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Inter, Mancini: ''Il modello è il City, ma serve tempo. Tourè? Per l'Italia sarebbe un bene''

Il tecnico fa un bilancio della sua nuova esperienza in nerazzurro (''spero entro un anno di poter giocare come faceva il Manchester''), parla di mercato e dei singoli: ''Icardi un bravissimo ragazzo, deve crescere ma sa far gol. Kovacic ha mezzi importanti, con Osvaldo non si poteva andare avanti''
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - "Tourè è uno dei migliori al mondo. Capello è simpatico, Conte uno stagista, Mazzarri impermeabile, Ancelotti magro, Mourinho simpatico e Simeone presante", queste alcune delle risposte di Roberto Mancini ospite negli studi di Sky. Il tecnico nerazzurro risponde sull'Inter a tutto tondo e sui singoli: "Handanovic è uno dei migliori al mondo, Guarin ha avuto un grande miglioramento, Icardi deve crescere ma ha una grande qualità: segnare". Poi si passa al mercato: "Se raggiungiamo gli obiettivi magari non sacrifichiamo nessuno. Può anche succedere che cedi un giocatore, ne compri due e la squadra decolla". E sul talento dei giocatori: "E' fondamentale, l'allenatore che ha giocatori di talento è fortunato. Ma non basta, va aiutato lavorandoci. La storia è piena di talenti che non sono riusciti a esprimersi al 100 percento".
A rinforzare il centrocampo potrebbe arrivare Tourè...
"Come per la difesa a centrocampo bisogna lavorare. Ho sempre avuto fiducia in Guarin, grande giocatore, ma gli serve continuità. Si può cambiare un elemento ma se lavori bene le cose vanno sulla giusta strada. Tourè? Per me è uno dei miglior al mondo, gioca al City, molto dipende da lui, se vorrà fare un'esperienza in Italia dopo aver giocato nei principali tornei d'Europa. Un bene anche per il calcio Italiano se arrivasse".
La testa di Guarin deve migliorare?
"Tutti noi sbagliamo scelte ogni giorno, anche lui quando gioca. Ma quando hai un secondo per decidere a volte si può sbagliare. Ma ha avuto un miglioramento enorme in questi due mesi".
Icardi è un giocatore semplice da gestire? Cosa gli manca per far innamorare Mancini come riferimento offensivo?
"Mauro è un bravissimo ragazzo, semplice come gli altri da gestire. Come attaccante è giovane e deve crescere, poi ha una qualità fondamentale che è far gol. Gli chiediamo questo, poi sa che deve migliorare nella partecipazione alla manovra e nei movimenti, alcuni li ha naturali. E' il classico attaccante del passato che fa gol e che può migliorare in certe situazioni di gioco, lavorandoci. Però ha una media gol altissima, se riesce a migliorare va tutto a suo vantaggio".
Podolski sta impiegando tempo a carburare...
"Lukas è bravo e molto serio, ci sarà utile in campionato. Purtroppo abbiamo dovuto lasciarlo fuori dalla lista di Europa League. Negli ultimi 4-5 mesi aveva giocato solo una partita intera, ovvio gli servisse più tempo ma sta lavorando bene. Shaqiri ora sta trovando la condizione migliore".
Ha trovato la collocazione di Kovacic?
"Giocatore molto importante per noi, ha qualità tecniche enormi e l'Inter ci ha puntato anche per il futuro. A volte dimentichiamo che ha 20 anni e non può prendersi sulle spalle il peso di una squadra. Serve tempo. Il ruolo non è importante, un giorno potrà giocare in tanti posti, le qualità non gli mancano".
Ranocchia è in grado di comandare la difesa dell'Inter?
"Certo, uno dei due centrali deve farlo. Ma anche in questo bisogna lavorarci, non è così scontato. Dopo aver giocato a 5 cambia passare a 4. A 5 ci si può prendere qualche rischio in più".
A Mancini viene fatto vedere un servizio sulla manovra offensiva dell'Inter confrontata con quella de City...
"Abbiamo costruito il City in un anno e mezzo, un po' di tempo ci vuole. Io sono orgoglioso di quella squadra, per me è stato un grande onore e spero che l'Inter entro un anno possa giocare così".
L'Inter può arrivare in fondo all'Europa League?
"Le coppe sono competizioni particolari. Bisogna arrivarci con una certa condizione psico-fisica. Non è semplice perché ci sono grandi squadre. Credo conti molto il blasone del club, abbiamo sempre fatto buone figure. Ciò che riusciremo a fare è difficile dirlo ora".
Osvaldo è una sconfitta?
"No, è successa una cosa che non doveva accadere, ma non perché l'aveva con me. Mi spiace molto. Non ho nulla contro di lui. Ci sono cose che succedono e poi non si può tornare più indietro".
Cosa c'è di diverso tra il campionato inglese e quello italiano dal punto di vista del divertimento?
"In Inghilterra il calcio riceve milioni di euro dalle tv e possono investire di più, gli stadi sono sempre pieni. Se riusciamo a fare degli stadi belli credo che si possa portare più gente allo stadio, bisogna riportare i grandi campioni a giocare in Italia come succedeva 10 anni fa. Noi siamo una Nazione a cui piace fare polemica, trovare il colpevole. Gli inglesi non sono così, noi invece stiamo bene così, ci piace parlare, è come essere al bar e si po' dire qualsiasi cosa. Credo che conti molto avere stadi adeguati e riportare i calciatori imprtanti".
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