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Inter, Moratti resiste. Tweet di Thohir: "Niente politica, è solo passione"

Ancora al lavoro i consulenti del presidente e del magnate indonesiano per studiare la possibile vendità della società nerazzurra
di ANDREA SORRENTINO

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MILANO  -  Gli hashtag sono #ForzaInter e #AMALA. Compaiono in alcuni tweet che arrivano dal profilo di Erick Thohir, il magnate indonesiano che ha formulato un'offerta per acquistare l'Inter. In questi giorni a Thohir scrive un sacco di gente: tifosi indonesiani dell'Inter che gli chiedono notizie sulla trattativa, altri che gli fanno gli auguri di compleanno (cadeva ieri, 30 maggio). Thohir risponde cortesemente, e per un attimo stamattina, per la prima volta, è entrato nel merito della vicenda che lo vede interessato all'Inter. A un tifoso che gli chiedeva se la sua offerta per l'acquisto del club nerazzurro abbia a che fare con motivi politici (Thohir ha un piccolo impero mediatico, con giornali, tv, radio e web, molti pensano che prima o poi entrerà in politica: forse ci ricorda qualcuno...?), Thohir ha risposto secco, dopo gli hashtag che inneggiano all'Inter: "Non mi interessano i partiti politici, e neppure posti di governo". E' una prima, tenue apertura: squarciando il velo del suo fittissimo riserbo, l'uomo che vuole comprare l'Inter fa capire che l'interesse c'è, ma intanto cerca di tranquillizzare i compatrioti: non voglio diventare famoso nel mondo con lo sport per poi approfittarne per afferrare una carica politica in Indonesia.

Attendiamo gli sviluppi, in ogni caso. Perché al di là della smentite, delle umanissime resistenze di chi non vorrebbe che un'epoca finisse, delle false piste o delle indiscrezioni non verificate, la certezza è che sul tavolo c'è davvero un'offerta d'acquisto per la Fc Internazionale, e che Moratti la sta valutando. Questo è fin troppo chiaro, altrimenti non ci sarebbero da giorni a Milano i consulenti di Inner Circle che per conto di Thohir stanno cercando di trovare un accordo con Lazard (la controparte che rappresenta l'Inter), discutendo a lungo sulla reale valutazione del club e sulla sua reale esposizione debitoria. E come sempre avviene in una compravendita, da quella al mercato delle pulci fino a quelle da 300 milioni di euro come questa, è evidente che il compratore cerchi di sottostimare il prodotto e che il venditore chieda invece sempre di più, arrivando anche a dire che non ha alcuna intenzione di vendere. Ecco perché Moratti ha smentito ogni voce di cessione, ribadendo che lui al massimo vuole cedere il 30% delle quote, facendo entrare Thohir nella costruzione del nuovo stadio e promettendogli magari tutta l'Inter tra due o tre anni. Ma qui si inseriscono alcuni problemi: Thohir lo stadio vuole costruirlo da solo, quando avrà acquistato l'Inter, anzi vorrebbe costruire un nuovo San Siro che ospiti sia il Milan sia l'Inter; inoltre gli analisti finanziari vicini a Moratti lo inducono a riflettere bene, perché l'offerta di Thohir nell'attuale situazione economica internazionale sarebbe irripetibile, mentre provare a tirarlo dentro solo col 30% delle quote potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio in futuro: se poi l'indonesiano tra due o tre anni rinunciasse a rilevare la totalità del club, l'Inter andrebbe incontro a serissimi problemi economici.

Moratti comunque riflette, e attende. Nel frattempo consulta anche i suoi familiari, che peseranno nella decisione finale perché l'Inter è comunque una questione di famiglia, a casa Moratti. Da un lato c'è l'offerta irripetibile, dall'altro c'è l'orgoglio, la fierezza di sentirsi parte della storia dell'Inter, la voglia di andare avanti nonostante tutto e nonostante tutti. E' la solita questione, in fondo, che attanaglia gli uomini da millenni: la ragione o il sentimento?   

 

 
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