio. E' una iniezione di fiducia per tutti i suoi giocatori?
"Io credo che questo sia il motivo trainante, quello di avere in rosa tutti giocatori innanzitutto molto seri, che ti mettono nelle condizioni migliori durante la settimana per allenarti e per chiedere tanto a loro, perché sono uomini con delle qualità e con grande serietà. Tutto quello che hai ottenuto fino ad ora è frutto di tutto questo e la grande serietà e le persone sono tutte coinvolte. Ma c'è un ma. Da qui in avanti devi essere altrettanto bravo, educato , stimolato e coinvolto perché c'è da fare ancora tanto".A Torino Criscito era uscito dolorante ma in settimane è tornato in gruppo. Sarà della partita? E quanto è importante per voi avere a disposizione il capitano sia per le sue qualità che per le sue doti di leadership?
"E' un ragazzo che ha grande personalità e grande attenzione in fase difensiva, oltre ad essere bravissimo anche con la palla nel fare uscire i propri compagni. E' un difensore completo e trasmette attenzione, personalità ai compagni e i compagni sanno di avere dietro un giocatore che ha tutte queste capacità e si sentono più sicuri. E' un bene averlo sempre".