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Kovacic: "Voglio diventare un leader dell'Inter, con Mazzarri è tutto ok"

Il giovane croato, uno dei migliori in campo contro la Samp, parla del passato e del futuro: "Grazie al tecnico posso crescere e imparare. Ho pensato ad andare a fare esperienza altrove, era un'arrabbiatura positiva"
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Tranquillo, amante dei film e della casa. Si descrive così Mateo Kovacic, un ragazzo low profile con un'idea chiara: "Voglio diventare un leader dell'Inter". Uno dei migliori in campo contro la Sampdoria, il centrocampista parla del rapporto con Walter Mazzarri, un tempo burrascoso. "Da quando è arrivato parliamo sempre, sia quando gioco meno che quando gioco di più e anche della vita privata. Lui sa che con la palla sono bravo, ma ho bisogno di capire come muovermi anche senza pallone", spiega il nerazzurro a Sky. "Sono contento che lui sia qui perché posso imparare di più - continua Kovacic - il tecnico mi dice di stare tranquillo e allenarmi bene, soprattutto in questo periodo nel quale non ho giocato molto. Contro la Samp ho giocato benino, ora devo continuare".

VOLEVO ANDARE ALTROVE
- L'interista fa un salto indietro nel recente passato, quando il campo Mazzarri glielo faceva vedere solo dalla panchina. "Ho parlato anche con giocatori con più esperienza e mi hanno detto che è normale voler andare a fare esperienza altrove, come è normale essere arrabbiati quando non si gioca, diciamo che è stata un'arrabbiatura positiva", afferma Kovacic, che torna sugli errori di campo mostrando una maturità in divenire: "Il primo gol nella partita contro la Juventus è stata colpa mia, non ho fatto la copertura su Lichtsteiner, ho rivisto tantissime volte quella partita e penso che con la palla ho fatto tutto bene, ma nella fase difensiva non è andata così. Il calcio italiano secondo me è molto difficile perché non ti puoi girare, non hai spazio. Sono ancora giovane, ho tanto da migliorare, mi manca ancora il gol. Ma sì, voglio diventare un leader dell'Inter".

NON VEDO LA PORTA - Dopo il 4-0 alla Samp, per l'Inter c'è il Parma (sabato ore 15:00 al Tardini). Una sfida delicata, perché si tratta di uno scontro diretto contro una delle squadre più in forma e perché vale l'Europa. E, perdere terreno potrebbe essere fatale non solo all'Inter. Oltre ai tre punti, Kovacic chiede di più: il gol. "Speriamo, ad in ogni intervista lo dico (che spero di segnare), ma non succede mai. Cosa manca? Un po' di furbizia, vedo l'uomo, ma non vedo ancora bene la porta. Per migliorare parla con il mister e con i giocatori con esperienza".

I MIEI MAESTRI
- "Tra i miei compagni guardo e imparo da Zanetti, che ha tanta esperienza, dal Cuchu che fa benissimo la fase difensiva, guardo tutti anche Diego che fa sempre gol o Rodrigo", dice Kovacic proseguendo: "Handanovic mi aiuta tanto con l'Italiano, con lui sto molto bene. E' stato proprio lui a dirmi la cosa più bella da quando sono qui e cioè che a volte la strada va su e a volte giù, questo è il calcio come la vita. Samir è un grande professionista e da lui si può imparare molto".
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