Il Bologna ha la seconda peggior difesa del campionato, ma a volte soprattutto in queste gare si deve fare attenzione...
"Ci sono diverse variabili da tenere in considerazione in vista di questa partita. Ad esempio i pochi giorni avuti per preparare la gara e qualcuno che perde un po' di smalto. Il Bologna è in crescita e ha anche valori importanti come Diamanti, Bianchi, Kone e Pazienza. E' una buona squadra e noi dobbiamo stare attenti. Dobbiamo pensare a noi stessi, se facciamo bene possiamo fare anche un bel risultato. Questa la nostra filosofia di pensiero".
Per Hugo Campagnaro dipende tutto da oggi?
"Con Hugo voglio andarci piano, ha una muscolatura particolare ed ecco perché oggi il test è importante. Devo valutare la tenuta per questo ho in mente anche altre soluzione. Oggi oltre alla partitella faremo cose impegnative così capirò di più".
L'uomo alle spalle della punta sarà sempre Guarin? Kovacic è definitivamente tramontato?
"Kovavic è in crescita, ma si gioca in undici e ora la squadra ha delle linee di gioco importanti, giochiamo un calcio senza dare punti di riferimento. Stiamo migliorando, Alvarez può pure fare il trequartista oltre che la mezz'ala, Kovacic uguale con caratteristiche diverse. Tutte le volte che incontriamo un avversario valuto anche le contrapposizione. L'importante è che i ragazzi nel proprio ruolo sanno bene cosa devono fare".
Cosa l'ha sorpresa di più in Thohir?
"Ho avuto una bella impressione, ho visto che mi conosceva e sapeva tutto di me. Quando un presidente arriva e dice certe cose può essere solo positivo. In queste due settimane siamo stati bravi io e i miei collaboratori ad isolare la squadra dalle questioni societarie. Così faremo domani".
Thohir ha posto come obiettivo la finale Champions League del 2016, questo alza l'asticella?
"Tutto è un rapporto tra quello che si vuole e le dichiarazioni. Se diciamo una cosa dobbiamo essere bravi anche a fare operazioni tali (di mercato) per arrivare a certi obiettivi".
Una cosa che ha portato Thohir a parlare così bene di te?
"Il capo di una società quando valuta se assumere o meno un direttore valuta il percorso e questi sono dati di fatto. Vanno valutate tante cose nella carriera di un allenatore. L'anno scorso a Napoli siamo arrivati al secondo posto raggiungendo la Champions, in carriera io e il mio staff abbiamo lavorato bene".
Cosa servirebbe all'Inter per arrivare alla finale di Champions del 2016?
"Primo avere un gioco e le idee chiare, la mia conoscenza completa di questa rosa è importante. Poi, in base alle considerazioni che faccio insieme alla società, bisogna migliorarsi sempre. Tenendo ovviamente un numero di calciatori adeguato in rosa in base agli impegni che abbiamo. Ho esperienza io, ha esperienza la società, per fare degli inserimenti di giocatori importanti mirati di volta in volta. La crescita bisogna farla così, ma questo è valso al Napoli quando iniziai il cammino e lo stesso può valere qui".
Il blocco di campionato che si chiude a Natale vi fa trovare Napoli e Milan...
"Sarà un parziale più attendibile rispetto a ora. Ma dove sei arrivato, cioè a quale step, si capisce alla fine del girone. Le prossime due gare in casa non si possono sbagliare se vogliamo mantenere un certo ritmo in classifica e se si vuole crescere nel modo giusto".
Ha parlato di asticella... Con Branca e Ausilio avete parlato di mercato? C'è un budget per il mercato di gennaio?
"Vorrei rispondere perché la domanda è posta bene, ma con Thohir ci siamo detti che ancora di più si starà attenti ai ruoli. E' il segreto per fare bene in ogni tipo di azienda. Da oggi in poi ancora di più queste domande andranno fatte a Branca e Ausilio, ma ci siamo confrontati. Il bugdet è il resto lo decide la società. Io consegno la mia lista (ride, ndr). Abbiamo un'organizzazione, ho due-tre osservatori che monitorano sempre i giocatori più adatti, migliori per un certo livello. Diamo consigli alla società che poi valuta se è il caso o meno di agire anche in base alle risorse e tutto il resto".
Il paragone con Mourinho fatto da Thohir è un complimento?
"Mourinho è un grande, lo dice la storia. Se qualcuno vede delle somiglianze non mi dispiace, ma ogni allenatore è un creatore. Ognuno è diverso dall'altro. Non so con chi sono stati fatti altri confronti, ma ci sono 10 anni di Serie A che parlano per me, pregi e difetti che siano. Il paragone non mi imbarazza".
THOHIR: "INTANTO ENTRIAMO IN EUROPA" - Tornare in Europa è la priorità, per il mercato si vedrà ma la volontà è quella di proseguire quanto fatto da Moratti. Rientrato a Giacarta, Erick Thohir è tornato a parlare della sua Inter per la prima volta in patria da presidente. "Per il popolo nerazzurro è la prima volta di un presidente straniero - racconta il magnate indonesiano come riporta 'Tribunnews.com' - e dobbiamo procedere con attenzione, studiando come possiamo migliorare l'Inter. Quello che ha fatto Moratti negli ultimi 18 anni è incredibile e io sono arrivato per dare il mio contributo perchè l'Inter possa competere con le big d'Europa"