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Inter, Moratti e l'ultima contro la Juventus. E spuntano i cinesi....

Sabato la partita più sentita per il presidente che a giorni annuncerà l'accordo con l'indonesiano Thohir per la cessione della quota di maggioranza del club. Intanto una società cinese sta analizzando i conti

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di ANDREA SORRENTINO
MILANO 
-  C'è un indonesiano sull'uscio, solo che non si decide a entrare e sta lì con il piede a mezz'aria da un paio di mesi: ha capito di essere ospite non del tutto gradito, anche se la sua presenza è necessaria per le magnifiche sorti e progressive del club. C'è anche, novità degli ultimi giorni, un gruppo cinese che fa capolino, si interessa ai conti, medita ingressi con quote di minoranza o forse no, magari è solo una manovra diversiva oppure è un colpo di scena clamoroso che potrebbe cambiare tutte le carte in tavola. C'è insomma la storia dell'Inter, e forse del calcio italiano, arrivata a un bivio: tra poco saremo tutti un po' più asiatici, più Internazionali, meno italiani ma forse meno provinciali, perché di solito aprirsi al nuovo fa solo bene, chi si contamina progredisce mentre chi si chiude nel borgo o nella valle arretra, e il mondo lo abbandona. Ma intanto c'è Inter-Juventus e quando arriva la Juventus a Massimo Moratti non frega niente del resto, si concentra sull'Avversario, non c'è spazio per altre chiacchiere, gli occhi si fanno due fessure, viva il borgo e il campanile, abbasso il mondo. Sabato c'è Inter-Juve e sarà la quarantaquattresima volta che Moratti affronta la grande nemica da presidente. Bel numero, 44. Un giorno, Moratti potrà dire di aver sfidato la Juve 44 volte, di averle prese e date, subìte e inflitte, quel giorno di Iuliano-Ronaldo (1998) è incancellabile ma nessuno può dimenticare neppure quella sera di primavera del 2010, quel prodigio di Maicon con triplo palleggio e destro volante sotto l'incrocio che aprì la strada, e il cuore, al Triplete che nessuno mai, tranne l'Inter, ha centrato nella storia del calcio italiano.

Che storia, quella di Moratti e l'Inter e la Juventus: dura da quasi sessant'anni, da papà Angelo in poi. Sabato fanno quarantaquattro volte per Massimo e non una di più, si direbbe: magari l'indonesiano Thohir non diventerà presidente la prossima settimana, o neppure tra dieci giorni, visto che la trattativa è in apparente stallo dalla fine di luglio e si trascina tra dilazioni (e sotterranee delazioni) varie, ma insomma prima o poi accadrà quello che deve accadere, e che per grandi linee è stato già stabilito prima dell'estate. Quindi si può ragionevolmente supporre che questo sia l'ultimo Inter-Juventus per Massimo Moratti presidente dell'Inter, in carica dal 1995. Emozioni forti, sempre, in campo e fuori, polemiche feroci e sospetti per oltre dieci anni, poi lo tsunami di Calciopoli di cui ancora si possono avvertire gli effetti, perché Calciopoli in fondo non finirà mai nel cuore dei tifosi. L'ultimo Inter-Juve di Moratti, dunque, poi si aprirà il futuro. Nel nome di Erick Thohir, come è sempre più probabile, anche se l'appeal del nuovo che avanza si è assai appannato da 40 giorni in qua: arrivato a fine luglio sperando di imitare Giulio Cesare (veni, vidi, vici), Thohir si è dovuto rassegnare invece al ruolo di un Fabio Massimo, costretto a temporeggiare per la fiera resistenza di Moratti che non ha voluto cedere senza lottare la maggioranza dell'Inter (circa il 70% delle quote) a un imprenditore tutto sommato sconosciuto, solvibilissimo ma sconosciuto, e dai progetti non proprio chiari sul futuro del club. Infatti questi progetti non è riuscito ad afferrarli nessuno, si sa solo che Thohir vuole aggiustare i conti (ed è la cosa principale perché i conti sono quasi disastrosi, i peggiori in assoluto rispetto alle altre grandi della A) ma sui piani di rilancio non c'è chiarezza, anzi sembra proprio che i piani li stiano stilando solo ora, con un certo ritardo organizzativo, ecco.

Per questo Moratti ha voluto inserire nei contratti la clausola dell'impegno di Thohir a mantenere un certo livello di investimenti almeno per i prossimi tre anni, altrimenti non se ne fa niente. I Moratti resterebbero nel Cda con due elementi su cinque totali e in teoria manterrebbero un certo controllo, anche se poi anche questo si vedrà. La trattativa, iniziata tra molti sorrisi e altrettante aperture (tutti i consiglieri finanziari hanno spiegato a Moratti che l'offerta di Thohir, circa 350 milioni, era irrinunciabile vista la congiuntura economica), nel corso dei mesi è diventata un braccio di ferro, e il tempo ha giocato in favore di Moratti: all'inizio il presidente interista era sembrato in difficoltà sul piano dell'immagine, le rudi smentite anche solo all'esistenza della trattativa celavano in realtà l'imbarazzo del dover cedere un pezzo di cuore per biechi motivi economici, mentre Thohir rifulgeva della luce del conquistatore; ma nell'ultimo mese molto è cambiato, Thohir non s'è più visto né sentito e non è più tornato a Milano ad acquistare gadget interisti per mettere pressione al venditore, e intanto l'Inter di Mazzarri è partita benissimo in campionato e ora aspetta la Juve a fauci spalancate, sperando che il bluff non sia scoperto subito (perché ovviamente tra le due squadre rimangono corpose differenze e tutte in favore della Juve). Così Moratti appare più sereno e in controllo della situazione, addirittura si dice in giro che possa non vendere più, che se l'Inter si dimostrasse davvero da scudetto chissà... Ma la realtà è ben diversa: l'Inter arrivata nona nell'ultimo campionato e appena ritoccata in sede di calciomercato è ben difficile che possa avvicinarsi ai primissimi posti, e anche i conti sono conti, non si fanno ingannare dalle suggestioni, i numeri rimangono gli stessi qualsiasi cosa si pensi, e insomma Moratti ha enorme bisogno di nuovi investitori alla Thohir, che in effetti è in procinto di arraffare il 70% dell'Inter, tutti lo danno per imminente, alle porte, quasi certo, anzi certissimo.

Ma intanto voci cittadine rivelano che negli ultimi giorni un gruppo cinese sta effettuando una due diligence sui bilanci dell'Inter, insomma sta scandagliando i conti in previsione di un'offerta per l'acquisizione di una quota di minoranza del capitale azionario. L'offerta potrebbe cambiare gli scenari d'un colpo, spingendo Thohir in un angolo, anzi respingendolo definitivamente in Indonesia? Moratti potrebbe così rimanere presidente con l'aiuto dei cinesi, come da tentativo (poi naufragato) di un anno fa? C'è ancora davvero spazio per fermare la storia, forse il tempo, cristallizzando ogni cosa? Chi vivrà Inter-Juventus, vedrà.     
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