MILANO - L'Inter si sta perdendo dentro se stessa. La sconfitta di ieri sera contro il Napoli ne è un'avvisaglia. Sono sei i punti in meno che la squadra nerazzurra ha rispetto allo stesso periodo della passata stagione. E pur vero che l'anno scorso Stramaccioni aveva Samuel, un buon Cassano e Milito. Ma è altrettanto vero che viste le precarie condizioni dei due argentini e l'addio del talento di Bari, il direttore tecnico Marco Branca in coppia con il direttore sportivo Piero Ausilio in estate hanno pensato di rinforzare la squadra con Belfodil, Taider, Icardi, Rolando, Campagnaro, Andreolli e Wallace. Quest'ultimo arrivato in prestito (scartato) dal Chelsea. Mentre Rolando, Campagnaro e Andreolli sono sbarcati in casa dei nerazzurri a costo zero perché in scadenza. E nei primi due casi, con un rendimento più che sufficiente.
Il nodo da sciogliere è quello legato all'attacco, ovvero al 'bagno di sangue', per l'acquisto di Icardi (circa 13 milioni) e di Belfodil (circa 8). Coppia che in totale ha giocato 429 minuti: l'argentino conta 7 presenze, l'algerino 8. Rinforzi arrivati con il benestare dell'allenatore, che ora - dopo 4 mesi dall'inizio del campionato - chiede nuovi acquisti. Le esigenze, fa filtrare Mazzarri, sono un centravanti e un esterno. La questione spinosa, non è tanto Wallace, ma i 21 milioni spesi per il duo Icardi-Belfodil. Denaro bruciato nel giro di qualche mese visto l'utilizzo dei due calciatori. E ora, l'Inter è di nuovo costretta a dover tornare sul mercato. Colpa degli errori estivi. Ma lo deve fare senza le ingenti somme messe a disposizione dell'ex presidente Massimo Moratti. Bensì con la nuova direttiva del proprietario Erick Thohir: prima si vende e poi si compra.
Da qui l'idea di offrire Fredy Guarin al Chelsea (Mourinho preferisce Matic) e Ranocchia. Gli unici due nerazzurri con mercato. Ora è tutto da vedere se Branca riuscirà nell'intento, perché la nuova linea è quella di chiudere i rubinetti nei confronti di agenti che per anni hanno 'aiutato' il dt nelle intermediazioni atte a cedere e acquistare calciatori. In quest'ottica il lavoro di Branca è tenuto sotto attento controllo da parte del nuovo gruppo dirigente interista. E, in secondo piano, anche quello del ds Piero Ausilio, schieratosi pubblicamente dalla parte del suo 'superiore'. Con questa spada di Damocle si lavora e si visionano giocatori in attesa che apra a gennaio il mercato di riparazione. Di fianco alla complessa faccenda legata alla campagna acquisti permane quella societaria. Dove dall'arrivo del tycoon sono tutti sotto osservazione perché nella sua Inter all'americana conterà più la meritocrazia. Il magnate fino ad oggi (non avendo ancora saldato la quota per l'acquisto della società) ha deciso di mantenere - per rispetto al predecessore - ancora qualche settore identico al passato. Ma da marzo, quando Thohir verserà la rata finale è possibile che ci siano cambiamenti inaspettati in ogni reparto del club.
Il nodo da sciogliere è quello legato all'attacco, ovvero al 'bagno di sangue', per l'acquisto di Icardi (circa 13 milioni) e di Belfodil (circa 8). Coppia che in totale ha giocato 429 minuti: l'argentino conta 7 presenze, l'algerino 8. Rinforzi arrivati con il benestare dell'allenatore, che ora - dopo 4 mesi dall'inizio del campionato - chiede nuovi acquisti. Le esigenze, fa filtrare Mazzarri, sono un centravanti e un esterno. La questione spinosa, non è tanto Wallace, ma i 21 milioni spesi per il duo Icardi-Belfodil. Denaro bruciato nel giro di qualche mese visto l'utilizzo dei due calciatori. E ora, l'Inter è di nuovo costretta a dover tornare sul mercato. Colpa degli errori estivi. Ma lo deve fare senza le ingenti somme messe a disposizione dell'ex presidente Massimo Moratti. Bensì con la nuova direttiva del proprietario Erick Thohir: prima si vende e poi si compra.
Da qui l'idea di offrire Fredy Guarin al Chelsea (Mourinho preferisce Matic) e Ranocchia. Gli unici due nerazzurri con mercato. Ora è tutto da vedere se Branca riuscirà nell'intento, perché la nuova linea è quella di chiudere i rubinetti nei confronti di agenti che per anni hanno 'aiutato' il dt nelle intermediazioni atte a cedere e acquistare calciatori. In quest'ottica il lavoro di Branca è tenuto sotto attento controllo da parte del nuovo gruppo dirigente interista. E, in secondo piano, anche quello del ds Piero Ausilio, schieratosi pubblicamente dalla parte del suo 'superiore'. Con questa spada di Damocle si lavora e si visionano giocatori in attesa che apra a gennaio il mercato di riparazione. Di fianco alla complessa faccenda legata alla campagna acquisti permane quella societaria. Dove dall'arrivo del tycoon sono tutti sotto osservazione perché nella sua Inter all'americana conterà più la meritocrazia. Il magnate fino ad oggi (non avendo ancora saldato la quota per l'acquisto della società) ha deciso di mantenere - per rispetto al predecessore - ancora qualche settore identico al passato. Ma da marzo, quando Thohir verserà la rata finale è possibile che ci siano cambiamenti inaspettati in ogni reparto del club.