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Inter, Mazzarri: "Nessuna paura del Milan". E su Seedorf: "Conoscere i presidenti può essere un vantaggio..."

Alla vigilia di un derby decisivo per l'ingresso in Europa League, il tecnico nerazzurro ostenta serenità ("Non temo nessuna squadra") e spiega la differenza tra lui e l'allenatore milanista: "Io ho dovuto fare la gavetta, lui è stato premiato per la carriera da calciatore". Sulla formazione ancora dubbi: in attacco giocheranno Icardi e Palacio, Guarin verso la sesta panchina
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Milan-Inter non è solo la sfida che mette in palio punti per arrivare in Europa, la stracittadina è anche Mazzarri contro Seedorf, ovvero il tecnico con una lunga gavetta alle spalle e quello che durante la stessa conferenza stampa ha annunciato il ritiro dal calcio giocato e il nuovo ruolo come allenatore del Milan. "Essere grandi campioni e conoscere i presidenti di Milan, Juventus e Inter dà un grande vantaggio, perché hai la possibilità di farti conoscere", dice l'allenatore nerazzurro commentando la 'fortuna" del collega olandese. "Io ho dovuto conquistarmi tutto - prosegue Mazzarri -, ma sono felice di ciò che ho fatto". Il tecnico è concentrato sul derby, ma non dimentica il passato. Tra poche ore a Roma si gioca la finale di Tim Cup tra Fiorentina e Napoli: "Dopo i 4 anni passati a Napoli sarei contento se vincesse contro la Fiorentina". Sulla formazione qualche dubbio, in difesa Rolando, Samuel e Campagnaro. L'escluso dovrebbe essere Ranocchia. A centrocampo in ballottaggio Jonathan e D'Ambrosio per una maglia. Kovacic verso la conferma. Guarin verso la sesta panchina. In attacco Icardi e Palacio. Ma, come sempre "deciderò dopo la rifinitura", sottolinea Mazzarri.

Come arriva l'Inter a questo derby. Ha dubbi di formazione?

"Uno dei dubbi è Jonathan (ballottaggio con D'Ambrosio). Oggi c'è l'allenamento e domani rifinitura, poi deciderò. E, inoltre ci sono anche tre cambi durante gara".

La classifica di Milan e Inter rispecchia la verità?
"Alla fine mancano tre gare. Sono partite importanti tutte e tre e a seconda di come andranno a finire la classifica prenderà un indirizzo oppure un altro. Poi dirò tutto ciò che penso sul campionato e su di noi".

Da addetto ai lavori secondo lei perché il calcio italiano continua a perdere posizioni?
"Sia il calcio di club che a livello nazionale non può essere sempre al top. Noi in Italia stiamo passando una grande crisi, di questa ne ha risentito anche il calcio. E' palese che è un momento di transizione, di ripartenza, di questo ne ha risentito tutto il calcio. Ma lavorando bene si può tornare competitivi".

Per tanti si dice sarà l'ultimo derby, ne terrà conto per la formazione?
"Lo dite voi (che per molti nerazzurri sarà l'ultimo derby). Noi aspettiamo l'ultima giornata per fare le valutazioni.  Potrebbe essere, come non potrebbe, nulla è scontato".

Icardi ha detto che con lei ha trovato subito feeling. Come è il rapporto con lui? È un bad boy come dicono in tanti?
"A me piace che parlino gli altri. Lui mi stimola perché non è un ragazzo banale. Credo di avere i giusti modi nel dare consigli sul calcio e sulla vita privata. Qui lui si comporta da professionista. Sta attento ai consigli che gli do io e i miei collaboratori".

Le fa più paura un Milan con Balotelli e Pazzini?
"Non mi fa paura nessuna squadra, ho rispetto di loro due e della squadra. Il Milan in questo momento è in salute".

Lei dice che la stimolano i ragazzi non banali, quindi sarebbe pronto ad allenare Balotelli?

"Non mi sono mai posto il problema. Di sicuro non mi fa paura allenare i ragazzi non banali".

Chi ha più da perdere tra Milan e Inter?

"Io mi concentro sulla partita. Alla fine accetteremo il risultato e faremo i commenti".

Dopo il Napoli ha fatto i complimenti ad Andreolli e Ranocchia, con il Milan tornato gli squalificati Samuel e Rolando?
"Con Andreolli sono stato martedì un'ora a parlare con lui. Dopo un anno è importante che abbia fatto la che ha fatto. E' vero, però, che si guardano anche altre cose, ad esempio la forma. Gli squalificati hanno fatto bene in trasferta in due gare difficili. L'importante, però, è che tutti e 5 abbiano dimostrato che possono far bene. E Andreolli contro il Napoli si è avvicinato agli altri".

Guarin, potrebbe andare verso la sesta panchina. Per lui che momento è questo nell'Inter?

"Sono scelte, se gioca lui stanno fuori altri... In questo momento scelgo Kovacic perché sta facendo e ha fatto bene. In una rosa ci vuole questa alternanza. È nella normalità. Io guardo anche al momento, alla forma e alle logiche di squadra. Sono scelte naturali. Giocano in 11 e in rosa ce ne sono 25, è normale che qualcuno resti fuori".

Rispetto al derby di andata ha la stessa emozione?
"Il derby lo senti di più rispetto alle altre sfide. Ma, come allenatore non sono condizionato. E' affascinante, ed è sempre così".

Lei rivendica sempre la sua gavetta, una valutazione su Seedorf balzato sulla panchina de Milan senza fare gavetta?
"In questo mondo essere stati grandi campioni e aver conosciuto presidenti importanti come quelli di Milan, Inter e Juventus dà un grande vantaggio. E' successo a Mancini, ad Ancelotti e anche a Seedorf perché hanno avuto la possibilità di farsi conoscere. Io no, sono partito dal basso e ho dovuto conquistarmi la fiducia, ma sono felice di quello che ho fatto. Lui se l'è conquistata per la carriera che ha fatto, sono contento per la panchina che gli hanno dato...".

Si aspetta un derby diverso rispetto a quello dell'andata visto che a dicembre c'era?
"Non me lo pongo prima giocare, anche se il Milan di Seedorf è un po' diverso. Quando gioca il Milan, lo fa bene, ha dei valori è da rispettare".

Quali le qualità principali del Milan?
"Basta guardare Kakà, Balotelli, Pazzini e i giocatori nuovi che si stanno imponendo. È una squadra che si sta ricreando. Ma non scordiamoci che la scorsa stagione il Milan è arrivato terzo".
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