MILANO - Lentamente e solo pubblicamente sta rientrando il caos dello scambio mancato tra Guarin e Vucinic. Erick Thohir è ancora furibondo con i suoi dirigenti, che sono sotto la lente di ingrandimento e potrebbero essere sollevati dai rispettivi incarichi ben prima della fine della stagione. Questo è solo uno degli obiettivi del presidente dell'Inter. L'agenda del tycoon è, infatti, fitta di impegni. In particolare saranno fatte una serie di riunioni per verificare se le ultime indicazioni sono state portate a compimento dai dirigenti. Nel blitz milanese il magnate dovrebbe anche chiarirsi con Andrea Agnelli. Nel frattempo Walter Mazzarri prepara la squadra in vista della sfida di San Siro contro il Catania. Guarin - che resta sul mercato - si allenato anche oggi con il gruppo. Ma difficilmente sarà tra i convocati per domenica.
Il mercato resta al momento in stand by. Nessuna mossa ufficiale per il futuro è prevista prima dell'arrivo di Thohir. In queste ore solo mosse ufficiose e ben nascoste. A parlare, invece, del suo futuro è Javiez Zanetti, il capitano d'acciaio. Il nerazzurro in una intervista alla Fifa confessa di sentirsi italiano e metà: "Quando giochi nella stessa città e nella stessa squadra per così tanto tempo, ti identifichi con tutto - racconta Zanetti - non ho dimenticato le mie radici ma dopo tanti anni qui una parte di me è italiana", poi il nerazzurro prosegue parlando dei suoi sentimenti per l'Inter: "E' stato amore a prima vista e questo sentimento è cresciuto giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e anno dopo anno. Vorrei restare a far parte di questa grande famiglia anche dopo il ritiro. Una cosa è certa: voglio servire ed essere utile all'Inter, sempre". E sul ritiro: "Mi sento ancora giovane. E' una cosa che ognuno deve sentire internamente. Qualunque sia la tua età, dipende sempre da come la gestisci. Se sei soddisfatto di te stesso, è più facile rendere sempre al massimo".
Zanetti poi torna fa un piccolo passo indietro, alla partita contro il Livorno e all'ovazione ricevuta dai tifosi avversari: "E' stata unica. Mi batteva il cuore e avevo la pelle d'oca dopo quell'ovazione. Mi hanno fatto un bellissimo regalo i tifosi e sarò sempre loro grato per questo. Quando mi sono fatto male volevo solo scendere in campo un'ultima volta a San Siro. L'ho fatto e sono felice e grato ai tifosi per il loro appoggio.
E' stato commovente. Il calcio è uno sport fantastico e può unire le persone nonostante le rivalità. Al di là dei titoli, come calciatore non c'è onore più grande che essere rispettato e applaudito anche dai tifosi avversari".
Il mercato resta al momento in stand by. Nessuna mossa ufficiale per il futuro è prevista prima dell'arrivo di Thohir. In queste ore solo mosse ufficiose e ben nascoste. A parlare, invece, del suo futuro è Javiez Zanetti, il capitano d'acciaio. Il nerazzurro in una intervista alla Fifa confessa di sentirsi italiano e metà: "Quando giochi nella stessa città e nella stessa squadra per così tanto tempo, ti identifichi con tutto - racconta Zanetti - non ho dimenticato le mie radici ma dopo tanti anni qui una parte di me è italiana", poi il nerazzurro prosegue parlando dei suoi sentimenti per l'Inter: "E' stato amore a prima vista e questo sentimento è cresciuto giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e anno dopo anno. Vorrei restare a far parte di questa grande famiglia anche dopo il ritiro. Una cosa è certa: voglio servire ed essere utile all'Inter, sempre". E sul ritiro: "Mi sento ancora giovane. E' una cosa che ognuno deve sentire internamente. Qualunque sia la tua età, dipende sempre da come la gestisci. Se sei soddisfatto di te stesso, è più facile rendere sempre al massimo".
Zanetti poi torna fa un piccolo passo indietro, alla partita contro il Livorno e all'ovazione ricevuta dai tifosi avversari: "E' stata unica. Mi batteva il cuore e avevo la pelle d'oca dopo quell'ovazione. Mi hanno fatto un bellissimo regalo i tifosi e sarò sempre loro grato per questo. Quando mi sono fatto male volevo solo scendere in campo un'ultima volta a San Siro. L'ho fatto e sono felice e grato ai tifosi per il loro appoggio.
E' stato commovente. Il calcio è uno sport fantastico e può unire le persone nonostante le rivalità. Al di là dei titoli, come calciatore non c'è onore più grande che essere rispettato e applaudito anche dai tifosi avversari".