Inter, Champions a -10: gli errori arbitrali sono un alibi
Da brividi i risultati da quando Thohir è diventato presidente: una vittoria, quattro pareggi e due sconfitte. Ora più realistico puntare all'Europa League. Servono decisi interventi sul mercato, ma bisognerà attendere giugno. Così il club, nel vuoto di potere, passa all'attacco sulla questione arbitraledi ANDREA SORRENTINO
MILANO - Più dieci sul Milan, certo, per quel che vale. Ma dieci punti dividono l'Inter anche dal Napoli che occupa il terzo posto, e sono dieci punti in meno. Per non parlare del -20 rispetto alla Juve capolista, ma si sa che la Juve gioca un altro campionato. Ma quale campionato gioca allora, l'Inter? Preso atto che la zona Champions è già inarrivabile, gli obiettivi si restingono: si punta a un quarto-quinto posto che consenta la qualificazione all'Europa League. Anche per questo il club, nonostante al suo interno si viva uno spaventoso vuoto di potere che poi si riflette sui destini della squadra, cerca di tamponare le falle e passa all'attacco, almeno sulla questione arbitrale. Contro il Chievo ci sono state altre due decisioni ampiamente discutibili: un gol valido annullato a Nagatomo nel primo tempo e un rigore non concesso su Botta, all'ultimo minuto di recupero. Stavolta Mazzarri non ha protestato, anzi ha detto che non parlerà più di arbitr…
MILANO - Più dieci sul Milan, certo, per quel che vale. Ma dieci punti dividono l'Inter anche dal Napoli che occupa il terzo posto, e sono dieci punti in meno. Per non parlare del -20 rispetto alla Juve capolista, ma si sa che la Juve gioca un altro campionato. Ma quale campionato gioca allora, l'Inter? Preso atto che la zona Champions è già inarrivabile, gli obiettivi si restingono: si punta a un quarto-quinto posto che consenta la qualificazione all'Europa League. Anche per questo il club, nonostante al suo interno si viva uno spaventoso vuoto di potere che poi si riflette sui destini della squadra, cerca di tamponare le falle e passa all'attacco, almeno sulla questione arbitrale. Contro il Chievo ci sono state altre due decisioni ampiamente discutibili: un gol valido annullato a Nagatomo nel primo tempo e un rigore non concesso su Botta, all'ultimo minuto di recupero. Stavolta Mazzarri non ha protestato, anzi ha detto che non parlerà più di arbitri fino alla fine del campionato, così ha preso la parola il dg Marco Fassone, alla sua prima intemerata, ma tiepida, contro gli arbitri (il che, per un ex guardalinee, è anche un curioso contrappasso): "Non serviva certo la moviola in campo per accorgersi che il gol di Nagatomo era regolare, era talmente chiaro, lo si è visto anche dalla tribuna, è stato un abbaglio clamoroso. Peccato, saremmo andati in vantaggio. E' un episodio come altri accaduti quest'anno. Auguriamoci che la tendenza si inverta nel girone di ritorno. C'è una statistica impietosa sui rigori concessi: ne abbiamo avuti appena due nelle ultime 46 partite. Bene ha fatto Mazzarri a decidere di non parlare più di arbitri e a lasciare che sia la società a farlo quando è necessario. Non compiremo passi ufficiali, si legge di dossier ma non esistono. In Lega se ne parla, i designatori sanno dare una valutazione e sono loro preposti a far sì che gli errori diminuiscano, spero, già a partire dal girone di ritorno".
Le cose stanno andando a finire un po' come lo scorso anno, quando la flessione di rendimento di dicembre-gennaio coincise con alcune sfortunate esperienze con gli arbitri. Ma è un'Inter talmente flebile atleticamente, così poco brillante nella fase offensiva, che i suoi problemi sembrano andare ben al di là dei rigori negati da arbitri distratti o semplicemente scarsi, anche se ad esempio un supertifoso come Paolo Bonolis adombra altre cose: "Non voglio parlare di complotto ma potrebbe sembrare. Di sicuro voglio un altro designatore". Ci vorrebbe anche un altro centravanti, non il Palacio stremato di queste ultime partite (del resto fa il centravanti isolato da quattro mesi, e non è neppure un centravanti di ruolo), ci vorrebbe un altro regista (non Cambiasso che regista non è), ci vorrebbe un mediano di vera interdizione (non ce ne sono in rosa, a parte Mudingayi che però non piace a Mazzarri), ci vorrebbe almeno un difensore davvero solido e rassicurante. Ci vorrebbero tante cose nuove, in questa Inter, ma per quelle bisognerà aspettare la rivoluzione di giugno. Nell'attesa, conviene vivacchiare e cercare di non rovinare tutto, o di non concludere il campionato con una picchiata come quella che portò al nono posto di Stramaccioni. Nell'attesa, mettono i brividi le statistiche interiste da quando Thohir è diventato presidente: quattro pareggi, due sconfitte e una vittoria (nel derby), 9 gol fatti e 11 incassati. Di questo passo si finisce male.
Le cose stanno andando a finire un po' come lo scorso anno, quando la flessione di rendimento di dicembre-gennaio coincise con alcune sfortunate esperienze con gli arbitri. Ma è un'Inter talmente flebile atleticamente, così poco brillante nella fase offensiva, che i suoi problemi sembrano andare ben al di là dei rigori negati da arbitri distratti o semplicemente scarsi, anche se ad esempio un supertifoso come Paolo Bonolis adombra altre cose: "Non voglio parlare di complotto ma potrebbe sembrare. Di sicuro voglio un altro designatore". Ci vorrebbe anche un altro centravanti, non il Palacio stremato di queste ultime partite (del resto fa il centravanti isolato da quattro mesi, e non è neppure un centravanti di ruolo), ci vorrebbe un altro regista (non Cambiasso che regista non è), ci vorrebbe un mediano di vera interdizione (non ce ne sono in rosa, a parte Mudingayi che però non piace a Mazzarri), ci vorrebbe almeno un difensore davvero solido e rassicurante. Ci vorrebbero tante cose nuove, in questa Inter, ma per quelle bisognerà aspettare la rivoluzione di giugno. Nell'attesa, conviene vivacchiare e cercare di non rovinare tutto, o di non concludere il campionato con una picchiata come quella che portò al nono posto di Stramaccioni. Nell'attesa, mettono i brividi le statistiche interiste da quando Thohir è diventato presidente: quattro pareggi, due sconfitte e una vittoria (nel derby), 9 gol fatti e 11 incassati. Di questo passo si finisce male.