MILANO - Massimo Moratti non sente la nostalgia dell'Inter: "E' giusto lasciare spazio, ora la vivo più da tifoso. Non ho mai ripensato alla cessione. Può essere un'abitudine quella di fare qualcosa che non posso più fare. Ma da un altro punto di vista no: non c'è rammarico, non c'è niente. C'è la gioia di vedere l'Inter che va ad un futuro con delle caratteristiche certamente diverse ma ben segnato e che spero sia importante". Il presidente onorario del club di corso Vittorio Emanuele, incrociato dai cronisti in centro a Milano ha solo un piccolo rammarico: "Se la squadra fosse partita prima a fare meglio forse poteva ambire ad un posto in Champions League". Nessuna considerazione invece sull'attuale situazione del Milan: "Metterci becco non è simpatico".
MORATTI, TIFOSO FELICE - "Sono contento, vedo la squadra migliorata, l'allenatore dimostra le sue qualità e questo mi fa piacere perché è stato scelto proprio perché dà sicurezza e questa sicurezza la sta trasmettendo ai giocatori. E i giocatori improvvisamente mi sembra che siano quelli che avevano pensato che fossero, a livello per combattere per cose importanti, per posizioni importanti. Se fossero partiti un po' prima magari avrebbero avuto anche la possibilità di entrare in Champions".
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ERICK AVANTI COSI' - "Thohir sta facendo molto bene, lo vedo sempre più vicino ai problemi della società e della squadra. Sempre più preso, ma anche molto lucido nel prendere le sue decisioni. Quindi mi fa molto piacere perché credo sia una persona adatta ad una cosa come l'Inter che non credo sia semplicissima".
VIDIC E ZANETTI, TRA PASSATO E FUTURO - "Zanetti ogni tanto lo sento. Aveva bisogno di essere conosciuto dalla nuova proprietà. Perché lo si deve conoscere per capire che persona sia. Adesso credo che si senta tranquillo perché la proprietà credo che abbia deciso di fargli fare quello che sa fare", sottolinea Moratti, che commenta anche l'arrivo di Vidic: "Mi sembra che non sia una brutta cosa. E' un giocatore di esperienza, importante. Significa forse che Samuel non ci sarà più, questo dispiace perché Samuel sta dimostrando di essere importante. Però per prudenza è bene guardarsi in giro. E' stato un acquisto prudente".
MESSI E RONALDO - Le dispiace non poter ripetere con Messi l'operazione Ronaldo? Chiedono a Moratti, che riflette una manciata di secondi e spiega: "Quell'operazione aveva avuto una sua ragione. E ci sarà sempre in futuro opportunità di fare cose di questo genere. Ma non credo che sarà Messi. Credo che il calcio sia un po' cambiato per l'Italia, è difficile fare queste operazioni e questo fa perdere un po' di fascino".
SU CALCIOPOLI - "E' definitivamente acclarata la colpevolezza delle persone che hanno creato quel mondo, quella situazione, quell'organizzazione. E' entrata fortemente nella storia dell'Inter questa storia di Calciopoli mentre queste persone operavano, non dopo ma mentre. Questa cosa dà il segno delle difficoltà che l'Inter può aver incontrato in quegli anni. I dubbi che avevamo al tempo si sono definitivamente risolti con la verità, per gli interisti è un qualcosa di decisamente importante. Fa parte del passato ma anche della storia e del carattere e delle motivazioni del perché uno è interista. E' bene che l'Inter ne faccia tesoro di questa cosa".
MORATTI, TIFOSO FELICE - "Sono contento, vedo la squadra migliorata, l'allenatore dimostra le sue qualità e questo mi fa piacere perché è stato scelto proprio perché dà sicurezza e questa sicurezza la sta trasmettendo ai giocatori. E i giocatori improvvisamente mi sembra che siano quelli che avevano pensato che fossero, a livello per combattere per cose importanti, per posizioni importanti. Se fossero partiti un po' prima magari avrebbero avuto anche la possibilità di entrare in Champions".
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ERICK AVANTI COSI' - "Thohir sta facendo molto bene, lo vedo sempre più vicino ai problemi della società e della squadra. Sempre più preso, ma anche molto lucido nel prendere le sue decisioni. Quindi mi fa molto piacere perché credo sia una persona adatta ad una cosa come l'Inter che non credo sia semplicissima".
VIDIC E ZANETTI, TRA PASSATO E FUTURO - "Zanetti ogni tanto lo sento. Aveva bisogno di essere conosciuto dalla nuova proprietà. Perché lo si deve conoscere per capire che persona sia. Adesso credo che si senta tranquillo perché la proprietà credo che abbia deciso di fargli fare quello che sa fare", sottolinea Moratti, che commenta anche l'arrivo di Vidic: "Mi sembra che non sia una brutta cosa. E' un giocatore di esperienza, importante. Significa forse che Samuel non ci sarà più, questo dispiace perché Samuel sta dimostrando di essere importante. Però per prudenza è bene guardarsi in giro. E' stato un acquisto prudente".
MESSI E RONALDO - Le dispiace non poter ripetere con Messi l'operazione Ronaldo? Chiedono a Moratti, che riflette una manciata di secondi e spiega: "Quell'operazione aveva avuto una sua ragione. E ci sarà sempre in futuro opportunità di fare cose di questo genere. Ma non credo che sarà Messi. Credo che il calcio sia un po' cambiato per l'Italia, è difficile fare queste operazioni e questo fa perdere un po' di fascino".
SU CALCIOPOLI - "E' definitivamente acclarata la colpevolezza delle persone che hanno creato quel mondo, quella situazione, quell'organizzazione. E' entrata fortemente nella storia dell'Inter questa storia di Calciopoli mentre queste persone operavano, non dopo ma mentre. Questa cosa dà il segno delle difficoltà che l'Inter può aver incontrato in quegli anni. I dubbi che avevamo al tempo si sono definitivamente risolti con la verità, per gli interisti è un qualcosa di decisamente importante. Fa parte del passato ma anche della storia e del carattere e delle motivazioni del perché uno è interista. E' bene che l'Inter ne faccia tesoro di questa cosa".