MILANO - "Destinazione vittoria, sempre", questo l'obiettivo del tecnico dell'Inter Luciano Spalletti alla vigilia della trasferta di domani sera a Verona conro l'Hellas. L'allenatore punta alto, ma ora arriva il difficile: "Dovrò fare delle scelte", dice "perché è complicato mantenere il passo" delle avversarie. Di mercato e scudetto non si proferisce verbo. In tal senso, lo spigoloso Spalletti si trincera dietro un secco "non mi fa comodo parlarne", quando gli viene chiesto del possibile arrivo di Ramires a gennaio e dello scudetto. Per la sfida contro il Verona sono tutti recuperati, Brozovic compreso. Gli 11 titolari potrebbero essere gli stessi delle due ultime sfide contro Milan e Sampdoria.
Non ci si può rilassare mai...
"Ci sono tante squadre che corrono. Non solo quelle davanti ma anche Fiorentina o Sampdoria che stanno tornando forte. Non ci possiamo fermare".
Con questi 11, quelli delle due ultime gare di campionato, ha trovato equilibrio?
"Noi dovevamo trovare stabilità all'inizio. Adesso questi calciatori hanno dimostrato di meritare di poter giocare. Se non ci sono problemi non vedo perché dovremmo cambiare".
A che punto sono Dalbert e Cancelo?
"Sono arrivati in un campionato nuovo, hanno altre conoscenze. Sono armi che possiamo usare, abbiamo un'artiglieria importante. Ma anche Nagatomo e D'Ambrosio hanno fatto bene".
Che aspettative ha dal mercato di gennaio?
"Adesso per noi viene il difficile perché dobbiamo restare nel gruppo di testa. Ogni scelta ha un prezzo elevato. Noi ora ci renderemo conto se siamo attrezzati per il nostro obiettivo. Se vedremo che c'è necessità vedremo ma non dobbiamo fare nomi tanto per farli. Io dei miei calciatori sono contento. Non è detto che acquistando venga fuori un discorso migliore. Oggi è più timore di chi possa uscire. Per me questa rosa può arrivare in fondo".
Quanti punti servono per la Champions?
"Non ho fatto conti ma saranno fondamentali gli scontri diretti. Che sono molti perché anche Sampdoria e Atalanta sono grandi squadre. Lo stesso Torino. Poi ci sono le sei più forti che diventeranno sette perché una sorpresa c'è sempre. Guardate la Lazio e la stessa Roma. Napoli e Juventus sono quelle, i bianconeri hanno la migliore squadra, uno stadio moderno che ci auguriamo di avere tutte. Sarà difficilissimo".
L'Inter su cosa deve accelerare ora?
"Intanto non bisogna perdere punti domani. I risultati arrivano con le vittorie. La squadra deve essere vestita da squadra forte. Ora bisogna spingere forte senza arrivare all'incoscienza. Sapendo quel che si può fare".
Vecino può ancora crescere?
"È completo. Sa fare tutto. Vi mostrerò che ha anche il tiro da fuori, la castagna per far gol, ha progressione palla al piede e salta l'uomo. Doveva sciogliersi in una nuova situazione. È stato pagato quel che vale. Alla Fiorentina non sono polli, valeva quella clausola. Ora è dentro la squadra".
C'è un differente approccio con le piccole?
"Non credo. Credo più al fatto che per coincidenza abbiamo sbagliato più contro di loro ma abbiamo sempre dato il massimo. Vogliamo dimostrare a noi stessi ogni giorno di essere da Inter. È un generare stimoli di continuo per noi stessi".
Non ci si può rilassare mai...
"Ci sono tante squadre che corrono. Non solo quelle davanti ma anche Fiorentina o Sampdoria che stanno tornando forte. Non ci possiamo fermare".
Con questi 11, quelli delle due ultime gare di campionato, ha trovato equilibrio?
"Noi dovevamo trovare stabilità all'inizio. Adesso questi calciatori hanno dimostrato di meritare di poter giocare. Se non ci sono problemi non vedo perché dovremmo cambiare".
A che punto sono Dalbert e Cancelo?
"Sono arrivati in un campionato nuovo, hanno altre conoscenze. Sono armi che possiamo usare, abbiamo un'artiglieria importante. Ma anche Nagatomo e D'Ambrosio hanno fatto bene".
Che aspettative ha dal mercato di gennaio?
"Adesso per noi viene il difficile perché dobbiamo restare nel gruppo di testa. Ogni scelta ha un prezzo elevato. Noi ora ci renderemo conto se siamo attrezzati per il nostro obiettivo. Se vedremo che c'è necessità vedremo ma non dobbiamo fare nomi tanto per farli. Io dei miei calciatori sono contento. Non è detto che acquistando venga fuori un discorso migliore. Oggi è più timore di chi possa uscire. Per me questa rosa può arrivare in fondo".
Quanti punti servono per la Champions?
"Non ho fatto conti ma saranno fondamentali gli scontri diretti. Che sono molti perché anche Sampdoria e Atalanta sono grandi squadre. Lo stesso Torino. Poi ci sono le sei più forti che diventeranno sette perché una sorpresa c'è sempre. Guardate la Lazio e la stessa Roma. Napoli e Juventus sono quelle, i bianconeri hanno la migliore squadra, uno stadio moderno che ci auguriamo di avere tutte. Sarà difficilissimo".
L'Inter su cosa deve accelerare ora?
"Intanto non bisogna perdere punti domani. I risultati arrivano con le vittorie. La squadra deve essere vestita da squadra forte. Ora bisogna spingere forte senza arrivare all'incoscienza. Sapendo quel che si può fare".
Vecino può ancora crescere?
"È completo. Sa fare tutto. Vi mostrerò che ha anche il tiro da fuori, la castagna per far gol, ha progressione palla al piede e salta l'uomo. Doveva sciogliersi in una nuova situazione. È stato pagato quel che vale. Alla Fiorentina non sono polli, valeva quella clausola. Ora è dentro la squadra".
C'è un differente approccio con le piccole?
"Non credo. Credo più al fatto che per coincidenza abbiamo sbagliato più contro di loro ma abbiamo sempre dato il massimo. Vogliamo dimostrare a noi stessi ogni giorno di essere da Inter. È un generare stimoli di continuo per noi stessi".
