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Inter, Moratti e Thohir alla stretta finale

A fine ottobre l'assemblea dei soci, durante cui si dovrà deliberare l'aumento di capitale per ripianare gli ingenti debiti (tra i 70 e gli 80 milioni). Ed è qui che entrerà in gioco il nuovo proprietario
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Siamo alla stretta finale. Mancano una manciata di giorni e poi la cessione dell'Inter da Massimo Moratti al tycoon Erick Thohir sarà non solo definita minuziosamente dalle due parti, ma anche ufficiale. Oltre non si può andare perché in agenda c'è a fine ottobre l'assemblea dei soci, durante cui si dovrà deliberare l'aumento di capitale per ripianare gli ingenti debiti (tra i 70 e gli 80 milioni). Ed è qui che entrerà in gioco il nuovo proprietario, il magnate indonesiano, che attende il via libera dai suoi legali, quelli di Jones Day, in questi giorni impegnati ancora tra mille clausole e definizioni da mettere nero su bianco.
 
Ieri sera Massimo Moratti, a Londra da qualche giorno, atteso alla serata Vogue Fashion alla Pirelli, ha disertato così come il figlio Angelomario, che nella prossima Inter ricoprirà un incarico di primo livello. Come detto dallo stesso presidente nerazzurro sabato sera "la voglia di vendere non c'era e non c'è", ma per il bene dell'Inter e dei tifosi l'affare è da chiudere. Certo l'idea di cedere un pezzo di storia della famiglia Moratti infonde fastidio nell'animo del presidente, ma davanti alle cifre proposte da Thohir e alla possibilità di moltiplicare gli introiti derivanti da dal marketing di questi tempi dire: no grazie, sarebbe follia.
 
Gli uomini del prossimo proprietario del club nerazzurro hanno già visionato il centro sportivo La Pinetina così come lo stadio Meazza. E in questo senso, hanno già ricevuto indicazioni dal tycoon asiatico di studiare dei piani ad hoc per lo sfruttamento di strutture e marchio. Per lo stadio, invece, si attende ancora la decisione se Milan e Inter proseguiranno insieme o se dopo aver condiviso San Siro per anni ognuno andrà per la propria strada. Molte in questo senso sono le probabilità di continuare a camminare e correre insieme sul prato del Meazza.
 
ORA DEVO CRESCERE - "E' stato bellissimo (l'impatto con San Siro pieno), siamo stati contenti della nostra prestazione, ma adesso quella partita è finita e dobbiamo guardare avanti, alla prossima, al Sassuolo", dice Taider a Sky. "Un privilegio essere all'Inter a 21 anni? Ho lavorato tanto per arrivarci, ma adesso c'è bisogno di crescere ogni giorno  -  prosegue il giocatore -. Ho avuto l'opportunità di venire all'Inter e mi prometto ogni giorno di migliorarmi sempre di più". E sul rapporto con Mazzarri: "Sappiamo tutti cosa vuole da noi giocatori, è un allenatore che ha già fatto bene in Italia e noi lo seguiamo per continuare cosi. Che cosa significa l'Inter per me? Ogni volta che scendiamo in campo cerchiamo di onorare questa maglia".
 
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