INTESE COMUNI, GIOVANI, EQUILIBRIO E GIOCATORI FUNZIONALI - "Maggioranza o minoranza in un club non è importante: fondamentale, invece, è sedersi ad un tavolo e cercare insieme le idee per vincere nei prossimi 3 anni e mezzo", Racconta Thohir entrando poi nel dettaglio: "C'è sempre la giusta via di mezzo tra comprare e investire. L'importante è dare l'impronta. Io penso sempre che il settore giovanile debba essere forte per formare giovani giocatori. La squadra deve avere anche un buon equilibrio. Quindi, quando si comprano giocatori da altre squadre, devono essere funzionali. Credo molto in questo modello, ma anche di questo devo parlare con Moratti e Mazzarri. E ovviamente con le persone che lavorano per il settore giovanile. Dobbiamo lavorare insieme, non so se sia il modello migliore, ma credo sia quello che possa funzionare in futuro".
THOHIR PHILOSOPHY - "A 31 anni ero presidente di uno dei principali quotidiani di Indonesia. Ma ora ho 43 anni e sto diventando vecchio rispetto all'età media degli indonesiani, che è di 28 anni. Noi a 90 anni siamo vecchi, ma le aziende possono durare anche 200 anni", dice Thohir, che prosegue parlando della sua filosofia di business. Concetti che: "mi ha insegnato mio padre. Nel business nessuno è perfetto, con i partner ci si può sostenere. Da solo si possono fare errori, credo nella vita si può cadere per piccoli sassi, non per grandi sassi. Per questo abbiamo partnership in tutti i business: negli hotel, nel Dc United, nella ristorazione. Possiamo arricchire l'azienda offrendo diversi punti di vista".
THOHIR STORY - "Mio padre lavorava per Astra. L'ha resa una delle aziende più grosse in Indonesia. Negli anni '80 ha fondato il gruppo Thohir partendo dal settore estrattivo, passando poi dalla ristorazione e dall'automobile", racconta il tycoon proseguendo: "Nel 1993 mio fratello, Garibaldi, è tornato dagli Usa e rappresenta da quel momento la famiglia nelle occasioni ufficiali. Io lo sostengo perché è un ottimo fratello. Sostiene la famiglia dal 1991. Quando mi sono laureato sono tornato dagli Usa e ho aiutato la famiglia dal 2000/2001. Poi ho detto alla famiglia che avrei voluto intraprendere il business che mi piaceva. Per me la passione è importante nel business, perché non mi fa sentire la fatica. E' per questo che quando mi hanno chiesto cosa avrei voluto fare ho risposto: i media. Sono rimasti sorpresi, ma mi hanno sostenuto. Abbiamo comprato Republika, era un giornale quasi fallito, in tre anni l'abbiamo portata anche online. Ora di Republika fanno parte una tv e una radio. Lo sport? E' venuto dopo, con l'acquisto di una squadra di basket. Non era in buone condizioni, abbiamo fatto un progetto di 5 anni e ora la squadra (i Satria Muda) è una delle più forti in Indonesia. Dal '99 al 2008 abbiamo vinto 8 campionati, poi abbiamo potuto prendere quote dei 76ers in Nba, poi Dc United e ora spero di fare un buon lavoro con mister Moratti".
NON SOLO VENTOLA, ANCHE FRESI - "Chiaramente, in confronto ad alcuni tifosi, la mia conoscenza dell'Inter è pari a zero ma, la seguo da tanto tempo. Da molti anni in Indonesia si vede la Serie A, però ora è più seguita la Premier League. Ma credo che la serie A si riprenderà se le società lavoreranno insieme per competere con Premier e Liga. Non conosco l'Inter così profondamente, ma ricordo i suoi giocatori. E' facile ricordare i tre tedeschi, Baggio, Ronaldo. Sicuramente le persone si ricordano di loro, io mi ricordo anche di giocatori che sono stati utili all'Inter. Per questo ricordo Nicola Ventola, era una giovane stella a 21 anni, si è infortunato non possiamo fargliene una colpa. Salvatore Fresi: magari di loro la gente si dimentica, ma io mi ricordo. Oppure Oba Martins che ora gioca in MLS. Era la seconda scelta o la terza scelta non perché aveva sbagliato qualcosa, anche lui aveva aiutato l'Inter. Anche un gol basta per aver aiutato l'Inter. E lo stesso vale per il basket. Non possono esserci 11 superstar. Ci devono essere giocatori tra le stelle".