Un commento stringato anche sulla querelle con Antonio Conte. "Chiedetelo a lui se si è offeso, io credo di non aver mai detto qualcosa che lo abbia potuto infastidire. Quando veniva a Napoli cambiava modulo per la prima volta, ma questo è un elogio", conclude Mazzarri. Che sugli scudetti (29 o 31?) non si sbilancia: "Un allenatore deve pensare al campo". E risponde a De Laurentiis, che lo giudica "bravo, ma con poca esperienza internazionale": "Non mi interessa quello che gli altri dicono di me. Io penso ai fatti, semmai mi interessa cosa pensano i giocatori che ho allenato".
Come intende utilizzare Taider? E Alvarez?
"Lo abbiamo voluto tutti. Sono stato molto convinto, ma tutti. In questo momento si è pensato di puntare su giocatori giovani. In questo momento sta bene fisicamente. Kovacic è stato fermo molto, si cerca di recuperarlo, ma è in ritardo rispetto agli altri. L'allenatore quando fa le scelte guarda tante cose. Come ho detto di Milito. Lo avrei fatto giocare sempre, ma in questa condizione non può. Vale lo stesso anche per gli altri. Per quello che riguarda Alvarez posso dire che è eclettico, può giocare in diversi ruoli. Può fare tante cose. L'importante è che sia convinto di quello che fa e di quello che gli propongo. Può fare seconda punta, mezz'ala. Devo capire gli equilibri della squadra. Potrebbe essere impiegato più da mezz'ala più avanti, può esprimere al meglio il suo lavoro".
Diego Milito è pronto per tornare a giocare?
"Lo convoco, voglio che stia con noi e vediamo se ce ne sarà bisogno. Deve ancora trovare la condizione migliore, ma sta bene. Avrebbe bisogno di giocare, ma ci sono tre punti in palio e dovrà farlo durante glia allenamenti. Lui pensa più all'Inter che a se stesso".
Come pensa di fermare Pirlo?
"Con la Reggina pensavo a limitare alcuni giocatori. Quando c'è un giocatore che libero può fare giocate importanti allora si pensa a limitarlo".
Questa Inter è più forte di quella dello scorso anno?
"Non si può valutare in una partita la squadra. Al di là del risultato di domani, si è già visto qualcosa nelle partite precedenti. La squadra inizia a ragionare insieme. La vera attenzione che dobbiamo avere è alla prestazione. Non guardiamo una partita, ma la continuità della squadra, per vedere se è cresciuta".
Similitudini con la prima Juve?
"Non vedo grandi similitudini".
La partita si giocherà in difesa?
"La fase difensiva è importante. Valuto la prestazione della squadra dal complesso, sono tutte zone importanti".
Quanti scudetti ha la Juve? 29 o 31?
"Un tecnico deve pensare al campo, non bisogna entrare in certe cose. Meno si parla di certe cose meglio è, anche per la tranquillità sugli spalti".
C'è voglia di fare bene?
"Chi non ha esperienza di queste partite può rimanere bloccato per la voglia di fare bene. Con l'Inter non ho ancora affrontato grandi squadre. Se dovesse andar bene bisogna comunque stare con i piedi per terra. Vorrei che la squadra avesse un rendimento costante e andare ancora meglio nel girone di ritorno. Se si vince contro la Juve e poi si perde contro le altre non si va lontano".
Sul piano psicologico si aspetta qualcosa?
"Se dovesse andar bene a noi per noi sarà importante perché siamo una squadra in crescita. Ci potrebbe servire per aumentare l'autostima e le convinzioni".
Alla vigilia di una partita del genere può essere una buona cosa il pareggio?
"Ho sempre detto che non bisogna mai pensare al risultato e cercare il massimo. Quando abbiamo palla dobbiamo cercare di fare gol e quando non l'abbiamo dobbiamo difendere. Cercheremo di fare il meglio. Per 95' vorrei vedere questo atteggiamento, alla fine si tireranno le somme".
Come sta la squadra?
"Hanno bisogno di riposare per essere lucidi. Credo che a livello generale cerchiamo di migliorarci e di guardare le prestazioni precedenti. Ieri con quelli più lucidi ho parlato e ho provato a correggere gli errori fatti a Catania. Dirò di guardare noi stessi, se noi sviluppiamo il nostro gioco in fase attiva possiamo competere con tutti".
LA JUVE DIRA' CHI SIAMO - Diego Milito vola verso la Juve. L'attaccante nerazzurro, fermo per infortunio al ginocchio dallo scorso 14 febbraio, parla della gara che lo rivedrà tra i convocati, del suo rapporto con Mazzarri e del presidente Massimo Moratti. "È un derby. Sicuramente stiamo giocando contro una squadra che è la favorita a vincere lo scudetto - dice l'argentino a Sky -. E' una partita che ci può dare risposte a noi come squadra. Spero che sia una partita molto bella. Sul mercato si sono rinforzati tantissimo con Tevez, Llorente, Ogbonna, ha preso ha un organico forse superiore agli altri, ma noi cercheremo di provarci fino alla fine. Siamo ancora nella fase in cui dobbiamo capire cosa vuole l'allenatore, abbiamo fatto grandi passi in avanti, ma è ancora presto per dire dove possiamo arrivare". Il 'Principè prosegue spiegando il suo rapporto con il tecnico: "Mi considero un giocatore importante, perché il mister mi ha dato sempre fiducia dal primo minuto - afferma il nerazzurro -. Ha parlato sinceramente con me, mi ha dato questa responsabilità, mi ha detto che crede in me, che mi avrebbe aspettato. Questo è sicuramente uno stimolo importante".
La chiusura è sulla trattativa per la cessione della quota di maggioranza del club: "Vedo Moratti molto sereno e tranquillo. È troppo legato a questa squadra, a questa società, sicuramente quello che farà lo farà per il bene dell'Inter, quello senza dubbio. Il presidente è uno così. Ci ha trasmesso molta serenità in questi giorni.