MILANO - "Il derby è una gara che azzera tutto. Dovremo andare al di là del nostro massimo", perché "questa è la gara che conta", ha detto il tecnico dell'Inter Luciano Spalletti alla vigilia della sfida di domani sera contro il Milan. L'allenatore ha spiegato, poi, di sentirsi un privilegiato per il fatto di giocare questo derby dopo quello di Roma, e a chi gli ha domandato se la differenza di sette punti tra le due squadre non è veritiera come sostiene Vincenzo Montella, Spalletti ha replicato: "Concordo con lui, comunque hanno fatto tutto da soli". Infine, c'è una risposta anche per il diesse del Milan, Massimiliano Mirabelli, che nei giorni scorsi ha dichiarato che sarà l'Inter a dover avere paura del Milan. "Lo ha detto con il ditino alzato? Mi ricorda il prete di Frittole (nel film 'Non ci resta che piangere') che dice a Triosi: 'Ricordati che devi morire', Mo me lo segno...".
Avere la miglior difesa ti fa pensare che il lavoro sia quello giusto?
"Come dice Max Pezzali è la dura legge del gol. Avere una difesa forte è una qualità, ma ora è troppo presto perché nelle partite che voi avete citato qualche volta abbiamo concesso troppo. Dobbiamo migliorare e fare qualcosa di più, stiamo lavorando in tutte le direzioni perché vogliamo giocare partite importanti come questa in modo giusto".
Chi può essere l'uomo derby dell'Inter?
"Penso che a fare la differenza sia sempre la squadra, noi stiamo lavorando sull'appartenenza Inter, su quello che deve essere il gruppo che riconquista la palla, che fa gol, che ci porterà lontano. Chi è del gruppo a me sta bene".
Quanto è pesante l'assenza di Brozovic?
"Le assenze sono tutte importanti ma capita, soprattutto quando vengono dalle nazionali. Anche al Milan qualcosa è successo, al rientro da una doppia partita e da un viaggio, il sentimento per le proprie nazionali li fa andare oltre quella che dovrebbe essere una razionale intelligenza. Brozovic è importante al di là dei due gol di Benevento, però non abbiamo bisogno di niente e di nessuno. L'obiettivo finale si prende se ogni giorno si porta qualcosa a casa nel modo di lavorare".
Non teme che la pausa possa azzerare tutto?
"Abbiamo a disposizione una società forte e dei calciatori importanti, professionisti che sanno riconoscere i momenti importanti. Il nostro campionato sarà misurato da questi momenti. Sanno che questa è una partita importantissima e non ci può essere qualcosa che ci ha disturbato. Dobbiamo metterci al di là del nostro massimo in questa partita, non ci sono alibi. Mi aspetto che lo facciano. E' questa la partita che conta, nient'altro. Dobbiamo farci trovare pronti. Poi c'è la forza dell'avversario che è notevole".
Dobbiamo attenderci sorprese nella formazione?
"Ci sono sempre molte soluzioni quando si pensa a una scelta. Secondo me siamo nelle condizioni di poter scegliere, abbiamo calciatori che ci permettono di andare più in là di quello che abbiamo fatto e ho scelto. Tutto è possibile, senza stravolgere l'idea in generale del calcio che vogliamo fare".
Montella sostiene che nel gioco non ci sono sette punti ti distacco tra Milan e Inter. Vincere significherebbe tagliare fuori i rossoneri? Questa partita le dirà qual è realmente la forza dell'Inter?
"Secondo me vincere il derby ti dà 3 punti e un bel carico di ottimismo per il futuro, se lo si sa usare senza che generi vizi. Crea un tatuaggio che ti rimane addosso. Montella ha a disposizione una grandissima squadra, e nei nostri incontri non ha mai avuto ragazzi così forti, quindi non sarebbe tagliato fuori in caso di sconfitta. Quanto alla gara, non ci darà una risposta definitiva, ma certamente riceveremo indicazioni sul percorso che stiamo seguendo".
All'esterno si parla della fortuna e del fatto che l'Inter gioca male. Questo vi carica?
"La fortuna è il dividendo del sudore e della professionalità: più ci si impegna, più si è fortunati. In queste gare abbiamo avuto anche sfortuna, al di là dei risultati: alcuni episodi sono andati peggio di come potevano. Queste critiche non mi danno fastidio".
Lei vuole sempre un'Inter dominante. Sarà un obiettivo anche per domani o contro i loro contropiedisti sarebbe un pericolo?
"Non può essere diversamente, noi vogliamo sempre far quello e, quando non ce la facciamo, è perché non ci riusciamo e perché ce lo impediscono. Non sarà facile contro un simile avversario ma ci proveremo".
Qual è la cosa che le dà più soddisfazione nel lavoro fatto finora?
"Sicuramente la partecipazione dei ragazzi".
Icardi non segna su azione da molto. Come lo ha trovato?
"Icardi, nonostante l'età che ha, è un calciatore con le spalle grosse, quasi come quelle di Ibrahimovic. Sa cosa deve fare e cosa lo aspetta in un campionato. Come si è visto, si è messo a disposizione del collettivo senza badare ai suoi numeri personali. E' perfettamente calato in ciò che vogliamo e ha tutte le carte in regola per essere decisivo al di là del gol, ché non contano solo le reti".
L'Inter arriva da favorita al derby, nonostante fino a pochi mesi fa i discorsi sul mercato e sulla rosa erano di segno opposto.
"Mi era sembrato si desse per favorito il Milan. Noi non siamo alla ricerca della gara della svolta, ma di dare continuità al lavoro e alle prestazioni".
Nei derby servono più giocatori esperti o imprevedibili?
"L'esperienza può aiutarti a viverla con serenità, con la tranquillità di chi sa di essere capace di giocare questa gara. Chi è esperto sa prevedere le cose e ha qualche vantaggio in più, ma le fiammate di chi è convinto, anche troppo, di poter far male, hanno un valore importante. Conta ogni cosa, anche l'entusiasmo e il calore di chi ci sta intorno".
Avere la miglior difesa ti fa pensare che il lavoro sia quello giusto?
"Come dice Max Pezzali è la dura legge del gol. Avere una difesa forte è una qualità, ma ora è troppo presto perché nelle partite che voi avete citato qualche volta abbiamo concesso troppo. Dobbiamo migliorare e fare qualcosa di più, stiamo lavorando in tutte le direzioni perché vogliamo giocare partite importanti come questa in modo giusto".
Chi può essere l'uomo derby dell'Inter?
"Penso che a fare la differenza sia sempre la squadra, noi stiamo lavorando sull'appartenenza Inter, su quello che deve essere il gruppo che riconquista la palla, che fa gol, che ci porterà lontano. Chi è del gruppo a me sta bene".
Quanto è pesante l'assenza di Brozovic?
"Le assenze sono tutte importanti ma capita, soprattutto quando vengono dalle nazionali. Anche al Milan qualcosa è successo, al rientro da una doppia partita e da un viaggio, il sentimento per le proprie nazionali li fa andare oltre quella che dovrebbe essere una razionale intelligenza. Brozovic è importante al di là dei due gol di Benevento, però non abbiamo bisogno di niente e di nessuno. L'obiettivo finale si prende se ogni giorno si porta qualcosa a casa nel modo di lavorare".
Non teme che la pausa possa azzerare tutto?
"Abbiamo a disposizione una società forte e dei calciatori importanti, professionisti che sanno riconoscere i momenti importanti. Il nostro campionato sarà misurato da questi momenti. Sanno che questa è una partita importantissima e non ci può essere qualcosa che ci ha disturbato. Dobbiamo metterci al di là del nostro massimo in questa partita, non ci sono alibi. Mi aspetto che lo facciano. E' questa la partita che conta, nient'altro. Dobbiamo farci trovare pronti. Poi c'è la forza dell'avversario che è notevole".
Dobbiamo attenderci sorprese nella formazione?
"Ci sono sempre molte soluzioni quando si pensa a una scelta. Secondo me siamo nelle condizioni di poter scegliere, abbiamo calciatori che ci permettono di andare più in là di quello che abbiamo fatto e ho scelto. Tutto è possibile, senza stravolgere l'idea in generale del calcio che vogliamo fare".
Montella sostiene che nel gioco non ci sono sette punti ti distacco tra Milan e Inter. Vincere significherebbe tagliare fuori i rossoneri? Questa partita le dirà qual è realmente la forza dell'Inter?
"Secondo me vincere il derby ti dà 3 punti e un bel carico di ottimismo per il futuro, se lo si sa usare senza che generi vizi. Crea un tatuaggio che ti rimane addosso. Montella ha a disposizione una grandissima squadra, e nei nostri incontri non ha mai avuto ragazzi così forti, quindi non sarebbe tagliato fuori in caso di sconfitta. Quanto alla gara, non ci darà una risposta definitiva, ma certamente riceveremo indicazioni sul percorso che stiamo seguendo".
All'esterno si parla della fortuna e del fatto che l'Inter gioca male. Questo vi carica?
"La fortuna è il dividendo del sudore e della professionalità: più ci si impegna, più si è fortunati. In queste gare abbiamo avuto anche sfortuna, al di là dei risultati: alcuni episodi sono andati peggio di come potevano. Queste critiche non mi danno fastidio".
Lei vuole sempre un'Inter dominante. Sarà un obiettivo anche per domani o contro i loro contropiedisti sarebbe un pericolo?
"Non può essere diversamente, noi vogliamo sempre far quello e, quando non ce la facciamo, è perché non ci riusciamo e perché ce lo impediscono. Non sarà facile contro un simile avversario ma ci proveremo".
Qual è la cosa che le dà più soddisfazione nel lavoro fatto finora?
"Sicuramente la partecipazione dei ragazzi".
Icardi non segna su azione da molto. Come lo ha trovato?
"Icardi, nonostante l'età che ha, è un calciatore con le spalle grosse, quasi come quelle di Ibrahimovic. Sa cosa deve fare e cosa lo aspetta in un campionato. Come si è visto, si è messo a disposizione del collettivo senza badare ai suoi numeri personali. E' perfettamente calato in ciò che vogliamo e ha tutte le carte in regola per essere decisivo al di là del gol, ché non contano solo le reti".
L'Inter arriva da favorita al derby, nonostante fino a pochi mesi fa i discorsi sul mercato e sulla rosa erano di segno opposto.
"Mi era sembrato si desse per favorito il Milan. Noi non siamo alla ricerca della gara della svolta, ma di dare continuità al lavoro e alle prestazioni".
Nei derby servono più giocatori esperti o imprevedibili?
"L'esperienza può aiutarti a viverla con serenità, con la tranquillità di chi sa di essere capace di giocare questa gara. Chi è esperto sa prevedere le cose e ha qualche vantaggio in più, ma le fiammate di chi è convinto, anche troppo, di poter far male, hanno un valore importante. Conta ogni cosa, anche l'entusiasmo e il calore di chi ci sta intorno".
