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Inter, Moratti: ''Handanovic non si tocca. Sanchez? In attacco già ok''

Il presidente nerazzurro blinda il portiere (''è una colonna della società'') e boccia il cileno: ''E' bravo, ma è difficile da prendere e la differenza la fanno altri. Per il futuro è fondamentale intervenire sulla difesa''. Su Leonardo: ''Sta bene a Parigi''
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - "Nessuna bugia, l'interesse di alcuni gruppi c'è ed è reale". A dirlo è il presidente dell'Inter Massimo Moratti all'uscita dell'assemblea di Saras durante la quale è stato approvato il bilancio 2012 e il passaggio a nuovo della perdita di esercizio pari a 154.009.279 euro.
Stati Uniti, Kazakistan, Uzbekistan e Nord Europa, da qui potrebbe arrivare il gruppo di investitori per la costruzione dello stadio di proprietà e per un eventuale ingresso in società con una quota di minoranza. "Sono stati nominati Paesi che potrebbero essere quelli giusti, ma per certe cose ci vuole il suo tempo. L'accordo? Certe cose sono difficili da prevedere perché bisogna mettere d'accordo le parti. Per il momento siamo ai primi approcci, ma devono confluire gli interessi di chi vende e di chi compra qualcosa".
In calcio italiano è in crisi eppure ci sono grandi imprenditori disposti ad investire nell'Inter. Cosa vuol dire per lei?
"Che il fascino dell'Inter in certi Paesi rimane notevole come potenziale commerciale e di collaborazione. Per me conta tanto questo".
Di tutti i possibili partner, in società, ne entrerà solo uno?
"Sì, perché una composizione troppo varia della società potrebbe essere negativa e creare confusione. Ci vuole unità d'intenti per far bene le cose".
I nuovi soci costruiranno anche lo stadio di proprietà?
"L'idea del nuovo stadio è molto importante e interessante, ma non sottovalutiamo San Siro dove c'è un progetto attuale molto bello. E' una realtà da considerare perché inevitabilmente i tempi per un nuovo impianto saranno lunghi e a San Siro resteremo qualche altro anno".
Ha visto martedì sera il crollo del Barcellona contro il Bayern? Si aspettava un risultato tanto netto?
"Ho visto una parte della partita. Ormai il Bayern possiamo batterlo solo noi (sorride)... E lo abbiamo fatto addirittura due volte (nella finale a Madrid nel 2010, negli ottavi nel 2011, ndc)".
A proposito di Barcellona, prima o poi i blaugrana potrebbero presentarle un'offerta importante, da una trentina di milioni di euro, per Handanovic. Cosa risponderà?
"Non sono a conoscenza di alcun offerta del Barcellona. Handanovic è una colonna della società e cerchiamo di tenerlo".
E se il Barca offrisse come contropartita Sanchez?
"Alexis è un ottimo giocatore, ma è difficile da prendere (per il costo elevato) e poi a fare la differenza sono altri. Per noi è fondamentale la costruzione della squadra, avere una difesa che non prenda gol perché là davanti abbiamo sempre segnato".
Se ripensa alla stagione disputata fino ad oggi dall'Inter ha dei rammarichi?
"Ci dispiace non riuscire a raggiungere questa benedetta Champions League perché fa una differenza spaventosa nei conti e nell'immagine del club".
Cosa si aspetta dalle ultime cinque partite di campionato?
"Che la squadra mantenga la tensione costante. Come domenica".
Tutte le avversarie che affronterete avranno obiettivi da raggiungere e quindi grandi motivazioni. Una difficoltà in più?
"Non direi, perché le prestazioni peggiori finora le abbiamo fatte contro le squadre piccole quando in teoria doveva essere tutto più facile".
Dalla Francia si è sparsa la voce di un possibile ritorno di Leonardo all'Inter.
"Sinceramente non credo. Lui sta bene lì, a Parigi, e noi non abbiamo una società che sul mercato si può esprimere con la generosità del Paris Saint Germain. Con lui sono comunque legato da stima e simpatia. Se mai ci sentiremo per valutare dei loro giocatori che ci interessano".
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