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Inter, Mancini: "Tornato per affetto, ma stavo tanto bene..."

Il tecnico punge Balotelli ("Non ha la classi di Ibra" e scherza sul suo ritorno: "Stavo tanto bene...".  Intanto Thohir festeggia il via libera al nuovo impianto del Dc United, club statunitense di cui è uno dei proprietari, e manda anche un messaggio alla sua società: "Lavoriamo duramente per il nuovo stadio"
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Roberto Mancini, neo cinquantenne, icona di stile e "tecnico vincente", per dirla con il CEO Bolingbroke, è anche richiestissimo per il suo passato da grande giocatore, nonché per le esperienze fatte all'estero come allenatore. Così, stamane, ospite dell'Università Bocconi di Milano, il tecnico ha intrattenuto gli studenti parlando degli anni alla Sampdoria e di quelli da 'coach' sulle panchine di Manchester City e Galatasaray. Ma, in vista dell'apertura della finestra invernale di mercato, ciò che interessa di più ai giovani è il futuro di Mario Balotelli. "Mario vorrebbe imitare Ibrahimovic - dice Mancini alla tv dell'Università -, ma Zlatan ha qualche anno in più, ha accumulato un'esperienza, una qualità, una classe e una forza che lui, nonostante giochi da tanti anni, deve ancora acquisire. Balotelli le possibilità le avrebbe e sicuramente, a quei tempi, erano straordinari insieme. Mario era giovane, ora pensa un po' a troppe cose. Spero e mi auguro per lui che possa diventare come Ibrahimovic".

"Perché sono tornato all'Inter? Non lo so, stavo tanto bene...", risponde sorridendo. "Avevo programmato già una settimana di vacanza per il mio compeanno, 50 anni... Non so perché ho fatto questa scelta. In genere credo che non si debba tornare dove si è fatto bene. Forse è stato l'affetto per Inter, per quello che ho passato nei 4 anni passati qui...".

Il Mancio prosegue toccando l'argomento giovani: "Io sono per vederli governare le federazioni. I giovani possono anche sbagliare, ma sicuramente lo fanno sempre in buona fede e dagli sbagli si diventa sempre persone migliori. Penso che i giovani siano il nostro futuro, ho sempre il desiderio di aiutarli a crescere".

STADIO, ORA IL DC POI L'INTER - Intanto, il presidente Erick Thohir, che a breve sentirà il tecnico per fare il punto sul mercato, parla del via libera ottenuto dal D. C. Council di Washington per la costruzione del nuovo stadio dei DC United. "Sono entusiasta che insieme ai miei partner, Jason Levien e Will Chang, abbiamo compiuto questo passo", dice il numero uno dell'Inter proseguendo: "L'approvazione del progetto-stadio da parte del D. C. Council è il culmine di sforzi ingenti che pagano nella vita e nel calcio, Una nuova casa per la nostra franchigia è una vittoria per la società, per la città e per tutto il calcio". Poi il pensiero del tycoon vola all'Inter: "Lo stadio è la casa dei tifosi, un luogo magico che deve essere coinvolgente sotto ogni punto di vista. Questo vale pure per l'Inter, motivo per cui noi lavoriamo e lavoreremo duramente anche in tal senso".
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