Sport

Inter, Mazzarri: "Vincere? Dobbiamo prima tornare competitivi"

Il tecnico di San Vincenzo si presenta: "I tifosi vedranno una squadra viva e tosta, capace di giocarsela con tutti". L'addio al Napoli era già deciso a inizio stagione, ma l'allenatore toscano non vuole sentir parlare di tradimento: "A De Laurentiis non sempre le battute riescono bene"
di TIZIANA CAIRATI  

3 minuti di lettura
MILANO - Inizia ufficialmente oggi l'avventura di Walter Mazzarri sulla panchina dell'Inter. Il tecnico, 19esimo dell'era Moratti, con tanto di foglietti in mano (in stile José Mourinho) si è presentato chiarendo un concetto: "Il lavoro è sacro, voglio vedere la sopportazione al sacrificio", e ancora: "I giovani mi piacciono ma credo per arrivare in alto ci voglia un mix, non solo giocatori giovani".

L'IMITAZIONE/Guarda Mazzarri il traditore

L'allenatore di San Vincenzo, che lavorerà sul doppio ruolo, ha chiesto una rosa di "22 giocatori e 4-5 giovani". E sul rapporto con Cassano? "Lo scorso anno in una gara durante un fallo laterale mi è venuto a salutare, quindi...".

Dopo 10 anni senza esoneri, dato non da tutti. C'è segreto?
"Segreti non ne conosco, credo di essere stato in 12 anni di carriera un allenatore che ha basato la sua storia sul rispetto delle regole con i giocatori. Penso che i successi nel calcio partano da lontano dalla cura dei dettagli della cultura del lavoro e del sacrificio. L'allenamento è sacro, per saltare una seduta di lavoro ci deve esserci motivo validissimo".
A Napoli avrebbe rigiocato Champions, perché ha scelto l'Inter?
"Vorrei precisare che Napoli è stata una scelta a sé stante, concludere dopo 4 anni è stata una decisione già maturata all'inizio dell'ultimo anno, la società mi aveva proposto il rinnovo, ma ho rifiutato. Da quel momento (dall'inizio della scorsa stagione, ndc) ho deciso di chiudere col Napoli, avrei potuto restare fermo in mancanza di proposta con stimoli. Invece è arrivata l'Inter. Il presidente mi ha voluto incontrare e mi è piaciuto. Un allenatore ha il dovere - quando accetta un incarico - deve pensare a far rendere i giocatori che ha la società. La rosa dell'Inter non può essere quella che ha finito lo scorso campionato. Non so cosa sia successo, ma ho grande rispetto per chi ha lavorato prima di me. Valuterò tutti i ragazzi poi in base a quello che dirà il campo valuterò. Il lavoro è sacro, voglio vedere la sopportazione al sacrificio".
Negli ultimi giorni il suo ex presidente De Laurentiis ha fatto delle battute ('quando tua moglie decide di andare a letto con un altro ci va', ndc). Ha qualcosa da rispondere?
"De Laurentiis usa fare battute, a volte vengono bene, altre meno. Sono stati 4 anni bellissimi a Napoli, è stato un bel matrimonio dove c'è un inizio e una fine. Non vorrei mai sentire la parola tradimento".
Incontro con Moratti: che impressione le ha fatto?
"E' stato un incontro positivo, mi ha fatto una grande impressione. Ho letto che anche lui ha avuto una buona impressione di me. Mi ha spiegato perché mi ha preso, perché mi ha voluto".
Vincere subito è possibile?
"Per il blasone l'Inter ha il dovere di tornare ad essere competitiva. I tifosi devono vedere una squadra che non molla. Il calcio non è una scienza esatta ma più ci avviciniamo alla perfezione meglio è. Il tifoso penso voglia vedere una squadra tosta e che torni a vincere nel proprio stadio limitando le sconfitte".
Perché Moratti ha scelto lei, cosa le ha detto?
"Credo che Moratti si sia informato, io sono un po' accentratore. Voleva un allenatore di personalità e di personalità ne ho, mi prendo tutte le responsabilità del reparto medico e atletico".
Lei è un accentratore con uno staff di collaboratori, ci può dire chi sono?
"Giuseppe Baresi, un volto storico di questa società. Lui resterà. Poi ho portato chi mi ha accompagnato per tanti anni. Si tratta di Pondrelli, il preparatore atletico, con lui nostre squadre hanno pochi infortuni. Il secondo mi aiuterà nei cambi starà con me panchina è Frustalupi. Un collaboratore campo Luca Vigiani e Papale, il preparatore dei portieri. Questo è lo staff del campo, poi ce ne sono altri che sono osservatori: Concina e Nitti, inoltre stiamo valutando altre persone che conosciamo. Il consulente tecnico sarà Santoro".
C'è una rosa di 30 giocatori, alla prima stagione importante non rischia di avere una rosa definitiva troppo tardi?
"Sono per il rispetto dei ruoli, alcune considerazioni le ho fatte con Moratti, Branca e Ausilio. Io sono abituato a relazionare quello che ho in mente, poi sarà la società a parlare di mercato. Voglio 22 giocatori di tiro poi altri giocatori 4-5 ragazzi che li sostituiscano. Credo che molti dei giocatori che arriveranno in ritiro tanti resteranno alle dipendenze Inter".
Della trattative con gli indonesiani cosa pensa?
"Rispondo come ha fatto Moratti: ogni trattativa che può fare bene Inter va bene, tutto quello che è positivo fa bene".
Come mai il ritiro è stato prolungato di due giorni?
"Voglio che i primi 15 giorni di allenamento si faccia un doppio, io e Pondrelli non abbiamo intenzione di cambiare il nostro programma che ci ha portato successi nel tempo".
Quali sono le tre basi per l'anima della squadra?
"La squadra prima di tutto, i giocatori possono vivere dei successi della squadra ma anche di prestazioni singolari. Per questo si deve far capire da subito che davanti a tutto c'è la squadra. Se non riusciamo a fare questo credo si possa andare in contro a brutte annate".
All'Inter c'è giocatore che hai già allenato, Cassano?
"Lo scorso anno in una gara, durante un fallo laterale mi è venuto salutare quindi...".
L'età media della rosa è un po' alta, secondo lei è da svecchiare? Come si regola?
"Alla mia prima esperienza in C2 ad Acireale mi dissero: ci sono giovani e vecchi. Tutto dipende da un fatto: se il giocatore esperto si può allenare a grandi ritmi. Si deve vedere se i giocatori del 'triplete' hanno ancora voglia di sacrificarsi.. Lo vedrò strada facendo, comunque credo di conoscere i tasti giusti per dare la voglia".




 
I commenti dei lettori