MILANO - Mauricio Isla non è ancora ufficialmente un giocatore dell'Inter (lo sarà a ore), ma già il suo acquisto fa riflettere a causa della cifra spropositata (?) che sarà spesa dagli uomini mercato del club di corso Vittorio Emanuele. La Juventus per la metà del cartellino del giocatore ha chiesto 7,5 milioni, denaro necessario per non creare una minusvalenza a bilancio. I nerazzurri dopo aver offerto 6, hanno alzato l'offerta fino a pareggiare la volontà dei campioni d'Italia. Nel frattempo l'Udinese, proprietaria della seconda metà del cileno, ha richiesto di inserire l'obbligo di riscatto valorizzato a 9 milioni. I nerazzurri non hanno nulla in contrario ad acquisire anche la parte dei friulani, ma non alle condizioni del presidente Pozzo. La sensazione è che - alla fine - Massimo Moratti, per mantenere fede alla promessa di qualche giorno fa, regalerà il laterale a Walter Mazzarri accettando a le condizioni dell'Udinese.
Il risultato dell'affare tra Inter, Juventus e Udinese è che Isla costerà al club nerazzurro 16,5 milioni. Una cifra fuori misura, anche nel caso in cui Isla dovesse fare bene. Alla spesa per il cileno, c'è da aggiungere quella per la metà di Belfodil. Attaccante per cui il dt nerazzurro Marco Branca ha dato al Parma: 10 milioni più Cassano, più 'un qualcosa' da individuare (soldi o un giocatore da identificare dopo il rifiuto di Matias Silvestre di andare alla corte di Donadoni). Insomma, quando Isla andrà in porto, il club di corso Vittorio Emanuele per un giocatore e mezzo avrà sborsato 26,5 milioni (9 dei quali da sborsare tra qualche mese).
Se il mercato in entrata è discutibile, quello in uscita... pure. Basti pensare ad Andrea Ranocchia. Se per il difensore azzurro (malvisto dai vertici del club) sono stati spesi 18 milioni e Branca ne chiede non meno di 12-15 milioni, c'è indiscutibilmente qualcosa nei meccanismi del mercato interista da rivedere. E la prova provata - che le campagne acquisti sono e sono state a volte affari naif - sta nei continui rossi a bilancio che l'Inter registra anno dopo anno. Perdite che hanno messo Massimo Moratti nella condizione di dover cedere la società.
Il risultato dell'affare tra Inter, Juventus e Udinese è che Isla costerà al club nerazzurro 16,5 milioni. Una cifra fuori misura, anche nel caso in cui Isla dovesse fare bene. Alla spesa per il cileno, c'è da aggiungere quella per la metà di Belfodil. Attaccante per cui il dt nerazzurro Marco Branca ha dato al Parma: 10 milioni più Cassano, più 'un qualcosa' da individuare (soldi o un giocatore da identificare dopo il rifiuto di Matias Silvestre di andare alla corte di Donadoni). Insomma, quando Isla andrà in porto, il club di corso Vittorio Emanuele per un giocatore e mezzo avrà sborsato 26,5 milioni (9 dei quali da sborsare tra qualche mese).
Se il mercato in entrata è discutibile, quello in uscita... pure. Basti pensare ad Andrea Ranocchia. Se per il difensore azzurro (malvisto dai vertici del club) sono stati spesi 18 milioni e Branca ne chiede non meno di 12-15 milioni, c'è indiscutibilmente qualcosa nei meccanismi del mercato interista da rivedere. E la prova provata - che le campagne acquisti sono e sono state a volte affari naif - sta nei continui rossi a bilancio che l'Inter registra anno dopo anno. Perdite che hanno messo Massimo Moratti nella condizione di dover cedere la società.