MILANO - "E' una battuta di spirito che mi aveva scritto in un sms molto affettuoso e pensavo finisse lì. Forse è stata un'ingenuità pubblicarla". La prende con filosofia Massimo
Moratti la battuta di Andrea Agnelli, che all'acquisizione da parte di thohir del 70% delle quote societarie nerazzurre ha ribattezzato la capitale indonesiana jakartone ("Jakarta è Jakartone..." ricordando lo scudetto assegnato all'Inter a tavolino), moratti usa l'abituale temperanza per smontare qualsiasi polemica: "Non c'è bisogno di alcuna replica: tutto finisce lì".
Il numero uno dell'inter chiarisce come lo sfottò gli fosse stato preannunciato via sms dallo stesso presidente juventino: "Jakartone era già in un messaggio di Agnelli molto affettuoso, sia nei confronti miei che in quelli della società. Sono rimasto sorpreso che poi sia finita su internet, ecco, quella forse è stata un'ingenuità".
Intanto, a una manciata di ore dall'acquisto dell'Inter, Jason Levien, amico di Erick Thohir e probabile nuovo membro del CdA del club nerazzurro, si complimenta con il tycoon indonesiano. L'uomo d'affari statunitense - attraverso il sito del Dc United - dice: "Sono felice che Erick abbia portato a termine l'operazione. L'Inter è tra i club più blasonati del mondo e questa operazione darà l'opportunità di migliorare il futuro sia dell'Inter che dello United".
Parla del futuro dell'Inter anche Javier Zanetti. Il capitano, tornato ieri in campo dopo l'infortunio al tendine d'Achille, ai microfoni Sky afferma: "Credo che Moratti dopo tutto questo tempo abbia individuato delle persone con qualità importanti. Insieme credo possano fare il bene del nostro club. Il presidente ci ha detto che non cambia niente. Il nostro presidente sarà affiancato da altre persone. Non so se resterà presidente (Moratti), quello che è certo è che lui rimane con la sua quota e con tutti i sentimenti che ha portato in questa realtà". E ancora: "A livello internazionale è un'impronta molto importante. Se Moratti ha deciso così vuol dire che voleva aprire scenari importanti. Cosa dirò a Thohir? Che arriva in una grande famiglia e che saremo a disposizione per continuare insieme. L'indonesiano? Prima o poi lo impareremo tutti...".
Per tutto il mondo nerazzurro sta iniziando una nuova avventura e "noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto", dice Zanetti proseguendo: "Il mio rapporto con Moratti va al di là del rapporto giocatore-presidente. Lui è stato un grande presidente, con molto cuore, generoso, mai calcolatore e nel mondo del calcio è difficile trovare una persona cosi. Cosa mi ha detto ad Appiano mentre camminavamo abbracciati? Mi ha raccontato come stavano andando le cose e io gli ho ribadito che qualsiasi cosa sarebbe successa io sarei rimasto sempre a disposizione. In questi ultimi anni l'ho visto spesso molto felice". Il capitano dell'Inter continua: "La volta che l'ho visto più arrabbiato? In passato, quando c'erano delle cose che non andavano per il verso giusto. Quando deluso? Forse direi dopo quel derby perso 6-0. Il regalo più bello che mi ha fatto? Non saprei sceglierne uno. Il più bello è sicuramente la fiducia che ha avuto in me quando io ero uno sconosciuto".
Sul ritorno in campo non ci sono ancora certezze. "In campo con Milito il 24 novembre? Speriamo, io farò il possibile prima di tutto per sentirmi bene e poi per essere un'alternativa in più a disposizione del mister. Dove, quando e quanto questo non lo so, ma mi piacerebbe riprovare il piacere di stare in campo".
Moratti la battuta di Andrea Agnelli, che all'acquisizione da parte di thohir del 70% delle quote societarie nerazzurre ha ribattezzato la capitale indonesiana jakartone ("Jakarta è Jakartone..." ricordando lo scudetto assegnato all'Inter a tavolino), moratti usa l'abituale temperanza per smontare qualsiasi polemica: "Non c'è bisogno di alcuna replica: tutto finisce lì".
Il numero uno dell'inter chiarisce come lo sfottò gli fosse stato preannunciato via sms dallo stesso presidente juventino: "Jakartone era già in un messaggio di Agnelli molto affettuoso, sia nei confronti miei che in quelli della società. Sono rimasto sorpreso che poi sia finita su internet, ecco, quella forse è stata un'ingenuità".
Intanto, a una manciata di ore dall'acquisto dell'Inter, Jason Levien, amico di Erick Thohir e probabile nuovo membro del CdA del club nerazzurro, si complimenta con il tycoon indonesiano. L'uomo d'affari statunitense - attraverso il sito del Dc United - dice: "Sono felice che Erick abbia portato a termine l'operazione. L'Inter è tra i club più blasonati del mondo e questa operazione darà l'opportunità di migliorare il futuro sia dell'Inter che dello United".
Parla del futuro dell'Inter anche Javier Zanetti. Il capitano, tornato ieri in campo dopo l'infortunio al tendine d'Achille, ai microfoni Sky afferma: "Credo che Moratti dopo tutto questo tempo abbia individuato delle persone con qualità importanti. Insieme credo possano fare il bene del nostro club. Il presidente ci ha detto che non cambia niente. Il nostro presidente sarà affiancato da altre persone. Non so se resterà presidente (Moratti), quello che è certo è che lui rimane con la sua quota e con tutti i sentimenti che ha portato in questa realtà". E ancora: "A livello internazionale è un'impronta molto importante. Se Moratti ha deciso così vuol dire che voleva aprire scenari importanti. Cosa dirò a Thohir? Che arriva in una grande famiglia e che saremo a disposizione per continuare insieme. L'indonesiano? Prima o poi lo impareremo tutti...".
Per tutto il mondo nerazzurro sta iniziando una nuova avventura e "noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto", dice Zanetti proseguendo: "Il mio rapporto con Moratti va al di là del rapporto giocatore-presidente. Lui è stato un grande presidente, con molto cuore, generoso, mai calcolatore e nel mondo del calcio è difficile trovare una persona cosi. Cosa mi ha detto ad Appiano mentre camminavamo abbracciati? Mi ha raccontato come stavano andando le cose e io gli ho ribadito che qualsiasi cosa sarebbe successa io sarei rimasto sempre a disposizione. In questi ultimi anni l'ho visto spesso molto felice". Il capitano dell'Inter continua: "La volta che l'ho visto più arrabbiato? In passato, quando c'erano delle cose che non andavano per il verso giusto. Quando deluso? Forse direi dopo quel derby perso 6-0. Il regalo più bello che mi ha fatto? Non saprei sceglierne uno. Il più bello è sicuramente la fiducia che ha avuto in me quando io ero uno sconosciuto".
Sul ritorno in campo non ci sono ancora certezze. "In campo con Milito il 24 novembre? Speriamo, io farò il possibile prima di tutto per sentirmi bene e poi per essere un'alternativa in più a disposizione del mister. Dove, quando e quanto questo non lo so, ma mi piacerebbe riprovare il piacere di stare in campo".