Perché ad Andrea Stramaccioni, ad esempio, tecnico emergente e di ottime prospettive che però ha fallito fragorosamente (ma certo non solo per sua colpa, anzi), la precedente gestione offrì un contratto mostruosamente alto per un tecnico proveniente dalla Primavera? Il buon Strama ha ricevuto un milione di euro (netti) per il primo anno di contratto, quello in cui ha guidato la squadra, ma dato che l'accordo era triennale e con ingaggio a salire, Stramaccioni quest'anno ha guadagnato un milione e duecentomila euro (senza lavorare, perché fu esonerato un anno fa) e il prossimo anno intascherà un milione e cinquecentomila euro, sempre che non venga ingaggiato da un altro club. Il costo lordo dell'ingaggio di Stramaccioni e del suo staff per la stagione 2014-2015 si sommerà a quello di Mazzarri, che il prossimo anno guadagnerà tre milioni e mezzo netti, e del suo numeroso gruppo di collaboratori, per arrivare alla incredibile cifra di cui s'è parlato all'inizio: 11 milioni e 400 mila euro. Logico che in una simile situazione, coi conti del club notoriamente in sofferenza, i margini di manovra di Thohir siano piuttosto limitati nel caso in cui volesse cambiare allenatore (cosa a cui sta pensando, e da tempo, perché alcuni dettagli del lavoro di Mazzarri non lo convincono, d'altronde non è un allenatore che ha scelto lui). Se il presidente dell'Inter decidesse davvero per una nuova guida tecnica, avrebbe le mani legatissime e di fatto dovrebbe subire una situazione non creata da lui. Un cul de sac, insomma, in cui un imprenditore non vorrebbe mai trovarsi. Perché a salvare Thohir potrebbero essere solo decisioni prese da altri, o al massimo da lui ispirate, o suggerite.
Ad esempio, Walter Mazzarri potrebbe optare per le dimissioni a fine stagione, liberando il club dal fardello del suo ingaggio, se capisse che Thohir non è affatto intenzionato a rafforzare l'Inter secondo certe indicazioni del tecnico. Ma è prematuro disegnare scenari di questo tipo: prima bisogna attendere le ultime due gare di campionato per capire il piazzamento finale della squadra, poi inizieranno le grandi manovre del futuro. Ma attenzione: al di là delle dichiarazioni ufficiali, il fuoco cova sotto la cenere, e l'orribile sconfitta nel derby ha aumentato le tensioni interne. Tanto per cambiare, siamo a maggio inoltrato e nessuno può prevedere con certezza chi sarà l'allenatore dell'Inter nella prossima