MILANO - "Rodrigo Palacio è l'unico sicuro di giocare", avverte Walter Mazzarri, che alla vigilia della partita contro il Torino in programma domani sera non dà certezze di formazione. In particolare sotto osservazione resta la difesa. "Tre quarti del reparto difensivo è in dubbio", ammette il tecnico nerazzurro. Titolare dovrebbe giocare Samuel al posto di Ranocchia. Dubbi anche per Campagnaro. In crescita a centrocampo le possibilità di Jonathan che sta meglio. La partita contro i granata - dopo la sconfitta contro la Roma - è un altro banco di prova. "Una nuova verifica, ma sono fiducioso", sottolinea Mazzarri che manda un chiaro messaggio al gruppo: "Li vorrei più cinici e decisi in fase di conclusione perché per come giochiamo raccogliamo poco e li vorrei più attenti nel momento in cui perdiamo palla non farci sorprendere in contropiede".
Quali sono le condizioni dei nazionali? Gli argentini rientrati in ritardo come stanno?
"Intanto, chiarisco che se c'è stato un ritardo aereo non credo sia colpa di qualcuno e non vedo perché dovrei multare i giocatori. Quindi detto questo, le condizioni sono una bella domanda. Sono arrivati ieri e hanno svolto un defaticante e hanno lavorato poco sul campo. Le condizioni sono buone da quello che mi risulta. Oggi facendo quel poco lavoro che posso fare deciderò la formazione che mi darà più garanzie".
Dopo la sconfitta contro la Roma, che risposte vuole dalla gara di domani?
"Abbiamo valutato prestazione e posso dire che non è stata così negativa, abbiamo fatto cose buone. Questa squadra deve ancora crescere, ma globalmente ha fatto bene anche nell'ultima partita. Per quello che riguarda domani, dico che giocheremo su un campo difficile, particolare da sempre e possono contare su un tifo che li aiuta. Hanno un'ottima squadra e un buon allenatore, hanno raccolto meno di quanto seminato. Per noi domani è un'altra verifica, ma sono fiducioso".
L'infortunio di Alvarez può lanciare Kovacic?
"È una delle possibilità. Certo dispiace perché Ricky era in un buon momento. Sarebbe stato meglio non fosse successo nulla, al di là della fiducia che ho in quelli che possono sostituirlo.
Lei è un allenatore 'vecchio stampo'. Che idea ha dei social network e dell'abuso dei giocatori?
"Vecchio stampo o meno credo c'entri poco, penso che il calcio vada fatto in un altro modo. Ci sono cose che i giocatori non devono divulgare. Non c'entra essere vecchi o giovani. Ma se il mondo funziona così va accettato e noi tecnici dobbiamo prendere precauzioni allenando i giocatori a non farli comportare in un certo modo".
L'Inter ora è di maggioranza di Erick Thohir...
"Ribadisco che abbiamo totale fiducia in Moratti, sapendo quello che è per lui l'Inter penso che lo ha abbia fatto nell'interesse del club e questa è garanzia. Le motivazioni le trovo sempre e comunque e questo modo di pensare cerco di inculcarlo anche ai giocatori".
Resta Moratti all'Inter, ma cambia un po' il datore di lavoro. Ha mai pensato ad una telefonata con Thohir dopo una partita?
"L'inglese lo so anche io, tanto per chiarire. Credo di essere uno che sa come ci si muove in una società. So dove mi posso muovere e dove non devo andare oltre. Io non chiamo la proprietà, sono loro che chiamano e io spiego quello che mi chiedono. Penso che i proprietari valutino i risultati. In questo momento non ho visto cose diverse. A livello di sensazioni non mi sembra che sia cambiato granché".
Ha cambiato posizioni difensive nelle ultime prove, da cosa dipendono i dubbi in difesa?
"Io valuto tutto, chi è andato via e la condizione del momento. A quanto successo con Roma e ai dati sul Cagliari. Questo succede. Le scelte le faccio in base a come è andata ultima gara e in base agli allenamenti. Due terzi della difesa in dubbio? Sì, devo verificare anche l'attacco e la seconda punta. L'unico che gioca sicuro è Palacio. Icardi non sta bene, non è mai stato bene in questo periodo, ha un problema alla costola e correndo male gli si è infiammata anche la parte bassa degli adduttori. Lui con le sue caratteristiche che ha e in base alla sua autonomia ci può dare una mano quando necessitiamo di cambi".
E' un'impressione che per come è costruita questa Inter due punte sono troppe e una poca?
"Guardate come giocano le squadre sopra di noi in classifica. Questo è un calcio dove non si danno punti di riferimento. E non vedo perché l'Inter in una fase di crescita non possa farlo".
Quali sono le condizioni dei nazionali? Gli argentini rientrati in ritardo come stanno?
"Intanto, chiarisco che se c'è stato un ritardo aereo non credo sia colpa di qualcuno e non vedo perché dovrei multare i giocatori. Quindi detto questo, le condizioni sono una bella domanda. Sono arrivati ieri e hanno svolto un defaticante e hanno lavorato poco sul campo. Le condizioni sono buone da quello che mi risulta. Oggi facendo quel poco lavoro che posso fare deciderò la formazione che mi darà più garanzie".
Dopo la sconfitta contro la Roma, che risposte vuole dalla gara di domani?
"Abbiamo valutato prestazione e posso dire che non è stata così negativa, abbiamo fatto cose buone. Questa squadra deve ancora crescere, ma globalmente ha fatto bene anche nell'ultima partita. Per quello che riguarda domani, dico che giocheremo su un campo difficile, particolare da sempre e possono contare su un tifo che li aiuta. Hanno un'ottima squadra e un buon allenatore, hanno raccolto meno di quanto seminato. Per noi domani è un'altra verifica, ma sono fiducioso".
L'infortunio di Alvarez può lanciare Kovacic?
"È una delle possibilità. Certo dispiace perché Ricky era in un buon momento. Sarebbe stato meglio non fosse successo nulla, al di là della fiducia che ho in quelli che possono sostituirlo.
Lei è un allenatore 'vecchio stampo'. Che idea ha dei social network e dell'abuso dei giocatori?
"Vecchio stampo o meno credo c'entri poco, penso che il calcio vada fatto in un altro modo. Ci sono cose che i giocatori non devono divulgare. Non c'entra essere vecchi o giovani. Ma se il mondo funziona così va accettato e noi tecnici dobbiamo prendere precauzioni allenando i giocatori a non farli comportare in un certo modo".
L'Inter ora è di maggioranza di Erick Thohir...
"Ribadisco che abbiamo totale fiducia in Moratti, sapendo quello che è per lui l'Inter penso che lo ha abbia fatto nell'interesse del club e questa è garanzia. Le motivazioni le trovo sempre e comunque e questo modo di pensare cerco di inculcarlo anche ai giocatori".
Resta Moratti all'Inter, ma cambia un po' il datore di lavoro. Ha mai pensato ad una telefonata con Thohir dopo una partita?
"L'inglese lo so anche io, tanto per chiarire. Credo di essere uno che sa come ci si muove in una società. So dove mi posso muovere e dove non devo andare oltre. Io non chiamo la proprietà, sono loro che chiamano e io spiego quello che mi chiedono. Penso che i proprietari valutino i risultati. In questo momento non ho visto cose diverse. A livello di sensazioni non mi sembra che sia cambiato granché".
Ha cambiato posizioni difensive nelle ultime prove, da cosa dipendono i dubbi in difesa?
"Io valuto tutto, chi è andato via e la condizione del momento. A quanto successo con Roma e ai dati sul Cagliari. Questo succede. Le scelte le faccio in base a come è andata ultima gara e in base agli allenamenti. Due terzi della difesa in dubbio? Sì, devo verificare anche l'attacco e la seconda punta. L'unico che gioca sicuro è Palacio. Icardi non sta bene, non è mai stato bene in questo periodo, ha un problema alla costola e correndo male gli si è infiammata anche la parte bassa degli adduttori. Lui con le sue caratteristiche che ha e in base alla sua autonomia ci può dare una mano quando necessitiamo di cambi".
E' un'impressione che per come è costruita questa Inter due punte sono troppe e una poca?
"Guardate come giocano le squadre sopra di noi in classifica. Questo è un calcio dove non si danno punti di riferimento. E non vedo perché l'Inter in una fase di crescita non possa farlo".