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Inter-Cagliari 1-1: frenata nerazzurra, il tris non arriva

Rolando dopo il gol del pari (ap)
Passo indietro della squadra di Mazzarri, che al Meazza non va oltre il pari con i rossoblù, passati in vantaggio con Pinilla su rigore. La rete del pareggio di Rolandodi DIEGO COSTA
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MILANO - Come all'andata, si era giocato a Trieste, finisce 1 a 1. Ed è il decimo pareggio stagionale delle due squadre. Che il Cagliari a San Siro faccia soffrire l'Inter sta scritto. E' tradizione fin dai tempi dell'epico duello Burgnich-Riva. Ma forse Erick Thohir non lo sapeva. Sbadigli e occhiatacce, ecco cosa accompagna dalla tribuna d'onore la prestazione sciapa nerazzurra nella prima parte. Prova Guarin a scuotere la squadra. Ma l'appiattimento è generale, nessuno in grado di muoversi tra le linee o meglio, vista la classe e la stima per Palacio, se qualcuno prova a proporsi così, nessuno in grado di accorgersene. La manovra milanese dunque è prevedibile, sempre uguale. E le occasioni sono più frutto del Fato che di una reale e maggiore cifra tecnica.

Quella, al contrario, è la posta messa sul tavolo dagli isolani. Formazione addirittura spregiudicata, Lopez risponde a testa alta al momento di assoluta necessità che il club sta v…
MILANO - Come all'andata, si era giocato a Trieste, finisce 1 a 1. Ed è il decimo pareggio stagionale delle due squadre. Che il Cagliari a San Siro faccia soffrire l'Inter sta scritto. E' tradizione fin dai tempi dell'epico duello Burgnich-Riva. Ma forse Erick Thohir non lo sapeva. Sbadigli e occhiatacce, ecco cosa accompagna dalla tribuna d'onore la prestazione sciapa nerazzurra nella prima parte. Prova Guarin a scuotere la squadra. Ma l'appiattimento è generale, nessuno in grado di muoversi tra le linee o meglio, vista la classe e la stima per Palacio, se qualcuno prova a proporsi così, nessuno in grado di accorgersene. La manovra milanese dunque è prevedibile, sempre uguale. E le occasioni sono più frutto del Fato che di una reale e maggiore cifra tecnica.

Quella, al contrario, è la posta messa sul tavolo dagli isolani. Formazione addirittura spregiudicata, Lopez risponde a testa alta al momento di assoluta necessità che il club sta vivendo. Cossu si cala nel ruolo di "vice Conti" con efficacia, l'ordine tattico è assoluto, e ci sta che il solo a fare confusione, ma neanche troppo, sia il giovane Adryan, gettato per la prima volta nella mischia da titolare. Dessena terzino improvvisato fa bene a destra ma è soprattutto Ibarbo a mettere in difficoltà, con la sua velocità e il suo sacrificio, la difesa interista. Un lavoro che consente alla retroguardia rossoblù di avere tempo per respirare. Ed è tanto, visto che solo in una decina di minuti, attorno alla mezz'ora, l'Inter mette in affanno i sardi. Questione di intensità. Lo 0 a 0 pare scritto, nella prima parte, ma arriva pure il vantaggio sardol al 40' su rigore per un mani in area di Jesus, a braccia larghe. Ci starebbe anche l'ammonizione, e sarebbe la seconda, per il brasiliano. Russo non infierisce.
La ripresa si apre con Icardi al posto di Milito. Il Principe è andato al tiro solo a fine tempo con una fiondata da fuori che Avramov si è disteso a fermare in due tempi. Mazzarri ha bisogno di maggiore  profondità, il gioco nerazzurro deve decollare. E deve mettere in difficoltà la coppia Rossettini-Astori che assai bene fa su un gioco monocorde, poggiato sugli esterni, Nagatomo e Jonathan e sui loro cross.

La presenza del giovane argentino in area si fa subito notare. Bastano sei minuti infatti perché sul traversone del solito giapponese, Icardi si fa trovare pronto sul palo più lontano e di testa serve Rolando, rimasto avanti, per la deviazione sotto misura che il pur bravo Avramov non riesce a trattenere. Il Cagliari avverte il colpo. Il gran lavoro di annullare soprattutto in mezzo un'Inter centralmente "piatta" si fa sentire. Finisce la benzina Cossu, prima di lui il giovane Adryan, Lopez fa miracoli tattici, per mantenere l'equilibrio e ha da tutti risposte eccellenti. Col passare dei minuti, però, la fatica accorcia il Cagliari, Ibarbo è commovente per dedizione. Ma Handanovic non deve mai intervenire.

L'Inter non ha colpi di genio. O meglio, ce n'è uno. Lo confeziona Guarin che indovina il passaggio ideale per Palacio, la cui spaccata sotto misura trova pronto Avramov. Chi deve salvarsi ha bisogno di un portiere che faccia pure gli straordinari. La prodezza vale un punto, Avramov sa che deve fare di tutto anzi di più. Gli va perdonata quindi l'uscita spericolata che, nel finale, consente a Icardi di anticiparlo e di stampare sulla traversa la seconda grossa occasione milanese. Tutto nasce però o da Nagatomo o da Guarin. Gli altri suggeritori, viene da dire, conoscono il copione?  Finale della serie assedio a forte Apache. Che resiste. Qualcosa che, almeno, avrà scrollato il patron indonesiano dal torpore...  

Inter-Cagliari 1-1 (0-1)
INTER: Handanovic 6 - Rolando 6,5, Samuel 6, Jesus 5.5 - Jonathan 5,5, Guarin, 7 Kuzmanovic 5,5 (Botta 6), Alvarez 5,5 (Kovacic 5,5), Nagatomo 7 - Milito 6 (Icardi 6,5), Palacio 6. All. Mazzarri.
CAGLIARI: Avramov 6 - Rossettini 6,5, Astori 6,5, Avelar 6 - Dessena 6,5, Ekdal 6,5, Cossu 6 (71' Perico 5,5), Vecino 6 - Adryan 5,5 (57' Eriksson 5,5) -  Ibarbo 7, Pinilla 6 (77' Nenè 5,5). All. Lopez.
ARBITRO: Russo di Nola 5.
RETI: 40' Pinilla (rigore), 51' Rolando
NOTE: ammoniti Jesus, Dessena, Ekdal, Vecino, Ibarbo. Recupero: 1' e 3'.