MILANO - Roberto Mancini insieme a Piero Ausilio lasciano la Pinetina intorno alle 9.15 con l'espressione di chi ha preso coscienza che quello che sarebbe potuto essere ma non sarà: l'ultimo obiettivo stagionale, l'Europa, è ormai irraggiungibile. Non perché lo dice la matematica, ma per colpa delle prestazioni impalpabili della squadra. Un gruppo incapace di essere tale. Dopo il tecnico e il direttore sportivo escono dal centro sportivo ad uno ad uno tutti i giocatori, nessuno sorride, in pochi si fermano a fare autografi. Tra loro, c'è il vicepresidente Javier Zanetti, che ha voluto far sentire ai calciatori la propria vicinanza in un momento di estrema delicatezza. L'umore dei giocatori arrivati, tra le 7.20 e le 7.30 - per scendere in campo alle 8.30 - è dimesso. Il silenzio è assordante, le parole del Mancio al gruppo sono dure e fanno leva sull'orgoglio. Nessuna sfuriata, sarebbe stato, infatti, inutile ripetere quanto già detto ieri sera ("Abbiamo giocato di m..."). Quindi, tutti in campo, non per una seduta di scarico ma per allenarsi, perché come sottolineato dal ds Ausilio "Dopo due giorni di riposo (venerdì e sabato, ndc) è giusto che la squadra si alleni". Anche da qui inizia la rivoluzione del Mancio, che ha trasformato i giorni di riposo in una chimera con la possibilità che nella settimana pre derby (19 aprile) siano fatte doppie sedute quotidiane.
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Il lavoro aumenta, ma la rivoluzione prevede anche e soprattutto un pesante sfoltimento del gruppo. L'obiettivo della dirigenza è raggiungere quota 20 milioni dalle cessioni per poter arrivare ad un top player (Yaya Touré, Dybala, Jérémy Toulalan). Dell'Inter saranno tenute le basi, tutto il resto è sul mercato: Handanovic non sarà mandato via, anche se resiste la volontà di cederlo al miglior offerente. Al suo posto l'Inter prenderà un portiere a costo zero (Perin piace molto). Kovacic pare destinato a restare a meno di clamorose offerte. Su Icardi è stato messo un veto, ma le strade del mercato sono infinite. Podolski sarà rispedito al mittente. Jonathan, D'Ambrosio e Vidic sono in rampa di lancio, così come Hernanes. Insomma, in casa Inter è sempre Quaresima, la Pasqua nerazzurra è ancora lontana.
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Il lavoro aumenta, ma la rivoluzione prevede anche e soprattutto un pesante sfoltimento del gruppo. L'obiettivo della dirigenza è raggiungere quota 20 milioni dalle cessioni per poter arrivare ad un top player (Yaya Touré, Dybala, Jérémy Toulalan). Dell'Inter saranno tenute le basi, tutto il resto è sul mercato: Handanovic non sarà mandato via, anche se resiste la volontà di cederlo al miglior offerente. Al suo posto l'Inter prenderà un portiere a costo zero (Perin piace molto). Kovacic pare destinato a restare a meno di clamorose offerte. Su Icardi è stato messo un veto, ma le strade del mercato sono infinite. Podolski sarà rispedito al mittente. Jonathan, D'Ambrosio e Vidic sono in rampa di lancio, così come Hernanes. Insomma, in casa Inter è sempre Quaresima, la Pasqua nerazzurra è ancora lontana.