Inter, Icardi: "Non sento la pressione, sono un guerriero"
di TIZIANA CAIRATIL'attaccante nerazzurro, mentre si avvicina la delicata trasferta contro la Sampdoria, fa sfoggio di personalità: "Il destino non è questione di fortuna, ma di scelte. L’unica cosa che mi importa è essere capace di lottare"
MILANO – L’Inter si prepara alla sfida di domenica pomeriggio contro la Sampdoria di Walter Zenga con un obiettivo: vincere per non perdere il primato, ma soprattutto per mostrare alle avversarie di serie A che la sonora sconfitta (1-4) subita dalla Fiorentina è stata qualcosa di casuale. Roberto Mancini sta lavorando in questo senso, sia in campo che sulla testa dei giocatori. L’idea è tornare alla difesa a quattro e schierare in mediana due marcatori come Melo e Medel a protezione del reparto arretrato. Anche se non è da escludere a priori che il colombiano prenda posto al fianco di Murillo. Perché in fondo: squadra che vince non si cambia. In attacco non dovrebbero esserci dubbi: Perisic, Icardi e Ljajic i titolari.
Detto questo, c’è da sottolineare che il match tra Inter e Samp sarà la partita dell’ex Mauro Icardi, che ai blucerchiati a segnato 4 reti in altrettante partite. A Genova l’attaccante …
Detto questo, c’è da sottolineare che il match tra Inter e Samp sarà la partita dell’ex Mauro Icardi, che ai blucerchiati a segnato 4 reti in altrettante partite. A Genova l’attaccante …
MILANO – L’Inter si prepara alla sfida di domenica pomeriggio contro la Sampdoria di Walter Zenga con un obiettivo: vincere per non perdere il primato, ma soprattutto per mostrare alle avversarie di serie A che la sonora sconfitta (1-4) subita dalla Fiorentina è stata qualcosa di casuale. Roberto Mancini sta lavorando in questo senso, sia in campo che sulla testa dei giocatori. L’idea è tornare alla difesa a quattro e schierare in mediana due marcatori come Melo e Medel a protezione del reparto arretrato. Anche se non è da escludere a priori che il colombiano prenda posto al fianco di Murillo. Perché in fondo: squadra che vince non si cambia. In attacco non dovrebbero esserci dubbi: Perisic, Icardi e Ljajic i titolari.
Detto questo, c’è da sottolineare che il match tra Inter e Samp sarà la partita dell’ex Mauro Icardi, che ai blucerchiati a segnato 4 reti in altrettante partite. A Genova l’attaccante si presenta da capitano, la fascia che fu di Ranocchia, prima ancora di un altro argentino: Javier Zanetti. “Io e Javier non parliamo mai dell’essere capitano o di altri temi del genere. So che Pupi mi vuole tanto bene, come io ne voglio a lui. E se qualche giorno ho bisogno di un consiglio, non avrò dubbi nel chiederglielo perché so che sarà sempre disponibile”, racconta il nerazzurro in una lunga intervista a ‘El Grafico’, svelando che la decisione di dargli la fascia di capitano è stata presa in estate da Mancini “con il consenso di tutta la società e l’approvazione del gruppo”. Nonostante i 23 anni, Icardi porta con tranquillità il ‘peso’ di essere capitano. Ansia e preoccupazione non fanno parte del suo dna. “Non soffro la pressione per la fascia e neanche per il numero della maglia, il 9”, dice il sudamericano, che parla anche del rapporto con Mancini: “E’ molto buono, poi come succede con ogni allenatore, ci sono dei momenti nei quali sente che è necessario alzare la voce”.
ICARDI IL GUERRIERO - “L’Inter si è sempre caratterizzata per avere tanti argentini in squadra, è vero. Però la società ha deciso di fare un cambio negli ultimi tre anni. Oggi siamo solo tre: io, Rodrigo Palacio e Juan Pablo Carrizo. Però siamo un gruppo molto unito e comunque ci sono tanti sudamericani, coi quali andiamo a mangiare”, dichiara Icardi concludendo: “Il destino non è questione di fortuna, ma di scelte. Ogni volta che devo prendere una decisone non mi preoccupo della fama che potrei avere, dei nemici che mi si possono presentare, dei soldi che potrei guadagnare o dei seguaci che potrei perdere. Quando affronto una decisione, penso solo alle cose importanti per me. L’unica cosa che mi importa è essere capace di lottare, perché questo è quello che sento e questo è quello che sono: un guerriero”.
ICARDI, NON ASCOLTO GLI IGNORANTI - Le scintille tra Maurito Icardi e Maxi Lopez sono destinate a restare accese. L'attaccante nerazzurro alla domanda - con chiaro riferimento alla sua storia con Wanda Nara ex di Maxi Lopez - 'Pensa di essere inviso a qualcuno per non avere rispettato dei codici con un compagno?' replica: "Non mi importa dell’opinione degli altri. Ognuno ha la sua da spettatore, ma nessuno conosce internamente la realtà di ciò che è successo. Poi, questi codici di cui si parla non sono scritti in nessun libro. Le mie priorità nella vita son diverse dai commenti degli ignoranti che non mi conoscono, però ciò di cui sono sicuro è che i miei codici iniziano in casa, rispettando la mia famiglia. E questi cosiddetti codici mi hanno portato a essere quello che sono, e continuerò così. Per tutta la vita".
Detto questo, c’è da sottolineare che il match tra Inter e Samp sarà la partita dell’ex Mauro Icardi, che ai blucerchiati a segnato 4 reti in altrettante partite. A Genova l’attaccante si presenta da capitano, la fascia che fu di Ranocchia, prima ancora di un altro argentino: Javier Zanetti. “Io e Javier non parliamo mai dell’essere capitano o di altri temi del genere. So che Pupi mi vuole tanto bene, come io ne voglio a lui. E se qualche giorno ho bisogno di un consiglio, non avrò dubbi nel chiederglielo perché so che sarà sempre disponibile”, racconta il nerazzurro in una lunga intervista a ‘El Grafico’, svelando che la decisione di dargli la fascia di capitano è stata presa in estate da Mancini “con il consenso di tutta la società e l’approvazione del gruppo”. Nonostante i 23 anni, Icardi porta con tranquillità il ‘peso’ di essere capitano. Ansia e preoccupazione non fanno parte del suo dna. “Non soffro la pressione per la fascia e neanche per il numero della maglia, il 9”, dice il sudamericano, che parla anche del rapporto con Mancini: “E’ molto buono, poi come succede con ogni allenatore, ci sono dei momenti nei quali sente che è necessario alzare la voce”.
ICARDI IL GUERRIERO - “L’Inter si è sempre caratterizzata per avere tanti argentini in squadra, è vero. Però la società ha deciso di fare un cambio negli ultimi tre anni. Oggi siamo solo tre: io, Rodrigo Palacio e Juan Pablo Carrizo. Però siamo un gruppo molto unito e comunque ci sono tanti sudamericani, coi quali andiamo a mangiare”, dichiara Icardi concludendo: “Il destino non è questione di fortuna, ma di scelte. Ogni volta che devo prendere una decisone non mi preoccupo della fama che potrei avere, dei nemici che mi si possono presentare, dei soldi che potrei guadagnare o dei seguaci che potrei perdere. Quando affronto una decisione, penso solo alle cose importanti per me. L’unica cosa che mi importa è essere capace di lottare, perché questo è quello che sento e questo è quello che sono: un guerriero”.
ICARDI, NON ASCOLTO GLI IGNORANTI - Le scintille tra Maurito Icardi e Maxi Lopez sono destinate a restare accese. L'attaccante nerazzurro alla domanda - con chiaro riferimento alla sua storia con Wanda Nara ex di Maxi Lopez - 'Pensa di essere inviso a qualcuno per non avere rispettato dei codici con un compagno?' replica: "Non mi importa dell’opinione degli altri. Ognuno ha la sua da spettatore, ma nessuno conosce internamente la realtà di ciò che è successo. Poi, questi codici di cui si parla non sono scritti in nessun libro. Le mie priorità nella vita son diverse dai commenti degli ignoranti che non mi conoscono, però ciò di cui sono sicuro è che i miei codici iniziano in casa, rispettando la mia famiglia. E questi cosiddetti codici mi hanno portato a essere quello che sono, e continuerò così. Per tutta la vita".