MILANO - "Io sono pronto", dice Luciano Spalletti "i giocatori anche", aggiunge il tecnico. L'obiettivo? "Vincerle tutte", afferma l'allenatore dell'Inter alla vigilia della prima di Serie A contro la Fiorentina. Spalletti, che domani sera giocherà la sua prima a San Siro davanti a circa 50mila tifosi, ha tanto da dire. E lo fa in maniera chiara, tracciando una delle linee guida per la stagione che sta per iniziare: vietato mollare. "Dovremo essere più che bravi" e "Quanto a noi, potrà capitare di essere in difficoltà, anche di perdere, ma vorrà dire che gli avversari avranno dato tutto il sangue sportivo che hanno, tirato fuori tutto quello che hanno, nel cuore e nelle gambe", il messaggio del tecnico, che sul tema tifosi esprime un altro concetto: "Con i nostri tifosi sarà un incontro sentimentale senza possibilità di tradimento". Mentre sulla permanenza in nerazzurro di Perisic, Spalletti spiega: "La società ha parlato con lui, ci ho parlato io, ci ha raccontato delle cose, per stare qui bisogna essere tutti vogliosi di ascoltare il ragionamento di tutti gli altri. Lui può fare la differenza, ma deve darci qualcosa in più". E su Candreva - seguito dal Chelsea - il tecnico afferma: "La mia posizione è quella di tenerlo, la società la pensa come me, lui per ora non ha dato alcun sintomo differente. Poi non so cosa può succedere domani".
Cosa si aspetta domani contro la Fiorentina?
"Mi aspetto che i calciatori facciano una prestazione di qualità. E' anche piacevole rivedere degli avversari. Ai calciatori ho chiesto di amare i nostri colori, avere spirito di appartenenza, orgoglio per il nostro passato, bisogna avere tutte queste cose. Abbiamo lavorato, ci siamo conosciuti, abbiamo intrapreso una strada che non sappiamo dove ci porterà ma la dobbiamo percorrere con grande emozione, orgoglio, appartenenza".
Soddisfatto della macchina a disposizione o si aspetta ancora qualcosa?
"I calciatori sono la nostra forza. In questi giorni sono stato chiamato in causa come un elemento importante di questa società, ma se ricordate avevo detto che bisogna girare la torcia verso i calciatori. Sono loro la nostra garanzia, la nostra polizza di assicurazione per questo campionato. Li ho conosciuti bene in questi 40 giorni, sono grandi calciatori e grandi uomini. Penso di portare il loro messaggio se dico che potremo essere anche in difficoltà perché capita a chiunque di perdere qualche partita ma sono sicuro che i nostri avversari dovranno versare tutto il sangue sportivo che hanno dentro contro di noi. E forse non gli basterà perché i nostri calciatori sono determinati a mandare un messaggio chiaro. Sento parlare di 50 mila presenze, sono un tesoro da non disperdere e da alimentare. San Siro deve essere per noi e i nostri sportivi un incontro sentimentale dove ci si ama sempre alla follia, non c'è possibilità di tradimento".
L'Inter come si presenta ai nastri di partenza?
"Non rispondo volentieri a queste domande, a voi piace farle, tendete a cercare il fenomeno e il fallito, ma non funziona così. Si inizia a lavorare in una maniera seria e chi è qui dimostrerà professionalità dimostrandosi degni di questa maglia. Bisogna fare le cose con serietà, responsabilità, andare a proporre il meglio e se possibile anche oltre. Con i miei calciatori, che devono essere i protagonisti, voglio che ci sia la vostra attenzione perché a me non interessa visibilità. Può capitare lungo un percorso di perdere l'orientamento, alcuni sono ragazzi giovani, sono nati in questo meccanismo e non sanno le differenze che possono esserci e può perdersi. Il supporto dei tifosi deve aiutarli. E io devo essere bravo a saper far credere loro che possono dare anche più del massimo".
Tatticamente sta lavorando al calciatore dietro Icardi, può essere Joao Mario?
"Ne ho cinque per cui sono molto fortunato. Ho Borja Valero, Brozovic, Joao Mario, Eder, Jovetic e qualcun altro si può inventare in quel ruolo. Dipende da quella che è la squadra perché se la squadra costruisce bene il trequartista rifinisce bene".
Davanti all'Inter qualcuno mette le 3 dell'anno scorso e anche il Milan. E' d'accordo?
"Il Milan ha fatto una buona campagna acquisti perché ha preso diversi calciatori nuovi importanti e Montella saprà assemblarli. Io ci metto anche la Lazio da tenere d'occhio, ha vinto la Supercoppa in maniera meritata contro la più forte sulla carta. Io sono tranquillo perché ho una squadra forte, che mi ha fatto vedere che posso stare tranquillo, pronto per questo campionato. Ho provato a fare loro delle richieste, ora vado oltre, da domani comincerò a chiedere che dentro le cuffie non ci sia solo la musica ma anche il battito di quei 50 mila che poi vengono a vederci".
Si parla sempre degli ex allenatori, Mourinho cambiò la mentalità della squadra, molto offensiva, l'anno scorso invece ha giocato con una sola punta l'Inter. Lei oserà di più?
"Mi fa piacere essere stimolato ad avere più coraggio. Lei è convinto che i gol arrivino attraverso le punte, invece è un discorso di squadra. Se giochiamo nella metà campo avversaria diamo un segnale".
Come sta Icardi?
"Mauro sta bene, gli manca qualche allenamento e qualche minuto di partita ma sta bene e siamo tranquilli. Se non riuscirà a tenere una condizione elevata per 95 minuti lo valuteremo durante la partita".
La testa di Perisic è libera?
"La società ha parlato con lui, ci ho parlato io, ci ha raccontato delle cose, per stare qui bisogna essere tutti vogliosi di ascoltare il ragionamento di tutti gli altri. Ci sono stati tanti calciatori qui che hanno fatto la differenza. Perisic può essere uno di questi ma deve darci qualcosa in più oltre le sue qualità individuali".
Tecnicamente la squadra è completa o manca qualcosa?
"Chi scrive a volte racconta delle cose e soprattutto d'estate. Ma la società a me non ha promesso niente, leggevo cifre e nomi, allora mi dicevo, vuoi vedere che avrò il piacere di allenare questi grandissimi calciatori oltre quelli che ho già? Poi mi sono dato un pizzicotto e sono tornato a terra. Io sono contento di quello che ho, volevo allenare l'Inter e i calciatori che ci sono".
Il Fair Play Finanziario è un avversario?
"E' una cosa da rivedere, l'Inter è una società corretta nell'usarlo, c'è chi lo usa in maniera non corretta. Il fatto che il mercato è ancora aperto quando si inizia a giocare è un'altra cosa da rivedere, magari si può anticipare ai nastri di partenza così non corriamo il rischio di perdere un giocatore dopo la prima partita e averlo come avversario nella seconda. Ringraziamo Rosetti per averci insegnato delle regole nuove, come funziona il Var, le possibilità e le migliorie che porta. Ma io sono convinto che ci voglia anche il tempo effettivo e questa regola lo dimostra ancora di più perché se interrompi la partita 4-5 volte più le interruzioni precedenti giochi neanche 50 minuti effettivi. Cambierei anche il numero di cambi per vedere più giocatori in campo soprattutto quando hai partite ravvicinate, io con 3 sostituzioni non riesco a portare i cambi che vorrei per attirare ancora più sportivi e fare più spettacolo".
Lei vuole rivolgere l'attenzione alla squadra, ma sarà difficile perché per unanime giudizio il top player dell'Inter è Spalletti anche a detta degli altri allenatori. E' lei l'Inter quest'anno, sente questa pressione?
"Penso di non avere questa pressione, l'allenatore è importante per quello che dice alla squadra ma diventa difficile se non si ascolta, invece questi ragazzi ascoltano dal primo giorno e sono loro che scriveranno la nostra storia. Sono privilegiati e devono capirlo facendo le cose seriamente o diventa tutto più difficile".
Anche se il precampionato è a volte ingannevole, aver battuto grandi squadre aumenta l'autostima, specie in previsione di un avvio importante di campionato?
"Io conosco il lavoro quotidiano. Però è chiaro che ogni volta si riparte da zero, devi essere bravo a non ammorbidire neanche di un centimetro il lavoro fatto nella partita precedente".
Murillo è andato via, la coperta ora è corta?
"No il mercato non è chiuso. I nostri direttori che hanno qualità riusciranno a completare il reparto".
Si aspetta Cancelo e Schick?
"Non è il momento di parlare di chi non abbiamo ma di chi abbiamo e domani ci strapperanno applausi".
Cosa si aspetta domani contro la Fiorentina?
"Mi aspetto che i calciatori facciano una prestazione di qualità. E' anche piacevole rivedere degli avversari. Ai calciatori ho chiesto di amare i nostri colori, avere spirito di appartenenza, orgoglio per il nostro passato, bisogna avere tutte queste cose. Abbiamo lavorato, ci siamo conosciuti, abbiamo intrapreso una strada che non sappiamo dove ci porterà ma la dobbiamo percorrere con grande emozione, orgoglio, appartenenza".
Soddisfatto della macchina a disposizione o si aspetta ancora qualcosa?
"I calciatori sono la nostra forza. In questi giorni sono stato chiamato in causa come un elemento importante di questa società, ma se ricordate avevo detto che bisogna girare la torcia verso i calciatori. Sono loro la nostra garanzia, la nostra polizza di assicurazione per questo campionato. Li ho conosciuti bene in questi 40 giorni, sono grandi calciatori e grandi uomini. Penso di portare il loro messaggio se dico che potremo essere anche in difficoltà perché capita a chiunque di perdere qualche partita ma sono sicuro che i nostri avversari dovranno versare tutto il sangue sportivo che hanno dentro contro di noi. E forse non gli basterà perché i nostri calciatori sono determinati a mandare un messaggio chiaro. Sento parlare di 50 mila presenze, sono un tesoro da non disperdere e da alimentare. San Siro deve essere per noi e i nostri sportivi un incontro sentimentale dove ci si ama sempre alla follia, non c'è possibilità di tradimento".
L'Inter come si presenta ai nastri di partenza?
"Non rispondo volentieri a queste domande, a voi piace farle, tendete a cercare il fenomeno e il fallito, ma non funziona così. Si inizia a lavorare in una maniera seria e chi è qui dimostrerà professionalità dimostrandosi degni di questa maglia. Bisogna fare le cose con serietà, responsabilità, andare a proporre il meglio e se possibile anche oltre. Con i miei calciatori, che devono essere i protagonisti, voglio che ci sia la vostra attenzione perché a me non interessa visibilità. Può capitare lungo un percorso di perdere l'orientamento, alcuni sono ragazzi giovani, sono nati in questo meccanismo e non sanno le differenze che possono esserci e può perdersi. Il supporto dei tifosi deve aiutarli. E io devo essere bravo a saper far credere loro che possono dare anche più del massimo".
Tatticamente sta lavorando al calciatore dietro Icardi, può essere Joao Mario?
"Ne ho cinque per cui sono molto fortunato. Ho Borja Valero, Brozovic, Joao Mario, Eder, Jovetic e qualcun altro si può inventare in quel ruolo. Dipende da quella che è la squadra perché se la squadra costruisce bene il trequartista rifinisce bene".
Davanti all'Inter qualcuno mette le 3 dell'anno scorso e anche il Milan. E' d'accordo?
"Il Milan ha fatto una buona campagna acquisti perché ha preso diversi calciatori nuovi importanti e Montella saprà assemblarli. Io ci metto anche la Lazio da tenere d'occhio, ha vinto la Supercoppa in maniera meritata contro la più forte sulla carta. Io sono tranquillo perché ho una squadra forte, che mi ha fatto vedere che posso stare tranquillo, pronto per questo campionato. Ho provato a fare loro delle richieste, ora vado oltre, da domani comincerò a chiedere che dentro le cuffie non ci sia solo la musica ma anche il battito di quei 50 mila che poi vengono a vederci".
Si parla sempre degli ex allenatori, Mourinho cambiò la mentalità della squadra, molto offensiva, l'anno scorso invece ha giocato con una sola punta l'Inter. Lei oserà di più?
"Mi fa piacere essere stimolato ad avere più coraggio. Lei è convinto che i gol arrivino attraverso le punte, invece è un discorso di squadra. Se giochiamo nella metà campo avversaria diamo un segnale".
Come sta Icardi?
"Mauro sta bene, gli manca qualche allenamento e qualche minuto di partita ma sta bene e siamo tranquilli. Se non riuscirà a tenere una condizione elevata per 95 minuti lo valuteremo durante la partita".
La testa di Perisic è libera?
"La società ha parlato con lui, ci ho parlato io, ci ha raccontato delle cose, per stare qui bisogna essere tutti vogliosi di ascoltare il ragionamento di tutti gli altri. Ci sono stati tanti calciatori qui che hanno fatto la differenza. Perisic può essere uno di questi ma deve darci qualcosa in più oltre le sue qualità individuali".
Tecnicamente la squadra è completa o manca qualcosa?
"Chi scrive a volte racconta delle cose e soprattutto d'estate. Ma la società a me non ha promesso niente, leggevo cifre e nomi, allora mi dicevo, vuoi vedere che avrò il piacere di allenare questi grandissimi calciatori oltre quelli che ho già? Poi mi sono dato un pizzicotto e sono tornato a terra. Io sono contento di quello che ho, volevo allenare l'Inter e i calciatori che ci sono".
Il Fair Play Finanziario è un avversario?
"E' una cosa da rivedere, l'Inter è una società corretta nell'usarlo, c'è chi lo usa in maniera non corretta. Il fatto che il mercato è ancora aperto quando si inizia a giocare è un'altra cosa da rivedere, magari si può anticipare ai nastri di partenza così non corriamo il rischio di perdere un giocatore dopo la prima partita e averlo come avversario nella seconda. Ringraziamo Rosetti per averci insegnato delle regole nuove, come funziona il Var, le possibilità e le migliorie che porta. Ma io sono convinto che ci voglia anche il tempo effettivo e questa regola lo dimostra ancora di più perché se interrompi la partita 4-5 volte più le interruzioni precedenti giochi neanche 50 minuti effettivi. Cambierei anche il numero di cambi per vedere più giocatori in campo soprattutto quando hai partite ravvicinate, io con 3 sostituzioni non riesco a portare i cambi che vorrei per attirare ancora più sportivi e fare più spettacolo".
Lei vuole rivolgere l'attenzione alla squadra, ma sarà difficile perché per unanime giudizio il top player dell'Inter è Spalletti anche a detta degli altri allenatori. E' lei l'Inter quest'anno, sente questa pressione?
"Penso di non avere questa pressione, l'allenatore è importante per quello che dice alla squadra ma diventa difficile se non si ascolta, invece questi ragazzi ascoltano dal primo giorno e sono loro che scriveranno la nostra storia. Sono privilegiati e devono capirlo facendo le cose seriamente o diventa tutto più difficile".
Anche se il precampionato è a volte ingannevole, aver battuto grandi squadre aumenta l'autostima, specie in previsione di un avvio importante di campionato?
"Io conosco il lavoro quotidiano. Però è chiaro che ogni volta si riparte da zero, devi essere bravo a non ammorbidire neanche di un centimetro il lavoro fatto nella partita precedente".
Murillo è andato via, la coperta ora è corta?
"No il mercato non è chiuso. I nostri direttori che hanno qualità riusciranno a completare il reparto".
Si aspetta Cancelo e Schick?
"Non è il momento di parlare di chi non abbiamo ma di chi abbiamo e domani ci strapperanno applausi".
