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Inter, Zanetti: "Il ritiro? Prima voglio tornare in campo"

Il capitano nerazzurro scalpita e guarda al futuro: "Penso a rientrare, almeno fino al termine della stagione. Il mio contratto finisce alla fine del campionato, spero che tutto vada nel migliore dei modi per me e i miei compagni"
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Javier Zanetti scalpita. Il capitano dell'Inter, convalescente dopo l'intervento al tendine di Achille, ha un solo pensiero: tornare in campo. "Voglio tornare a giocare almeno sino alla fine della stagione e non ritirarmi così. Nelle prossime tre settimane ho dei controlli, vedremo...", spiega il nerazzurro ai microfoni di 'Espn Radio'. L'idea di appendere gli scarpini al chiodo non è nuova per Zanetti, che da almeno una stagione sfogliando la margherita, tra sé ripete: "mi ritiro o non mi ritiro". Il dubbio rimasto fino ad ora a metà,  a fine stagione dovrà essere risolto: "Il mio contratto termina a fine campionato, spero che tutto vada nel migliore dei modi per me e per i miei compagni. A fine stagione vedrò come starò e valuterò cosa fare. Vorrei restare nel mondo del calcio. Bisogna capire anche se avrò recuperato bene dall'infortunio, se posso essere ancora importante in campo". Altrimenti sarà addio al campo, e forse anche all'Inter. Perché l'arrivo di Erick Thohir cambierà nel medio lungo periodo gerarchie interne e tanto altro. Ma nessuno stravolgimento, sia chiaro.
 
ICARDI UOMO IMPORTANTE - Zanetti, costantemente al fianco della colonia argentina insediatasi ad Appiano Gentile, parla dell'amico e compagno di squadra Mauro Icardi, convocato dal ct dell'Argentina, Alejandro Sabella, per le partite contro Perù e Uruguay (in programma l'11 e il 11 ottobre). "Mauro voleva la nazionale, l'anno scorso nella Sampdoria ha dimostrato tutto quello che sa fare  -  spiega il 4 interista -. E, quest'anno, tutti i minuti che ha giocato sono stati importanti per la squadra. E' un'alternativa in  più per l'Argentina. E' un attaccante d'area, è molto giovane, ha potenza e ama fare gol. Deve crescere".

Nell'anno che porta ai Mondiali in Brasile, la convocazione del ct Sabella potrebbe essere il primo passo per arrivare alla kermesse iridata. Sogno futuro per Icardi, ormai passato, invece, per Zanetti. "Ho perso qualche mondiale non per colpa mia. Sono state decisioni che non sono dipese da me. Perdere due Mondiali comunque mi ha fatto crescere come professionista e come persona", spiega l'argentino proseguendo: "Sabella lo conosco da tempo, penso possa essere la persona giusta per allenare la nazionale. Il mio ritorno? Non ne abbiamo parlato. Abbiamo discusso, invece, dell'Argentina che ha un grande potenziale, speriamo che in Brasile succeda ciò che tutti speriamo. Se dovessi giocare anch'io sarei contento, altrimenti comunque ho tanto rispetto per tutto ciò che sta nascendo adesso, per questo gruppo".
 
Sempre accanto ai compagni fuori e dentro al campo, Zanetti anche nel posticipo di sabato contro la Roma sarà al fianco della squadra. Che contro la Roma riceverà risposte importanti sul lavoro fatto da Walter Mazzarri. In campo sono attesi i titolarissimi dell'ex Napoli. Unica eccezione Jonathan che nonostante il lavoro svolto ad intermittenza non è al meglio.
 
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