MILANO - "Avanti a testa alta", il messaggio valutante di Mauro Icardi rivolto a sé stesso e alla squadra - pubblicato su Instagram - dopo l'1-1 contro il Bologna. Parole di incoraggiamento per un gruppo che, quasi, all'improvviso si è ritrovato dentro un momento delicatissimo. Che, per vero, è iniziato sabato pomeriggio a Reggio Calabria. Dove, dopo una prestazione 'flop', l'Inter ha ottenuto un risultato 'top' (vittoria per 2-1). Tre punti portati a Milano più con la fame che grazie alle indicazioni tecnico tattiche di Luciano Spalletti. Ed ecco qui i primi segnali di cedimento. Di quelli che spaventano e che fanno pensare ai fantasmi del passato della 'Pazza Inter', capace di farsi male da sola. Come detto, le prime avvisaglie del 'crollo' sono arrivate sabato scorso allo stadio Scida. Ieri, al Dall'Ara, la conferma: le crepe dell'Inter, mascherate fino ad ora, dai gol di Icardi e Perisic, si sono allargate.
L'allenatore, uomo di mondo, aveva capito in anticipo che qualcosa stava per succedere, tanto che, alla vigilia della partita aveva avvertito: "Non siamo ancora in grado di inserire il pilota automatico. Dobbiamo essere pronti a tutto, reattivi su ogni pallone, perché sono quei tempi sottili che fanno la differenza". Ed è su questi ultimi concetti che Spalletti tornerà a lavorare. Nello specifico l'imputato è il centrocampo, reparto deficitario e statico. L'esatto contrario di quello che il tecnico chiede. Ovvero, centrocampisti mobili e in grado di non dare punti di riferimento agli avversari. Senza dimenticare l'attacco, o meglio la coppia Icardi e Perisic, travolgente fino alla sfida contro la Spal, ma che si è sgonfiata nei due match successivi contro Crotone e Bologna. In vista del Genoa domenica pomeriggio a San Siro è necessaria un'inversione di tendenza, nel frattempo è il momento delle riflessioni.
A commentare la prestazione di ieri è anche Massimo Moratti. Il giudizio dell'imprenditore milanese è netto: "Credo che l'Inter debba essere diversa da quella vista ieri a Bologna. E' stata una brutta partita, giocata forse con la stanchezza frutto della partita di Crotone e degli impegni molto ravvicinati". Nonostante tutto Moratti promuove l'Inter e Spalletti: "Sono convinto però che sia solo un episodio perché l'Inter ha buoni giocatori e un allenatore ottimo".
L'allenatore, uomo di mondo, aveva capito in anticipo che qualcosa stava per succedere, tanto che, alla vigilia della partita aveva avvertito: "Non siamo ancora in grado di inserire il pilota automatico. Dobbiamo essere pronti a tutto, reattivi su ogni pallone, perché sono quei tempi sottili che fanno la differenza". Ed è su questi ultimi concetti che Spalletti tornerà a lavorare. Nello specifico l'imputato è il centrocampo, reparto deficitario e statico. L'esatto contrario di quello che il tecnico chiede. Ovvero, centrocampisti mobili e in grado di non dare punti di riferimento agli avversari. Senza dimenticare l'attacco, o meglio la coppia Icardi e Perisic, travolgente fino alla sfida contro la Spal, ma che si è sgonfiata nei due match successivi contro Crotone e Bologna. In vista del Genoa domenica pomeriggio a San Siro è necessaria un'inversione di tendenza, nel frattempo è il momento delle riflessioni.
A commentare la prestazione di ieri è anche Massimo Moratti. Il giudizio dell'imprenditore milanese è netto: "Credo che l'Inter debba essere diversa da quella vista ieri a Bologna. E' stata una brutta partita, giocata forse con la stanchezza frutto della partita di Crotone e degli impegni molto ravvicinati". Nonostante tutto Moratti promuove l'Inter e Spalletti: "Sono convinto però che sia solo un episodio perché l'Inter ha buoni giocatori e un allenatore ottimo".
