Inter, Moratti deferito alla Disciplinare: "Giudizi lesivi sugli arbitri"
Decisione attesa della procura federale nei confronti del presidente nerazzurro, che dopo la partita persa con l'Atalanta aveva attaccato il direttore di gara Gervasoni: "Non credo alla buona fede"di TIZIANA CAIRATI
MILANO - Massimo Moratti, come atteso, è stato deferito alla Disciplinare per ''giudizi lesivi'' sugli arbitri rilasciati al termine della partita persa dall'Inter contro l'Atalanta domenica sera. A titolo di responsabilità diretta è stata deferita anche l'Inter. In particolare il presidente del club di corso Vittorio Emanuele è stato deferito, '"per avere espresso, mediante le dichiarazioni pubblicate su organi di informazione, giudizi e rilievi lesivi della reputazione ed in particolare della buona fede e della imparzialità degli ufficiali di gara e, conseguentemente, della regolarità del campionato a causa dell'operato degli arbitri, così ledendo la reputazione degli Organismi operanti nell'ambito della Figc, nonché il prestigio e la credibilità della medesima Istituzione Federale". Moratti ha commentato il deferimento con poche parole: "Ovvio e conseguente".
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MILANO - Massimo Moratti, come atteso, è stato deferito alla Disciplinare per ''giudizi lesivi'' sugli arbitri rilasciati al termine della partita persa dall'Inter contro l'Atalanta domenica sera. A titolo di responsabilità diretta è stata deferita anche l'Inter. In particolare il presidente del club di corso Vittorio Emanuele è stato deferito, '"per avere espresso, mediante le dichiarazioni pubblicate su organi di informazione, giudizi e rilievi lesivi della reputazione ed in particolare della buona fede e della imparzialità degli ufficiali di gara e, conseguentemente, della regolarità del campionato a causa dell'operato degli arbitri, così ledendo la reputazione degli Organismi operanti nell'ambito della Figc, nonché il prestigio e la credibilità della medesima Istituzione Federale". Moratti ha commentato il deferimento con poche parole: "Ovvio e conseguente".
L'IRA DI MORATTI - "Il mio unico commento è sul rigore. Un rigore di questo genere cambia la partita, è ingiusto tutto ciò perché mette una squadra in condizione di non sentirsi considerata. Credo siano ventuno partite che non ci danno un rigore, statisticamente credo sia impossibile che non ci siano state occasioni tali in tutto un girone. Non credo alla buona fede. Non crede alla buona fede? Sì", con queste parole domenica 7 aprile Moratti ha lasciato lo stadio Meazza dopo la sconfitta per 4-3 subita dalla squadra di Colantuono.
MEGLIO LA POLITICA - "Non parliamo più dell'Atalanta, parliamo invece di politiche sportive", Marco Fassone direttore generale dell'Inter - entrando in Lega calcio per l'assemblea - chiude la settimana di polemiche legate al post gara contro i nerazzurri di Bergamo. Il dirigente prosegue e sull'eliminazione di Juventus e Lazio dalle coppe afferma: "Il calcio italiano paga gli errori del passato, che ci ha portato a perdere posizioni nel ranking. Riflettiamo sulle riforme e modifiche strutturali, visto che il gap con Germania e Spagna è eloquente. Basta vedere chi c'è in semifinale di Champions per capirlo. Lo stadio di proprietà? Non ci sono novità, ma tutto è in movimento".
L'IRA DI MORATTI - "Il mio unico commento è sul rigore. Un rigore di questo genere cambia la partita, è ingiusto tutto ciò perché mette una squadra in condizione di non sentirsi considerata. Credo siano ventuno partite che non ci danno un rigore, statisticamente credo sia impossibile che non ci siano state occasioni tali in tutto un girone. Non credo alla buona fede. Non crede alla buona fede? Sì", con queste parole domenica 7 aprile Moratti ha lasciato lo stadio Meazza dopo la sconfitta per 4-3 subita dalla squadra di Colantuono.
MEGLIO LA POLITICA - "Non parliamo più dell'Atalanta, parliamo invece di politiche sportive", Marco Fassone direttore generale dell'Inter - entrando in Lega calcio per l'assemblea - chiude la settimana di polemiche legate al post gara contro i nerazzurri di Bergamo. Il dirigente prosegue e sull'eliminazione di Juventus e Lazio dalle coppe afferma: "Il calcio italiano paga gli errori del passato, che ci ha portato a perdere posizioni nel ranking. Riflettiamo sulle riforme e modifiche strutturali, visto che il gap con Germania e Spagna è eloquente. Basta vedere chi c'è in semifinale di Champions per capirlo. Lo stadio di proprietà? Non ci sono novità, ma tutto è in movimento".