MILANO - Primo: non dare indicazioni sulla formazione "perché Corini è molto bravo e non voglio dargli vantaggi". Secondo: non siamo allo sbando come squadra, "altrimenti avremmo vinto una partita, perso la successiva e rivinto quella dopo. Invece abbiamo perso da inizio stagione solo tre gare. Forse però abbiamo pareggiato troppo. Ora è necessario superare lo scoglio Chievo". Terzo: vorrei i giocatori a mia immagine e somiglianza; "dico ai ragazzi: 'se voi avete dentro quello che sento io andate in campo e sbranate gli avversari". Questi i tre concetti principali di Walter Mazzarri alla vigilia della partita contro il Chievo in programma domani sera a San Siro. L'allenatore, rinfrancato ieri dalle parole del presidente Erick Thohir e dalla visita di Massimo Moratti e del figlio Angelomario torna a commentare la questione cessione Inter bandendo le mezze verità. "Quando io sono arrivato all'Inter non ho pensato ad un cambio di società, non lo sapevo". Intanto Thohir, in un'intervista a un portale indonesiano, apre suo malgrado alla cessione di Guarin. "E' un ottimo giocatore ma se il suo cuore è altrove non possiamo trattenerlo".
Come si riparte dopo le due sconfitte contro Lazio e Udinese?
"Nel calcio contano i risultati. Questo 2014 è partito male, con due sconfitte. Domani dobbiamo cercare di svoltare con l'aiuto di tutti e fare una grande gara dal punto di vista dell'attenzione difensiva e dell'unità di intenti. Magari colpendo un palo o una traversa (con la palla che entra in rete) riusciremo a sbloccare la partita".
Il messaggio arrivato ieri di Erick Thohir...
"La carriera parla per me, se io parlo in un certo modo è perché sono tranquillo. Non dico cose delle quali non sono sicuro. Abbiamo unità di intenti, ho avuto messaggi ben chiari e se li porto a voi è perché posso e anche perché sono quello che si espone di più. Ho usato l'espressione 'cantieri aperti perché quest'anno stiamo facendo tante cose e cerchiamo di farle bene. Ora il club sta facendo il primo mercato su mie indicazioni sia come scrematura che per il resto. Ieri lo ha detto anche l'uomo più importante del club (che i lavori sono in corso), quindi prego di fare domande inerenti alla partita, parliamo del Chievo e speriamo di fare una gara all'altezza".
Oggi c'è una sua frase: "Moratti non mi aveva mai detto che stava vendendo"...
"Non ho visto giornali e non ho fatto interviste. Quando io sono arrivato all'Inter non ho pensato ad un cambio di società, non lo sapevo. Questo è un discorso generale e l'ho già detto. E quando c'è stato ufficialmente il cambio ho cercato di tenere al riparo la squadra. Il cammino è appena iniziato".
Lei ha detto che Kovacic doveva crescere e diventare l'Hamsik dell'Inter...
"In fase offensiva Mateo fa cose pazzesche, ha doti enormi, ma le deve convogliare in fase passiva e attiva. Dobbiamo fargli capire quando deve tirare e quando deve fare altre cose. Nell'era moderna i giocatori devono sapere che si deve dare stabilità anche in fase passiva. Quando si parla di anno di crescita vuol dire che si deve crescere piano piano. E quando si parla di essere umani, cioè si ha a che fare con persone si deve tenere conto che ci sono anche le variabili. Lo stesso discorso vale per Taider".
Una replica ad Allegri che ieri ha detto che Milano è il Milan?
"A lui è stata fatta una domanda in un certo modo e lui ha risposto. Non è stato polemico e io non volevo fare polemica. La mia era una difesa, non un attacco a qualcuno. Guai a pensare a fare confronti con le altre squadre. Lui ha risposto come doveva a una domanda posta in un certo modo".
Siamo a gennaio e sono sfumati tutti gli obiettivi...
"Chi ha parlato di obiettivi ad inizio stagione? Io ho rilevato una squadra e ho cercato di dare un gioco. La rosa aveva un certo numero di giocatori e ora si sta lavorando per scremarla. Non ho mai detto che l'obiettivo era la Coppa Italia, ma di voler puntare il più in alto possibile. A fine stagione vedremo dove saremo arrivati e tireremo le somme. Il gioco latita? Non sono deluso perché conosco la serie A. Io mi preoccupo di domani perché sono cosciente che una squadra come il Chievo ci metterà la 'camicia addosso'. Per vedere il bel calcio ci devono essere in campo due squadre propositive".
Tre cose che qui all'Inter per similitudine assomigliano al primo anno a Napoli...
"Se devo parlare di questo devo ripartire dallo scorso anno. A Napoli mi chiamarono dopo 7 giornate. Feci più o meno lo stesso lavoro. Chiaro che sono piazze diverse. In una piazza come l'Inter ci vuole un po' di pazienza".
Vedremo un Mazzarri più motivato dopo che Thohir ha detto che lei è l'allenatore perfetto?
"Tutti sanno che metto sempre il massimo del mio impegno, tutti mi vogliono bene e questa è la mia forza. Se mi accorgessi di avere meno motivazioni mi fermerei perché io se devo allenare devo essere Mazzarri. Dico ai ragazzi: se voi avete quello che io ho dentro andate in campo e sbranate gli avversari".
Come si riparte dopo le due sconfitte contro Lazio e Udinese?
"Nel calcio contano i risultati. Questo 2014 è partito male, con due sconfitte. Domani dobbiamo cercare di svoltare con l'aiuto di tutti e fare una grande gara dal punto di vista dell'attenzione difensiva e dell'unità di intenti. Magari colpendo un palo o una traversa (con la palla che entra in rete) riusciremo a sbloccare la partita".
Il messaggio arrivato ieri di Erick Thohir...
"La carriera parla per me, se io parlo in un certo modo è perché sono tranquillo. Non dico cose delle quali non sono sicuro. Abbiamo unità di intenti, ho avuto messaggi ben chiari e se li porto a voi è perché posso e anche perché sono quello che si espone di più. Ho usato l'espressione 'cantieri aperti perché quest'anno stiamo facendo tante cose e cerchiamo di farle bene. Ora il club sta facendo il primo mercato su mie indicazioni sia come scrematura che per il resto. Ieri lo ha detto anche l'uomo più importante del club (che i lavori sono in corso), quindi prego di fare domande inerenti alla partita, parliamo del Chievo e speriamo di fare una gara all'altezza".
Oggi c'è una sua frase: "Moratti non mi aveva mai detto che stava vendendo"...
"Non ho visto giornali e non ho fatto interviste. Quando io sono arrivato all'Inter non ho pensato ad un cambio di società, non lo sapevo. Questo è un discorso generale e l'ho già detto. E quando c'è stato ufficialmente il cambio ho cercato di tenere al riparo la squadra. Il cammino è appena iniziato".
Lei ha detto che Kovacic doveva crescere e diventare l'Hamsik dell'Inter...
"In fase offensiva Mateo fa cose pazzesche, ha doti enormi, ma le deve convogliare in fase passiva e attiva. Dobbiamo fargli capire quando deve tirare e quando deve fare altre cose. Nell'era moderna i giocatori devono sapere che si deve dare stabilità anche in fase passiva. Quando si parla di anno di crescita vuol dire che si deve crescere piano piano. E quando si parla di essere umani, cioè si ha a che fare con persone si deve tenere conto che ci sono anche le variabili. Lo stesso discorso vale per Taider".
Una replica ad Allegri che ieri ha detto che Milano è il Milan?
"A lui è stata fatta una domanda in un certo modo e lui ha risposto. Non è stato polemico e io non volevo fare polemica. La mia era una difesa, non un attacco a qualcuno. Guai a pensare a fare confronti con le altre squadre. Lui ha risposto come doveva a una domanda posta in un certo modo".
Siamo a gennaio e sono sfumati tutti gli obiettivi...
"Chi ha parlato di obiettivi ad inizio stagione? Io ho rilevato una squadra e ho cercato di dare un gioco. La rosa aveva un certo numero di giocatori e ora si sta lavorando per scremarla. Non ho mai detto che l'obiettivo era la Coppa Italia, ma di voler puntare il più in alto possibile. A fine stagione vedremo dove saremo arrivati e tireremo le somme. Il gioco latita? Non sono deluso perché conosco la serie A. Io mi preoccupo di domani perché sono cosciente che una squadra come il Chievo ci metterà la 'camicia addosso'. Per vedere il bel calcio ci devono essere in campo due squadre propositive".
Tre cose che qui all'Inter per similitudine assomigliano al primo anno a Napoli...
"Se devo parlare di questo devo ripartire dallo scorso anno. A Napoli mi chiamarono dopo 7 giornate. Feci più o meno lo stesso lavoro. Chiaro che sono piazze diverse. In una piazza come l'Inter ci vuole un po' di pazienza".
Vedremo un Mazzarri più motivato dopo che Thohir ha detto che lei è l'allenatore perfetto?
"Tutti sanno che metto sempre il massimo del mio impegno, tutti mi vogliono bene e questa è la mia forza. Se mi accorgessi di avere meno motivazioni mi fermerei perché io se devo allenare devo essere Mazzarri. Dico ai ragazzi: se voi avete quello che io ho dentro andate in campo e sbranate gli avversari".