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Inter, Mancini: "Cagliari solido, sarà dura. Kovacic deve crescere"

Il tecnico nerazzurro prepara la trasferta sarda: "Per vincere bisogna migliorare in difesa, che costuisce le fondamenta". Poi parla del croato: "Ha 20 anni, la squadra non può essere costruita intorno a lui". Handanovic ko
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - "Gli uomini son tanto fragili, fragili tu maneggiali con cura...", così cantava Mina. Ed è questo che Roberto Mancini vuole fare con Mateo Kovacic. Uno buono, ma troppo giovane per essere buttato in campo senza pensare alle possibili controindicazioni, di cui la prima è: bruciarlo.  "Mateo ha venti anni e la squadra, in questo momento, non può essere costruita attorno a lui. Deve crescere con calma e tranquillità. Lui rimane un titolare dell'Inter, un giocatore sul quale si baserà il futuro dell'Inter. Deve imparare a fare certe cose e lo sa. Il ragazzo è splendido, straordinario, si impegna, lavora. Deve solo capire delle cose tattiche che a venti anni non può capire, ha bisogno di tempo", spiega il tecnico nerazzurro alla vigilia della partita contro il Cagliari, una conferenza sprint, durata solo 8 minuti. Un lasso di tempo breve o meno, dipende, durante cui ha avuto, comunque, modo di sottolineare che "la difesa costituisce le fondamenta di una squadra", e di schierarsi dalla parte di Ranocchia: "Quando si prende gol dobbiamo dare la colpa a qualcuno. Non è sempre così. Purtroppo si fanno errori". In Sardegna non ci sarà Handanovic: il portiere sarà assente a causa di una contusione al collo del piede destro rimediata in allenamento.
 
Questa squadra è pronta e matura per centrare quella che negli ultimi due anni e mezzo è diventata l'impresa in campionato che sarebbe la terza vittoria consecutiva e che, non so se è d'accordo, sarebbe una prova di maturità?
"Chi lo sa questo. Io ci spero. Ma domani sarà una gara difficile, come tutte le partite, poi fuori casa contro il Cagliari che mi sembra solido in questo momento. La nostra speranza è di centrarla, ma per centrarla bisognerà fare bene tanto quanto abbiamo fatto a Glasgow e fare meglio la fase offensiva e quella difensiva".
 
Ci saranno molti cambi in formazione e Kovacic potrebbe giocare da titolare?
"Stiamo valutando i recuperi di tutti i giocatori. E domattina in rifinitura decideremo in base a come stanno. Mateo è un titolare come Hernanes. Sono giocatori bravi che stanno avendo un comportamento straordinario e quindi la mia speranza è dargli la possibilità di giocare, perché sono bravi. Chiaro che quando si trova l'assetto ogni allenatore tende a mantenerlo. Però stiamo giocando tante partite e qualche cambio ci sarà".
 
Podolski si sta ambientando bene a Milano da come si vede sui social network, si aspettava di più da lui sul campo?
"Lo spero che si stia ambientando bene. Sul campo sta migliorando molto e lo dico in base a tutti gli allenamenti. Spero che possa fare presto gol che è quello che ci serve ed è il suo lavoro,  ma non posso dire nulla sul comportamento in campo. Poi fuori fa quello che crede".
 
C'è un contatto tra lei e Zola da un punto di vista tecnico? Rivede in lui qualcosa di simile a lei?
"Innanzitutto sono contento che sia tornato in Italia anche lui, ci siamo incontrati una sola volta in Premier, quando era al West Ham. E comunque, essendo italiano, è uno che capisce le situazioni. Le squadre sue sono solide e difficili da battere".
 
L'Inter contro il Celtic è scesa in campo con un'aggressività che ha impressionato. Poi sono venuti fuori i problemi difensivi. E' questione mentale o di automatismi?
"Abbiamo iniziato benissimo, poi la sensazione è che la partita sembrasse troppo facile e un po' i nostri hanno allentato le marcature, non hanno mantenuto le posizioni per un po' di tempo. E su quei campi i risultati cambiano in un minuto. Non devi dare a quelle squadre la possibilità di rientrare in partita. Noi gliela abbiamo data e se la sono presa".
 
Sappiamo che Ranocchia sta giocando con un problema al ginocchio, come sta mentalmente?
"Ha un problema al ginocchio da tre settimane, ci convive sta facendo il possibile per giocare, sta bene. Comunque siamo sempre qua a dare la colpa a qualcuno. Quando si prende gol non è che è colpa mia che sono l'allenatore, o colpa dell'ultimo della panchina fino al portiere, non è che è sempre colpa di qualcuno. Si fanno errori perché purtroppo si fanno. Dovremmo cercare di non farne più, poi i ragazzi ce la stanno mettendo tutta e  questo è importante".
 
Come stanno Andreolli e D'Ambrosio?
"Stanno bene, sono pronti, vengono in panchina e possono anche giocare durante la partita".
 
Dodo sarà titolare a Cagliari?
"Sì potrebbe giocare anche lui, sì sì".
 
Hernanes come sta vivendo questo momento in cui non è una primissima scelta, da cosa è frenato?
"Vale quello che vale per Mateo con la differenza che lui è più grande, ha un po' di esperienza. Sicuramente non è felice di questo momento, però vale quello che vale per Maeto, sta lavorando, è un giocatore serissimo. E' un dispiacere lasciarli fuori e stanno facendo di tutto per rientrare in squadra e spero che se avrà l'occasione potrà giocare da titolare da qui alla fine e dare il suo contributo che sarà importante fino a fine stagione".
 
E' sempre di più l'Inter di Shaqiri, gli sta costruendo la parte offensiva attorno?
"Sta acquisendo condizione rispetto a quando è arrivato. Ha delle qualità, viene dal Bayern Monaco ha esperienza rispetto a grandi squadre. Quella posizione è ottima per lui e questo però non vuol dire che non possa giocare insieme a Kovacic ed Hernanes. Credo che una grande squadra si basi non solo su undici giocatori, ma almeno su 16-17 giocatori bravi".
 
In una squadra da titolo, è più importante un centrocampo di qualità o una difesa granitica?
"La difesa costituisce le fondamenta della squadra, ma c'è anche bisogno di un centrocampo molto forte e un attacco determinante".
 
Una parola per descrivere i 100 giorni di Inter?
"Sono stati cento giorni faticosi ma belli, se ci si mette impegno dando il meglio è una soddisfazione, vedendo anche che la squadra migliora".
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