MILANO - L'errore da non fare contro il Crotone è superare il confine tra fiducia e presunzione. Il perché lo spiega il tecnico Luciano Spalletti alla vigilia della partita contro la formazione allenata da Davide Nicola. "Non ci si deve credere perfetti altrimenti c'è meno voglia di migliorarsi", sottolinea l'allenatore di Certaldo, che prosegue: "Ci sono 35 gare ancora da giocare e devono essere giocate al meglio". Per la sfida in programma allo stadio 'Scidà l'unico dubbio per Spalletti è a centrocampo, dove sono in tre, Borja Valero, Vecino e Gagliardini, per due maglie.
L'anno scorso la squadra ha perso molti punti contro le medio-piccole, come si fa a non ripetere questo errore?
"Partite come questa venivano interpretate come una fase interlocutoria del campionato rendendo il risultato una casualità. Invece possiamo metterci del nostro. Non è solo la grande serata che diventa grande e basta, dobbiamo giocare 35 partite e sono tutte importanti e vanno giocate nel migliore dei modi per portare a casa il risultato.
A centrocampo giocherà Borja Valero?
"Tutti si allenano bene e mi rendono il lavoro difficile, i compagni si stimolano a vicenda a fare sempre meglio".
La difesa fin qui ha subito un solo gol, un'inversione di tendenza rispetto al passato, se lo aspettava?
"Mi aspettavo un miglioramento della squadra perché li vedo lavorare bene, attenti, vogliosi, si vede la disponibilità al lavoro, non siamo al bar dove si chiacchiera su chi potrebbe giocare. Abbiamo giocatori fortissimi tra i titolari, vedi Skriniar e Miranda, che aiutano dietro. Anche a centrocampo chi gioca dà il massimo, e chi non gioca, vedi Gagliardini, può sempre entrare e mettere a disposizione la propria qualità. Se fanno le cose da reparto, da squadra forte, viene fuori un buon risultato".
Icardi e Perisic sono forti e hanno messo lo zampino in ogni gol, la loro mancanza può diventare un limite?
"Non sono forti, sono eccezionali, i migliori nel loro ruolo. Ma abbiamo anche altre potenzialità, vedrete che segnerà anche qualcun altro".
L'Inter ha vinto otto partite precampionato compreso, arriverà il momento di difficoltà prima o poi. E' curioso di vedere la reazione della squadra?
"No, non sono curioso (ride, ndr). Ci sono ancora 35 partite e domani ce n'è una di queste che dobbiamo vincere. Non dobbiamo pensare alla reazione a quella persa, dobbiamo vincere. Se poi dovessimo perdere si vedrà in quel momento. Sono curioso di vedere le motivazioni che metterà in campo la squadra per vincere, come ho detto ai giocatori prima della partita contro la Spal".
A volte sembra che manchi quel giocatore dietro la punta, ne ha fatti ruotare parecchi, ma manca ancora qualcosa?
"Non solo in quel reparto, dobbiamo migliorare certo. Il giocatore che snobba la crescita tradisce i risultati di squadra. A Roma avrei potuto mettere Eder se le cose non fossero cambiate. Dipende dal modo di pensare, di interpretare gli allenamenti. Stiamo ragionando in maniera corretta facendo le cose serie".
Nainggolan ha detto che lo ha fatto diventare trequartista. Sta facendo lo stesso lavoro qui?
"Di Francesco sa qual è il suo lavoro da fare a Roma, magari gli avrà detto cose differenti. A me sembrava che ci facesse comodo farlo giocare lì e lui mi ha dato ragione tramite la sua qualità. Dipende dal risultato che ottieni, se non fai risultati diventa tutto più difficile".
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L'anno scorso la squadra ha perso molti punti contro le medio-piccole, come si fa a non ripetere questo errore?
"Partite come questa venivano interpretate come una fase interlocutoria del campionato rendendo il risultato una casualità. Invece possiamo metterci del nostro. Non è solo la grande serata che diventa grande e basta, dobbiamo giocare 35 partite e sono tutte importanti e vanno giocate nel migliore dei modi per portare a casa il risultato.
A centrocampo giocherà Borja Valero?
"Tutti si allenano bene e mi rendono il lavoro difficile, i compagni si stimolano a vicenda a fare sempre meglio".
La difesa fin qui ha subito un solo gol, un'inversione di tendenza rispetto al passato, se lo aspettava?
"Mi aspettavo un miglioramento della squadra perché li vedo lavorare bene, attenti, vogliosi, si vede la disponibilità al lavoro, non siamo al bar dove si chiacchiera su chi potrebbe giocare. Abbiamo giocatori fortissimi tra i titolari, vedi Skriniar e Miranda, che aiutano dietro. Anche a centrocampo chi gioca dà il massimo, e chi non gioca, vedi Gagliardini, può sempre entrare e mettere a disposizione la propria qualità. Se fanno le cose da reparto, da squadra forte, viene fuori un buon risultato".
Icardi e Perisic sono forti e hanno messo lo zampino in ogni gol, la loro mancanza può diventare un limite?
"Non sono forti, sono eccezionali, i migliori nel loro ruolo. Ma abbiamo anche altre potenzialità, vedrete che segnerà anche qualcun altro".
L'Inter ha vinto otto partite precampionato compreso, arriverà il momento di difficoltà prima o poi. E' curioso di vedere la reazione della squadra?
"No, non sono curioso (ride, ndr). Ci sono ancora 35 partite e domani ce n'è una di queste che dobbiamo vincere. Non dobbiamo pensare alla reazione a quella persa, dobbiamo vincere. Se poi dovessimo perdere si vedrà in quel momento. Sono curioso di vedere le motivazioni che metterà in campo la squadra per vincere, come ho detto ai giocatori prima della partita contro la Spal".
A volte sembra che manchi quel giocatore dietro la punta, ne ha fatti ruotare parecchi, ma manca ancora qualcosa?
"Non solo in quel reparto, dobbiamo migliorare certo. Il giocatore che snobba la crescita tradisce i risultati di squadra. A Roma avrei potuto mettere Eder se le cose non fossero cambiate. Dipende dal modo di pensare, di interpretare gli allenamenti. Stiamo ragionando in maniera corretta facendo le cose serie".
Nainggolan ha detto che lo ha fatto diventare trequartista. Sta facendo lo stesso lavoro qui?
"Di Francesco sa qual è il suo lavoro da fare a Roma, magari gli avrà detto cose differenti. A me sembrava che ci facesse comodo farlo giocare lì e lui mi ha dato ragione tramite la sua qualità. Dipende dal risultato che ottieni, se non fai risultati diventa tutto più difficile".
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