MILANO - Il giorno dopo il sapore è ancora più amaro. Roberto Mancini puntava molto sulla coppa Italia da cui è uscito ieri dopo la sconfitta contro il Napoli. "Siamo dei polli", ha detto il tecnico nel post gara contro il Napoli. "E' una catastrofe", ha aggiunto. La delusione del Mancio è grande, così come quella di tutti i dirigenti, Erick Thohir compreso. Il momento è di estrema delicatezza. Perché il terzo posto è una chimera e l'Europa League non è un torneo tra scapoli e ammogliati. Si deve reagire, ma soprattutto cancellare i residui di paura e di ingenuità radicati nella testa dei giocatori. Il tecnico lavora quotidianamente sulla mente e sul fisico dei calciatori, e per vero qualcosa si è intravisto in particolare contro la squadra di Benitez al San Paolo, dove l'Inter è uscita ma non ha sfigurato come faceva in passato. Questo è, infatti, uno dei motivi principali che mantiene saldo sulla panchina dei nerazzurri l'ex City.
Per tutti, parla il vice presidente Javier Zanetti. "Mancini è un grandissimo allenatore e siamo tutti fiduciosi in tutto quello che fa e che farà. Come si esce da questo momento? Lavorando, lavorando come stanno facendo. La testimonianza è la partita di ieri. Credo che si siano viste delle cose positive. Bisogna migliorare. Speriamo che arrivi la vittoria che ci possa dare la svolta". In questo senso sarà fondamentale il posticipo di domenica contro il Palermo.
Per tutti, parla il vice presidente Javier Zanetti. "Mancini è un grandissimo allenatore e siamo tutti fiduciosi in tutto quello che fa e che farà. Come si esce da questo momento? Lavorando, lavorando come stanno facendo. La testimonianza è la partita di ieri. Credo che si siano viste delle cose positive. Bisogna migliorare. Speriamo che arrivi la vittoria che ci possa dare la svolta". In questo senso sarà fondamentale il posticipo di domenica contro il Palermo.