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Inter, Thohir a Milano: "E' bello essere qui, cominciamo a lavorare"

Il nuovo proprietario della società nerazzurra pronto a passare alla fase operativa: "Starò qui tre giorni e mi vedrò presto e spesso con Moratti". Visita ai giocatori e incontro con il presidente uscente e Mazzarri alla Pinetina: "Ma non abbiamo parlato della presidenza"
di ANDREA SORRENTINO

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MILANO - Il benvenuto del web è un sapido gioco di parole: Thohir è atterrato a Milano, e neppure stavolta hanno dato un rigore all'Inter. Ma lasciamo andare, ci sarà tempo per le battute. Quel che conta è che poco prima delle 7.30 Erick Thohir è sbarcato a Malpensa, accompagnato da soci e collaboratori, per avviare la sua prima settimana da proprietario dell'Inter. Poco da dire ovviamente, se non un breve saluto: "E' bello essere a Milano. Presto avrò un incontro con mister Moratti. Credo che ci rivedremo molto spesso, perché credo che resterò qui più di tre giorni". Il programma è serrato, perché dopo sei mesi di faticose trattative è ora di passare ai fatti e alla fase operativa, visto che l'Inter non può aspettare. Dunque, dopo essere sceso nel solito hotel cinque stelle lusso del centro di Milano, Thohir ha programmato una visita alla Pinetina per un saluto alla squadra e il pranzo con il tecnico Mazzarri, cui dovrebbe partecipare anche Massimo Moratti, presidente uscente. Nelle prossime ore si avranno ulteriori particolari sull'assegnazione della carica di presidente: allo stato delle cose non sarà Massimo Moratti, che nelle previsioni non farebbe neppure parte del nuovo cda, ma vedremo se entro domani le cose cambieranno, magari dopo l'atteso colloquio con Thohir.

Un primo incontro si è svolto alla Pinetina, dove Moratti è arrivato poco dopo Thohir. Presente anche Mazzarri e Mazzarri, hanno parlato della squadra. "E' stato un buon incontro ma della presidenza discuteremo domani", ha detto Thohir all'uscita dalla Pinetina dopo l'incontro con Massimo Moratti, Walter Mazzarri, Javier Zanetti. "Non rivedrò Moratti oggi. Per ora torniamo in albergo perché abbiamo fatto un lungo viaggio". Anche Moratti conferma: "Sulla presidenza decideremo domattina. Certamente il fatto di non avere più la maggioranza è un fatto, poi ci sono altre cose da definire. Di sicuro mio figlio Angelomario non prenderà il mio posto". Poi Moratti ha aggiunto: "Thohir mi ha fatto un'ottima impressione. E' molto a suo agio nel trattare con le persone, è capace di comunicare ed è veloce nel capire".

Venerdì mattina alle 10.30 è invece prevista l'assemblea dei soci, con l'aumento di capitale da parte dei nuovi azionisti di maggioranza (la International Sports Capital formata da Thohir, Roeslani e Soetedjo) che entreranno in possesso del 70% delle azioni, seguito dalla nomina del nuovo cda e del suo presidente. Dopo l'assegnazione delle cariche Thohir terrà una conferenza stampa per illustrare i suoi piani. Sabato è in programma un incontro con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, poi Thohir assisterà all'amichevole tra Inter e Chiasso alla Pinetina. Ma il nuovo proprietario rimarrà a Milano fino a metà della prossima settimana, perché dovrà compiere altri passi per entrare nel mondo nerazzurro. Dovrà conoscere dirigenti e dipendenti, forse sosterrà qualche colloquio (segretissimo) con gli uomini che ha individuato per il futuro tecnico del club (il nome di Walter Sabatini della Roma è il più gettonato) e insomma avvierà la sua avventura da proprietario, che comunque è stata preceduta nelle scorse settimane da un nutrito gruppo di commercialisti e avvocati che hanno spulciato gli uffici dell'Inter per prendere visione dello stato patrimoniale del club. A occhio, visto che la stagione è in corso, appare difficile che nelle prossime settimane ci possano già essere enormi novità negli organici dirigenziali: a logica, fino a maggio si proseguirà con l'assetto attuale, poi inizierà il futuro. Per ora nebuloso, o comunque poco chiaro. Ma ormai Thohir è qui, e comincerà a spiegarci i suoi progetti che magari saranno anche interessanti e innovativi, perché no. In fondo, il calcio italiano ha un bisogno vitale di novità, di freschezza, di punti di vista diversi, perché a forza di specchiarsi sta morendo.
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