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Inter kafkiana, ora l'Europa si complica

Nerazzurri mai in partita, squadra incomprensibile e angosciosa: a preoccupare è l'atteggiamento di un gruppo che avrebbe bisogno di qualche urlaccio in più. Se solo servisse

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PRAGA – Visto che qua sopra, sui tetti della città d’oro e sullo stadio Generali Arena, troneggia il ben noto castello, si potrebbe dire che quella di Praga è stata un’Inter kafkiana, ovvero paradossale, incomprensibile eppure angosciosa. Al di là delle metafore, è stata un’Inter davvero orrenda, quella sconfitta 3-1 dallo Sparta, e tra l’altro è la seconda sconfitta in due partite di Europa League. Mai in partita fin dall’inizio contro un avversario che in teoria era in crisi di identità, visto che aveva un nuovo allenatore (David Holoubek) al posto del dimissionario Scansy, l’Inter è entrata in campo slabbrata e indecisa, fuori di testa e con le gambe in croce. Ha concesso i primi due gol al 7’ e al 25’, come quasi sempre le è capitato quest’anno: sette volte in svantaggio in otto partite. E ha concesso questi due gol con errori grotteschi, individuali sul primo (lancio sbagliato di Ranocchia che regala palla, poi assist di Felipe Melo a Vaclav Kadlec anche se cerca di entrare in scivolata) e collettivi nel secondo: lo Sparta batte una punizione a 35 metri dalla porta ma nessuno dell’Inter va sul pallone a protezione della battuta, anzi tutta la squadra è ad almeno 15 metri dal pallone e Frydek può servire V.Kadlec solo in area, un errore che a certi livelli è inaccettabile. Perché è l’ennesimo errore di concentrazione di questa squadra, che non sa mai dare continuità alle proprie prestazioni, anzi dà l’impressione di regredire, Mancini o non Mancini, De Boer o non De Boer. Sotto 2-0, la reazione è stata impalpabile, perché lo Sparta ha imposto un ritmo nelle giocate e nel pressing che l’Inter non ha saputo sostenere, neppure con gli ingressi in campo di Icardi e Perisic nella ripresa, perché la partita ormai era andata. L’1-2 di Palacio a metà ripresa è stato un lampo, poi è arrivato subito il 3-1 per un altro errore difensivo generale su calcio piazzato. Sconcertanti alcune prove individuali (Ranocchia e Murillo, Felipe Melo e Banega sotto tutti), in una prestazione generale che è stata orribile, anzi di più. Ora l’Europa League si complica moltissimo. Ma è la squadra, in sé e dentro di sé, che continua a preoccupare. Forse la cura De Boer avrà bisogno di altre vitamine: qualche urlaccio e qualche punizione corporale in più non guasterebbero, se solo si fosse certi che servisse.
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