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Inter, Mancini: "Il calcio è crudele, ma gli attaccanti dovevano fare di più"

Il tecnico si rammarica per la sconfitta patita in extremis con il Torino e punta l'indice sul reparto offensivo: "Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare ma fino agli ultimi 25 metri..."

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MILANO - Roberto Mancini lo dice subito. E' deluso dal risultato, non dalla prestazione. Certo qualcosa da dire ce l'ha, soprattutto ai suoi attaccanti. protagonisti dei titoli di apertura dei giornali, ma non del match. "Il calcio è crudele - dice Mancini - abbiamo dormito nell'azione del gol ma non meritavamo di perdere e tantomeno di pareggiare". La sfortuna però non fa parte del bagaglio di un allenatore. E allora Mancini spiega cosa non ha funzionato. "Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare ma fino agli ultimi 25 metri - dice - perché poi negli ultimi metri ci siamo persi. Insistevamo nell'andare incontro al pallone anziché buttarci negli spazi, in profondità. Male".
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Ecco quello che è mancato. "La qualità nei metri finali. Bisogna che ci muoviamo di più, con intelligenza e capacità. Abbiamo perso e questo fa parte del gioco, siamo dispiaciuti, ma è la legge del calcio". Il terzo posto si allontana sempre di più... "Io credo che non si debbano fare calcoli. Bisogna crescere partita dopo partita, rimboccarsi le maniche, lavorare per fare sempre il massimo". L'Inter che le è piaciuta? "Gli automatismi cominciano a funzionare, le azioni sono state fluide, abbiamo imposto il gioco all'avversario, ed è un peccato l'aver dovuto cambiare per necessità anziché farlo per crescere durante il match. Ripeto: solo gli attaccanti non mi hanno soddisfatto. da loro voglio molto di più. Voglio tecnica, qualità e voglia di fare gol.
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