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Inter, Thohir eletto nuovo presidente. Moratti: "Lascio a persone responsabili"

Il tycoon indonesiano, nuovo azionista di maggioranza del club nerazzurro, è stato investito della massima carica societaria: "E' un giorno speciale". Moratti esce dal Cda e viene nominato presidente onorario: "Vorrete certamente bene a chi prende il mio posto". Il figlio Angelomario vicepresidente
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Erick Thohir è stato eletto nuovo presidente dell'Inter, il ventesimo della storia nerazzurra, nel corso dell'assemblea dei soci del club. Succede così a Massimo Moratti che, dopo 18 anni alla guida della società ha rassegnato le proprie dimissioni ed è uscito dal Cda, per essere poi nominato presidente onorario. Il figlio Angelomario, invece, è il nuovo vicepresidente. "Lascio questa società a chi ha senso di responsabilità e fiducia nel progetto, oltre a un grandissimo rispetto verso la storia e i colori dell'Inter. Vorrete certamente bene alle persone che arriveranno. Thohir ha insistito perchè restassi presidente, ma mi sembrava giusto che fosse lui ad avere questa carica di prestigio", le prime dichiarazioni di Moratti a seguito del passaggio di consegne con il tycoon indonesiano, la cui nomina a presidente è stata accompagnata da un lungo applauso da parte degli altri soci.

"Chi non salta rossonero è!" canticchia con voce tremolante Erick Thohir, il nuovo presidente dell'Inter. Al suo fianco Massimo Moratti, Soetedjo e Roeslani. Ma, il tycoon che della comunicazione ha fatto il suo lavoro non si dimentica di citare la bandiera nerazzurra: "Vorrei citare Giacinto Facchetti, che disse 'il segreto di ogni trionfo è la forza di ogni convinzione'. La nostra convinzione è la passione e spianerà la strada all'Inter. Avremo un compito difficile, ma i nostri obiettivi saranno chiari e tutto sarà basato sul lavoro perché l'Inter sia più forte e competitiva".
 
Dottor Moratti, come mai ha deciso di non restare presidente?
"Finalmente do la risposta che attendete. Credo sia giusto, il rischio vero dell'operazione è fare il presidente della società. Thohir e i suoi soci hanno insistito per la carica di presidente sia con me che con mio figlio Angelomario. Li ringrazio ancora, ma ci sembrava di fare qualcosa con il rischio sulle spalle di altri. Io avrò la carica di presidente onorario, mio figlio sarà vice presidente, è qualcosa di importante per noi. Ci permette di stare vicino squadra e rispettare il ruoli di chi ha preso la società".
Mister Thohir, cosa significa fare il presidente, quali sono le prime cose che farà?
"Prima vorrei dire qualcosa, fare un piccolo discorso: Ho tanti grazie da dire, alla stampa per essere qui oggi, poi a Dio per avermi permesso di aver realizzato quello che per me è sogno, un grazie anche alla famiglia Moratti per il supporto mostrato in questi mesi e per il supporto che continuerà a darmi. Ringrazio i miei due partner, il nostro impegno è lavorare sodo e duro per raggiungere il meglio. Ringrazio anche la mia famiglia e quelle di Roeslani e Soetedjo perché ci hanno sempre appoggiato. Anche quando di notte mando sms a Moratti e mia moglie si sveglia. Ringrazio i tifosi per la vicinanza che mi hanno mostrato. Davvero un grande grazie. Poi un altro ringraziamento, agli advisor che hanno reso questo sogno possibile. L'obiettivo è rendere l'Inter vincente bella ed entusiasmante da vedere. Il mondo del calcio sta cambiando. Il fair play non è un aspetto secondario. L'obiettivo è rendere questa squadra più forte. Il nostro obiettivo è rendere questo club più forte. Il nuovo quadro direttivo composto da me Angelomario, Handy e Rosan promette di lavorare duro e insieme, con Massimo Moratti, con Mazzarri e con la squadra. In questi mesi, dall'arrivo del mister, sono state gettate le basi importanti per l'Inter del futuro. Nei prossimi 2-3 anni sarà una grande sfida per noi rendere questa squadra più competitiva. C'è fiducia in quello che fa Mazzarri, l'obiettivo è fare in modo che l'Inter sia sempre più vincente".
Dottor Moratti, quanto è stato doloroso cedere?
"E' un po' che lo sto facendo e mi sono abituato... Dal punto di vista affettivo, si capisce dalla mia emozione, che tutto è meno facile. Ma qui vince il pragmatismo. Sotto il profilo del futuro, della forza della società, del mantenimento delle ambizioni, come capita nell'industria, è giusto passare a un socio che abbia questa vivacità, una nuova ambizione, che porti qualcosa di nuovo. I nuovi soci portano l'entusiasmo dei Paesi in crescita, che vedono questa cosa come un gioiello. Credo sia un grosso vantaggio per la società, le persone sono state assolutamente sempre all'altezza del loro ruolo, i tifosi li consideravano usurpatori, ma si sono presentati con correttezza e questo ci ha messo in condizione di lavorare meglio. Io e mio figlio abbiamo dei ruoli nel club, potremo essere ancora utili all'Inter e a loro, che hanno fatto questo passo bellissimo e di successo".
Mister Thohir, quando nasce vostra passione per l'Inter? Colpi di mercato?
''La serie A era molto famosa negli anni 80', quando io Roeslani e Soetedjo eravamo giovani scegliemmo di tifare Inter. In Asia vivono 2,5 miliardi di persone, ebbene, sono tutte persone che devono essere coinvolte affinché la serie A torni famosa in Asia. Uno degli obbiettivi aumentare numero tifosi nerazzurri. Dal punto di vista commerciale una mia dote è la passione, per questo ho iniziato a lavorare nel settore dell'entertainment. Handy e Rosan condividono con me questa passione nei loro settori, da parte nostra vogliamo portare la nostra pazienza, il nostro know how commerciale, unendoli alle competenze della famiglia Moratti nel calcio, per rendere l'Inter una società sostenibile".
Dottor Moratti, Zanetti nei giorni scorsi ha detto che lei non è solo il presidente ma l'anima...
"Io la vivo da tifoso come gli altri. Oggi il tifoso si sente anima e corpo parte di questo club. Certamente non sono escluso dalla vita della società, cercheremo comunque di lavorare insieme per la costante costruzione del futuro. Dal punto di vista emotivo ci si sente meno in dovere. Io non mi sono mai sentito indispensabile, ma farò di tutto per dare ciò che posso all'Inter. In partita magari sarò più libero nelle mie espressioni, nei confronti di ciò che avviene in campo e degli arbitri".
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