MILANO - "Consiglio a Erick Thohir di essere più presente e di avere persone di cui si fida al cento per cento perché queste possano essere di aiuto alla squadra e trasmettere fiducia a tutti", parola di Massimo Moratti, presidente onorario dell'Inter. L'ex proprietario dei nerazzurri premiato 'personaggio dell'anno' dal Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi prosegue tranquillizzando Mazzarri che "si aspettava di più dalla società e dai giocatori, era una situazione di equilibrio. Ma ci sono state difficoltà che la stessa società e i giocatori hanno subito. Penso che ora si normalizzerà tutto". E ancora: "Se non hai tutti i giocatori a disposizione può capitare di avere delle difficoltà, ma anche ieri io ho visto delle buone cose dal punto di vista del gioco".
Parole piccate, invece, quelle che Moratti usa nel commentare la protesta della Curva Nord contro la dirigenza (Fassone, Branca, Ausilio): "Anche nel periodo di Calciopoli - dice il petroliere - non si sono mai schierati del tutto con me. Quindi non mi meraviglio, li rispetto perché so che soffrono anche loro durante la partita, ma non mi aspettavo nessuna riconoscenza, non c'é mai stato questo atteggiamento".
I consigli del 'brother' sono ben accetti dal tycoon che in tal senso sta lavorando. Ma, con calma, soprattutto per rispetto al suo socio di minoranza. Da mesi il magnate sta facendo monitorare il mondo Inter e il lavoro dei dirigenti. La sua idea è quella di procedere come fatto nel DC United: mettere i suoi uomini nei settori nevralgici del club. Un primo passo è stato fatto a fine gennaio, quando prima di partire Thohir ha annunciato al dt Marco Branca che sarebbe stato sollevato dal suo incarico. Nei giorni successivi è stata inviata la raccomandata e di seguito è stata comunicata con una nota ufficiale la fine del rapporto ultra decennale. "Non dipendono da me certe scelte - commenta Moratti - c'è dispiacere per Branca. Per il resto la vita e i cambiamenti proprietà portano anche a queste cose. Credo non fosse del tutto inaspettata". Ora nel mirino dell'indonesiano ci sono altri 3 dirigenti. La loro ricollocazione non avverrà a fine febbraio in occasione del ritorno del magnate a Milano. I tempi saranno medio lunghi. Lentamente ma inesorabilmente l'Inter sta mutando.
Parole piccate, invece, quelle che Moratti usa nel commentare la protesta della Curva Nord contro la dirigenza (Fassone, Branca, Ausilio): "Anche nel periodo di Calciopoli - dice il petroliere - non si sono mai schierati del tutto con me. Quindi non mi meraviglio, li rispetto perché so che soffrono anche loro durante la partita, ma non mi aspettavo nessuna riconoscenza, non c'é mai stato questo atteggiamento".
I consigli del 'brother' sono ben accetti dal tycoon che in tal senso sta lavorando. Ma, con calma, soprattutto per rispetto al suo socio di minoranza. Da mesi il magnate sta facendo monitorare il mondo Inter e il lavoro dei dirigenti. La sua idea è quella di procedere come fatto nel DC United: mettere i suoi uomini nei settori nevralgici del club. Un primo passo è stato fatto a fine gennaio, quando prima di partire Thohir ha annunciato al dt Marco Branca che sarebbe stato sollevato dal suo incarico. Nei giorni successivi è stata inviata la raccomandata e di seguito è stata comunicata con una nota ufficiale la fine del rapporto ultra decennale. "Non dipendono da me certe scelte - commenta Moratti - c'è dispiacere per Branca. Per il resto la vita e i cambiamenti proprietà portano anche a queste cose. Credo non fosse del tutto inaspettata". Ora nel mirino dell'indonesiano ci sono altri 3 dirigenti. La loro ricollocazione non avverrà a fine febbraio in occasione del ritorno del magnate a Milano. I tempi saranno medio lunghi. Lentamente ma inesorabilmente l'Inter sta mutando.