Sport

Inter, Thohir ha fretta di chiudere. Ma Mazzarri non avrà rinforzi

Il magnate indonesiano è atteso a Milano la prossima settimana per definire l'acquisto del pacchetto di maggioranza del club nerazzurro, il suo ingresso non provocherà sconquassi sul mercato. Nainggolan unica possibile sorpresa. Il tecnico prepara l'esordio ufficiale in coppa Italia contro il Cittadella. La squadra è la stessa che ha chiuso l'ultimo campionato al nono posto
di ANDREA SORRENTINO

2 minuti di lettura
MILANO - Indonesiani a Milano. Ricchissimi di ricchezze forse incommensurabili, arrivano in città in silenzio ma alloggiano negli hotel cinque stelle lusso del centro, rimangono qualche giorno in cui rifiniscono qualche affare nella quiete ovattata di uno studio legale, si muovono su berline a noleggio e coi vetri fumé, pranzano e cenano nei ristoranti più cool, poi ripartono veloci, destinazione il mondo.
Indonesiani a Milano, ormai dovremo abituarci: da quando la famiglia Thohir è entrata nell'affare-Inter, è tutto un viavai. Erick Thohir è a Milano, anzi no, anzi forse. Di sicuro è qui, anzi è stato qui fino a poche ore fa, il fratello, al secolo Garibaldi Thohir, imprenditore del carbone e banchiere, uno che è nella classifica di Forbes (ma non nella top ten) dei più ricchi al mondo. Cosa faceva qui Garibaldi Thohir? Si è mosso ai margini della vicenda-Inter o è entrato nel merito? Ma l'attesa, quella vera, è tutta per Erick, colui il quale acquisterà l'Inter.

L'hanno segnalato a Ferragosto nelle strade della Milano deserta, poi le tracce sono scomparse. Per poco: Erick è atteso al più tardi la prossima settimana, perché la trattativa per l'acquisto della maggioranza delle quote è di nuovo in dirittura d'arrivo, dopo la frenata di luglio. Thohir conta di apporre le ultime firme prima dell'inizio del campionato (Inter-Genoa il 25 agosto, ore 18), ma è chiaro che il suo ingresso non provocherà immediatamente sconquassi sul mercato. La sessione estiva chiude il 2 settembre ed è improbabile che il nuovo proprietario intervenga già, non c'è tempo sufficiente, anche se si parla dell'arrivo di Nainggolan a causa dell'origine del giocatore, che è di nazionalità belga ma anche indonesiana (per parte di padre). Ma Thohir non è un Abramovich e non prende l'Inter per regalarle subito cento milioni di nuovi acquisti, o almeno non subito: la priorità è risanare i conti in dissesto, e rilanciare il club sul piano del marketing.

E' stata un'estate difficile per l'Inter, molto difficile e per certi versi penosa. L'incertezza sull'assetto societario , con una trattativa che va avanti faticosamente anche se l'interesse delle due parti è quello di chiudere; una campagna acquisti di prestiti e comproprietà, all'insegna del risparmio assoluto, perché l'ultimo bilancio si è chiuso ancora a -70 milioni e proprio non è possibile investire, né, a quanto sembra, il club è in grado di cedere qualche giocatore per fare cassa e poi reinvestire; il povero Mazzarri che è arrivato pieno di buone intenzioni, perché l'Inter per lui era un sogno, e si ritrova una squadra senza qualità, la stessa che è arrivata nona a maggio, e senza estro, infatti nella tournée americana ha rimediato brutte figure, senza contare che i soliti infortuni (piaga inestirpabile, evidentemente) hanno già tolto di mezzo Kovacic e Samuel. Si arriva così, tra vari stenti, all'esordio ufficiale, domenica 18, in Tim Cup. Avversario il Cittadella, squadra di serie B ampiamente alla portata, ma di questi tempi non si sa mai. E' un'altra stagione in salita, insomma. Magari con Thohir, Erick o Garibaldi, andrà meglio. Ma facciano presto, tutti: ogni giorno che passa è un giorno tolto alla ricostruzione dell'Inter.
I commenti dei lettori