MILANO - Contro il Sassuolo è arrivata la prima vittoria del 2014, ma in casa Inter è ancora presto per tirare il fiato. "Quest'annata non è stata granché finora rispetto alla storia dell'Inter", le parole di Walter Mazzarri ai microfoni di Radio Capital. Il tecnico chiude maggiore partecipazione al numero uno nerazzurro, Erick Thohir. "Avessi la possibilità di sentire quotidianamente il presidente è chiaro che sarebbe meglio, ma questa situazione per me è uno stimolo. L'importante - ha aggiunto l'allenatore dell'Inter - è che ci sia sintonia con la proprietà . Con Thohir ci siamo capiti è c'è stima reciproca".
GIOVANI NON ABITUATI A VINCERE - Poi Mazzarri è tornato sui risultati non particolarmente esaltanti. "Ci hanno dato fastidio gli ultimi risultati rispetto a come eravamo partiti. Al di là dell'ultima vittoria, recentemente non abbiamo viaggiato come pensavamo. La squadra - ha poi sottolineato - non è stata molto fortunata con alcuni arbitraggi". Poi il tecnico dà un giudizio sulla composizione della rosa attuale. "I giovani come Belfodil, Kovacic e Icardi - ha analizzato Mazzarri - me li sono trovati, ma non è questo il problema. Il fatto è che i giovani non sono abituati a vincere, guardate quanti ne ha fatti giocare la Juventus che ha vinto gli ultimi due campionati".
Certo è che non si può definire una stagione fortunata quella di Walter Mazzarri all'Inter. Il passo dal Napoli all'Inter si sta rivelando più complicato del previsto. Tra il cambio di proprietà, i diversi giocatori che impongono la loro presenza in campo, le vacanze lunghissime pagate con una sequenza di sconfitte, alcuni dirigenti che si sono inchiodati alle poltrone pensando solo a se stessi e non al gruppo (come vorrebbe Erick Thohir), le lotte interne, la crisi di gioco e di identità della squadra, ecco, tutto questo non solo ha pesantemente inficiato sul gruppo, ha colpito in parte anche il tecnico. Che nelle ultime settimane è apparso in tilt. Una confusione sfociata - dopo la sconfitta contro la Juventus - in una sonora reprimenda al giovane Kovacic (schierato fuori ruolo), reo secondo Mazzarri di aver disubbidito alle sue indicazioni.
Il mercato e i tre punti contro il Sassuolo (il minimo sindacale) hanno riportato un raggio di luce sulle tenebre nerazzurre. Ma è una luce flebile, non la panacea di tutti i mali. Perché l'esame contro la squadra di Squinzi, nonostante la vittoria, è stato superato a metà dalla squadra apparsa ancora molto indietro di condizione. Il vero test per i ragazzi di Mazzarri è, infatti, quello di sabato sera. Ovvero, la trasferta al Franchi. Dove l'Inter si presenta claudicante, con il rischio di dover fare a meno di Hernanes e Milito. Entrambi fermi da ieri, il brasiliano per una noia all'adduttore, la punta per una borsite. Ai due ospedalizzati si aggiunge Kovacic (per lui tre punti di sutura al ginocchio). E così, nella totale incertezza, l'allenatore sta preparando la sfida con le forze a disposizione e con la speranza di recuperare almeno in extremis Hernanes (venerdì sarà sciolto il nodo).
Mazzarri in ogni caso non ha intenzione di consegnarsi all'infausta stagione senza lottare. E, in attesa che il presidente Erick Thohir torni in Italia per mettere di nuovo mano all'organigramma, il tecnico sta cercando di ritrovare e riportare l'Inter (almeno in parte) alla brillantezza di inizio stagione. Al ritorno del tycoon a Milano mancano pochi giorni (21 febbraio), la palla ora è passata a Mazzarri: il mercato è stato fatto. Tocca al tecnico sfruttare le nuove potenzialità.
NAGATOMO: "ZANETTI UN MODELLO. VORREI ARRIVARE A 10 GOL" - "Il mio sogno è diventare come Zanetti. E' una bravissima persona e come giocatore è fortissimo. Lui pensa sempre a tutti, a me piace tanto". Parola di Yuto Nagatomo, intervistato da 'Sky Sport'. Per i nerazzurri, nonostante la vittoria sul Sassuolo di domenica sera, "è un momento difficile, ma ci stiamo allenando bene cercando di fare del nostro meglio - ha aggiunto il laterale giapponese -. Con Mazzarri non sono proprio terzino, gioco più avanti, e vorrei fare ancora gol. Ne ho già segnati 5, ma arrivare a 10 gol sarebbe bello, sarei contento". Nagatomo parla anche dell'ultimo arrivato alla Pinetina, Hernanes. "A me piace molto, è un giocatore fortissimo, una persona umile e un grande professionista. Io - conclude - penso che il suo arrivo sia positivo per la squadra".
GIOVANI NON ABITUATI A VINCERE - Poi Mazzarri è tornato sui risultati non particolarmente esaltanti. "Ci hanno dato fastidio gli ultimi risultati rispetto a come eravamo partiti. Al di là dell'ultima vittoria, recentemente non abbiamo viaggiato come pensavamo. La squadra - ha poi sottolineato - non è stata molto fortunata con alcuni arbitraggi". Poi il tecnico dà un giudizio sulla composizione della rosa attuale. "I giovani come Belfodil, Kovacic e Icardi - ha analizzato Mazzarri - me li sono trovati, ma non è questo il problema. Il fatto è che i giovani non sono abituati a vincere, guardate quanti ne ha fatti giocare la Juventus che ha vinto gli ultimi due campionati".
Certo è che non si può definire una stagione fortunata quella di Walter Mazzarri all'Inter. Il passo dal Napoli all'Inter si sta rivelando più complicato del previsto. Tra il cambio di proprietà, i diversi giocatori che impongono la loro presenza in campo, le vacanze lunghissime pagate con una sequenza di sconfitte, alcuni dirigenti che si sono inchiodati alle poltrone pensando solo a se stessi e non al gruppo (come vorrebbe Erick Thohir), le lotte interne, la crisi di gioco e di identità della squadra, ecco, tutto questo non solo ha pesantemente inficiato sul gruppo, ha colpito in parte anche il tecnico. Che nelle ultime settimane è apparso in tilt. Una confusione sfociata - dopo la sconfitta contro la Juventus - in una sonora reprimenda al giovane Kovacic (schierato fuori ruolo), reo secondo Mazzarri di aver disubbidito alle sue indicazioni.
Il mercato e i tre punti contro il Sassuolo (il minimo sindacale) hanno riportato un raggio di luce sulle tenebre nerazzurre. Ma è una luce flebile, non la panacea di tutti i mali. Perché l'esame contro la squadra di Squinzi, nonostante la vittoria, è stato superato a metà dalla squadra apparsa ancora molto indietro di condizione. Il vero test per i ragazzi di Mazzarri è, infatti, quello di sabato sera. Ovvero, la trasferta al Franchi. Dove l'Inter si presenta claudicante, con il rischio di dover fare a meno di Hernanes e Milito. Entrambi fermi da ieri, il brasiliano per una noia all'adduttore, la punta per una borsite. Ai due ospedalizzati si aggiunge Kovacic (per lui tre punti di sutura al ginocchio). E così, nella totale incertezza, l'allenatore sta preparando la sfida con le forze a disposizione e con la speranza di recuperare almeno in extremis Hernanes (venerdì sarà sciolto il nodo).
Mazzarri in ogni caso non ha intenzione di consegnarsi all'infausta stagione senza lottare. E, in attesa che il presidente Erick Thohir torni in Italia per mettere di nuovo mano all'organigramma, il tecnico sta cercando di ritrovare e riportare l'Inter (almeno in parte) alla brillantezza di inizio stagione. Al ritorno del tycoon a Milano mancano pochi giorni (21 febbraio), la palla ora è passata a Mazzarri: il mercato è stato fatto. Tocca al tecnico sfruttare le nuove potenzialità.
NAGATOMO: "ZANETTI UN MODELLO. VORREI ARRIVARE A 10 GOL" - "Il mio sogno è diventare come Zanetti. E' una bravissima persona e come giocatore è fortissimo. Lui pensa sempre a tutti, a me piace tanto". Parola di Yuto Nagatomo, intervistato da 'Sky Sport'. Per i nerazzurri, nonostante la vittoria sul Sassuolo di domenica sera, "è un momento difficile, ma ci stiamo allenando bene cercando di fare del nostro meglio - ha aggiunto il laterale giapponese -. Con Mazzarri non sono proprio terzino, gioco più avanti, e vorrei fare ancora gol. Ne ho già segnati 5, ma arrivare a 10 gol sarebbe bello, sarei contento". Nagatomo parla anche dell'ultimo arrivato alla Pinetina, Hernanes. "A me piace molto, è un giocatore fortissimo, una persona umile e un grande professionista. Io - conclude - penso che il suo arrivo sia positivo per la squadra".