MILANO - La parte più nerazzurra del Naviglio si lecca le ferite. Tagli profondi, sanguinanti e difficili da rimarginare. Sintetizzando il concetto: l'Inter è ad un passo dall'emorragia. Massimo Moratti se ne rende conto, ma non ha intenzione di lasciar morire dissanguata la sua squadra data in mano ad Andrea Stramaccioni circa un anno fa. Un tecnico giovane, forse troppo per reggere le pressioni di un ambiente difficile come quello interista e che a volte ha peccato di presunzione schierando formazioni scriteriate e riuscendo a rimettere sulla giusta via l'Inter solo nei secondi tempi di gioco. Inoltre, l'ex allenatore della Primavera nerazzurra dall'inizio della stagione non ha ancora trovato una formazione base.
Ieri sera, il presidente nerazzurro rabbuiato per la sconfitta per 1-0 contro il Bologna - arrivata a pochi giorni da quella contro il Tottenham - ha preferito lasciare lo stadio senza parlare. In ogni caso il numero uno dell'Inter non ha fatto mancare il suo appoggio al tecnico, che anche dopo la sconfitta casalinga ha sentito e rassicurato. Anche se alla fine sono i risultati che fanno testo, anche per questo Stramaccioni resta sotto stretta osservazione. Non rischia (anche se torna a farsi il nome di Mazzarri), ma il perpetuarsi di passi falsi potrebbero costare fatali, non solo all'allenatore.
In queste ore Moratti ha preferito chiudersi nel suo 'Conclave personale' per riflettere sull'Inter in tutte le direzioni: allenatore, staff medico (Combi), preparatore atletico (Rapetti) e dirigenti. Se del tecnico abbiamo già detto, sulla parte che si occupa della preparazione dei giocatori e del recupero c'è da sottolineare il totale fallimento. E' sotto gli occhi dell'intero mondo interista che i calciatori non hanno più benzina nelle gambe e che nelle ultime gare al posto di correre hanno costantemente rincorso gli avversari. In parte la colpa è da imputare alla preparazione, in parte agli allenamenti che qualche calciatore non prende in modo professionale. A questo si aggiunge il problema legato al medico, esistente fin dai tempi di Alberto Zaccheroni.
Un dottore troppo conservatore che costantemente ha avuto problemi con tutti i tecnici che sono transitati sulla panchina dell'Inter (gli scontri più accesi con Roberto Mancini e Josè Mourinho). Infine, ma non perché siano svincolati da qualsiasi colpa ci sono i dirigenti con il loro mercato scriteriato. Troppi soldi buttati per giocatori non disponibili da subito, con Schelotto e Kuzmanovic non utilizzabili in Europa League. E che dire di Rocchi arrivato a gennaio e mai in campo per un'intera partita? E Kovacic, bravo, ma che rischia di bruciarsi in questo momento nero dell'Inter. A dare il colpo definitivo sono arrivate le parole di scherno di Adriano Galliani. L'ad in partenza per Barcellona ha detto: "Ho sentito ieri Berlusconi un paio di volte, la vittoria del Milan e qualche sconfitta gli hanno allietato la giornata e la serata".
Ieri sera, il presidente nerazzurro rabbuiato per la sconfitta per 1-0 contro il Bologna - arrivata a pochi giorni da quella contro il Tottenham - ha preferito lasciare lo stadio senza parlare. In ogni caso il numero uno dell'Inter non ha fatto mancare il suo appoggio al tecnico, che anche dopo la sconfitta casalinga ha sentito e rassicurato. Anche se alla fine sono i risultati che fanno testo, anche per questo Stramaccioni resta sotto stretta osservazione. Non rischia (anche se torna a farsi il nome di Mazzarri), ma il perpetuarsi di passi falsi potrebbero costare fatali, non solo all'allenatore.
In queste ore Moratti ha preferito chiudersi nel suo 'Conclave personale' per riflettere sull'Inter in tutte le direzioni: allenatore, staff medico (Combi), preparatore atletico (Rapetti) e dirigenti. Se del tecnico abbiamo già detto, sulla parte che si occupa della preparazione dei giocatori e del recupero c'è da sottolineare il totale fallimento. E' sotto gli occhi dell'intero mondo interista che i calciatori non hanno più benzina nelle gambe e che nelle ultime gare al posto di correre hanno costantemente rincorso gli avversari. In parte la colpa è da imputare alla preparazione, in parte agli allenamenti che qualche calciatore non prende in modo professionale. A questo si aggiunge il problema legato al medico, esistente fin dai tempi di Alberto Zaccheroni.
Un dottore troppo conservatore che costantemente ha avuto problemi con tutti i tecnici che sono transitati sulla panchina dell'Inter (gli scontri più accesi con Roberto Mancini e Josè Mourinho). Infine, ma non perché siano svincolati da qualsiasi colpa ci sono i dirigenti con il loro mercato scriteriato. Troppi soldi buttati per giocatori non disponibili da subito, con Schelotto e Kuzmanovic non utilizzabili in Europa League. E che dire di Rocchi arrivato a gennaio e mai in campo per un'intera partita? E Kovacic, bravo, ma che rischia di bruciarsi in questo momento nero dell'Inter. A dare il colpo definitivo sono arrivate le parole di scherno di Adriano Galliani. L'ad in partenza per Barcellona ha detto: "Ho sentito ieri Berlusconi un paio di volte, la vittoria del Milan e qualche sconfitta gli hanno allietato la giornata e la serata".