Sport

Ultim'ora

È morta la produttrice Silvia d’Amico, aveva 85 anni

Inter, Zanetti: "Sto bene, Moratti ci farà tornare grandi". E Stramaccioni lo aspetta

Il capitano ha lasciato il San Matteo di Pavia dopo l'intervento: "Starò vicino alla squadra, sarò il primo tifoso, ma al ritiro sarò pronto a fare il mio lavoro". Il tecnico: "Javier è l'Inter, devo solo ringraziarlo per come mi ha accolto". Per il presidente nerazzurro 20mila euro di multa. L'argentino Botta, dato per nerazzurro nella prossima stagione, si rompe il legamento crociato
di TIZIANA CAIRATI

3 minuti di lettura
MILANO - Tutti aspettano Javier Zanetti, i compagni, i tifosi, la società, tutti quelli che amano il calcio. Lo attende anche e soprattutto Andrea Stramaccioni perché il capitano "non è un giocatore normale, Zanetti è l'Inter", dice il tecnico al sito ufficiale dei nerazzurri. "Lui è il capitano di mille record - prosegue -, lotterà come ha sempre fatto per tornare a prendere la squadra per mano. Devo solo dirgli grazie per quello che ha fatto per me e per come mi ha accolto quando sono arrivato".

L'incidente al tendine d'Achille è ormai alle spalle, per il totem interista è già iniziata una pagina della carriera. Ne è certo Stramaccioni perché "nel calcio, come nella vita, non ci deve mai essere troppo tempo lasciato per guardarsi indietro, devi ripartire subito, devi voltare pagina per riscrivere una nuova storia, magari più bella di quella precedente". Per farlo è necessario non lasciarsi trascinare giù, si deve guardare avanti, sempre. E' il pensiero di tutta l'Inter e anche di Zanetti oggi dimesso dal Policlinico San Matteo di Pavia. "L'Inter deve ripartire per tornare protagonista, per tornare in alto e per quanto lo conosco, il presidente Moratti farà di tutto perché sia così. Ci sono tanti giovani, tanti giocatori che hanno dimostrato che possono dare una mano e bisogna ripartire da loro". A dirlo è il capitano poco prima di lasciare l'ospedale, direzione Pinetina per salutare i compagni e respirare l'aria del centro sportivo nerazzurro, la sua casa. "Speriamo di andare in Europa League  -  prosegue Zanetti -. Se non fosse così, mi auguro di fare parte di una squadra altamente competitiva per tornare a lottare perché vincere non è mai facile".
 
Il programma per tornare in campo è lungo tortuoso: "Dovrò stare tre settimane senza appoggiare il piede, poi altre tre con un tutore, iniziare a camminare piano piano e da lì ripartire con il lavoro di riabilitazione - spiega Zanetti -. Starò tanto tempo qui, poi andrò in Argentina e quando la squadra sarà pronta per il ritiro anche io sarò li a fare il mio lavoro. Starò vicino alla squadra" e a Stramaccioni che "affronterà questo finale di campionato nel migliore dei modi con i giocatori che ha a disposizione, che purtroppo sono pochi e con calma credo che il presidente, se ha parlato con lui, ha parlato tante volte di quello che sarà il futuro. Ho molto rispetto per il mister, soprattutto ho molto rispetto per la mia società, questi sono argomenti che in questo momento non riguardano me. Io posso dire che al mister siamo stati vicini dal primo giorno in cui è arrivato in prima squadra e gli saremo vicini sempre".
 
Javier Zanetti durante la degenza al San Matteo ha ricevuto, tra le tante, anche la visita di Leonardo. "Mi ha fatto un enorme piacere rivedere Leo dopo tanto tempo - racconta il nerazzurro -. Stiamo parlando di un grandissimo uomo, di una grande persona, molto intelligente, che credo che farebbe bene in qualunque squadra. Con Leo c'è soprattutto una grande amicizia, lui è stato il mio allenatore e l'amicizia è rimasta. Abbiamo parlato tanto e come ho detto prima stiamo parlando di un uomo molto intelligente, con un cuore enorme e mi ha fatto piacere rivederlo. Se lo rivedrò presto? Mi auguro di si". Altra visita gradita quella di Cassano "Già dal corridoio ho capito che era arrivato, ha iniziato a urlare, ma mi ha fatto molto piacere vederlo". Un messaggio anche a tutti i tifosi: "L'affetto mi ha colpito tantissimo - continua Javier - perché non è arrivato solo da quelli nerazzurri. Durante la mia carriera ho sempre cercato di essere rispettoso con tutti e adesso questa dimostrazione d'affetto è una testimonianza. Voglio tornare perché sento di avere la forza, credo che da ogni cosa negativa bisogna prendere qualcosa di positivo. Io ho sempre cercato di ripartire subito e sarà così anche adesso. Messaggi dal Vaticano? Si, mi sono arrivati".

La sfortuna però sembra perseguitare l'Inter anche in vista della prossima stagione. Ruben Botta, 23enne centrocampista offensivo in forza agli argentini del Tigre e prenotato dai nerazzurri per il prossimo campionato, dovrà stare fermo almeno sei mesi: nella gara di Libertadores contro l'Olimpia ha rimediato la rottura del legamento crociato e del menisco esterno del ginocchio sinistro.

Intanto la Commissione Disciplinare presieduta da Sergio Artico ha inflitto un'ammenda di 20mila euro al presidente dell'Inter, Massimo Moratti, "per aver espresso pubblicamente giudizi e rilievi lesivi della reputazione e in particolare della buona fede e della imparzialità degli ufficiali di gara e, conseguentemente, della regolarità del campionato" dopo la partita persa contro l'Atalanta. Altri 20mila euro di multa sono stati inflitti al club nerazzurro.



 
I commenti dei lettori