Sport

Inter, Spalletti: "Mourinho ha fatto una scultura. Io ho preso solo il martello". E poi ricorda Anna Frank

Luciano Spalletti (agf)
Il tecnico alla vigilia del Torino: "Basta paragoni con lui. Dobbiamo arrivare ad essere stabilmente nelle prime posizioni in classifica". Poi spiega il suo post su Facebook: "Non volevo che se ne parlasse solo al momento dell'accaduto"
3 minuti di lettura
MILANO - Luciano Spalletti, tecnico dell'Inter, alla vigilia della partita contro il Torino, si prende una manciata di minuti per spiegare il post pubblicato oggi sul proprio profilo Instagram in memoria di Anna Frank. Un messaggio postato volutamente qualche tempo dopo l'accaduto. "La volontà era quella di non far succedere che di una cosa se ne parli quando accade e poi tutto torni come prima. A una cosa così importante, a cui giustamente è stato dato spazio ma poi c'è sempre il risultato della gara, è bene darne di più. Una società che sceglie di comunicare attraverso l'odio non può sopravvivere. Per questo ho voluto dare uno spazio in più, così magari se ne riscrive ancora".
Ora si può iniziare parlando di calcio... Contro il Torino, l'Inter "gioca contro i muscoli della storia di questo club (il Toro)", sottolinea Spalletti e rimarcando che "quando l'Inter starà stabilmente tra le prime quattro forse si potranno fare discorsi differenti. Ora no". Sulla formazione nessuna indicazione, anzi, domani "si potrebbe fare qualcosa di diverso, la squadra non perderebbe la qualità". Infine, l'allenatore di Certaldo dice basta ai continui raffronti con il passato. "Questi paragoni con Mourinho non stanno né in cielo né in terra. Io sono differente anche solo per quanto ha vinto lui. Il ricordo suo e di Moratti è una bellissima scultura, noi abbiamo comprato lo scalpellino ma ancora dobbiamo modellare tante cose e in questo momento quel che si può paragonare a quell'Inter sono questi fantastici tifosi. Prima si finisce con gli accostamenti e più mi fate un favore".
 
San Siro deve essere un fattore in più o può essere pericoloso?
"A noi fa piacere che ci siano tutti i tifosi. Ci fa enormemente comodo averli a spingere la squadra. E' un'altra dimostrazione di fiducia. A Inter Tv ho appena detto che gli anelli di San Siro sono come fedi che dichiarano un atto d'amore per la squadra. E' bellissimo sentire questo affetto".
Questa squadra ha già le spalle larghe per sopportare la pressione dell'alta classifica?
"E' meglio andarci cauti ma si può effettivamente dire che abbiamo a che fare con una squadra che ha personalità. In alcune partite abbiamo fatto quel che dovevamo sia come gioco che come scelte individuali. Anche quando la squadra è andata in difficoltà abbiamo ragionato come blocco. Sarà fondamentale anche domani contro il Torino. Se non ci sono distanze di squadra, reazioni veloci, se non si è tosti possiamo andare in seria difficoltà".
Cosa pensa di Mihajlovic?
"Rispecchia quel che era da calciatore. La faccia tosta di cui parliamo quando si dice come si deve andare in campo lui ce l'aveva senza sforzarsi. E' un allenatore molto esperto e conosce l'ambiente dell'Inter perché c'è stato. Penso che il carattere possa essere quel che ci accomuna. Finora ha dimostrato carattere e personalità. Nessuno regala niente in questo mondo e la storia bisogna conoscerla tutta".
Il Torino ha molta qualità. Cosa devono fare i giocatori per evitare trappole?
"Quel che dicevo prima. Le distanze di squadra aiutano il reparto. Le reazioni sulle fughe, quando hai Belotti che finta, bisogna leggerle al momento corretto. Non c'è spazio per accorgersi, quando accade è già tardi. Ma se stai lungo non riesci a prendergli le distanze e lui è uno dei più bravi che c'è. Poi ci sono Iago Falque e Ljajic che sono bravissimi con il pallone tra i piedi. Ti obbligano a essere svelto. In più c'è il carattere di una squadra fisica, forte, che ha ritrovato entusiasmo con l'ultimo risultato e ha tutta la rosa a disposizione. Sono tutte insidie in più, ma noi dobbiamo essere la squadra forte che vuole misurarsi con queste squadre e vuole vincere. E' una posizione scomoda avere addosso questi colori, perché devi provare a vincere fino alla fine".
Una domanda sulla difesa: nelle ultime quattro gare avete preso cinque reti. E' cambiato qualcosa?
"Stiamo migliorando anche come linea difensiva. Nella compattezza. Nel reparto. Nelle reazioni sulle fughe o sul prendere campo. Ci sono gli avversari, se fanno grandi giocate quelle due-tre occasioni per fare gol ormai se le creano tutte le squadre e devi essere bravo a sbrogliarle e portare le partite a casa in fase offensiva".
E' possibile che qualche cambiamento in più si veda dopo la sosta?
"Ormai queste complicazioni bisogna essere bravi a gestirsele. Si fanno le cose al meglio e ci si aspetta il meglio da loro".
Uno come Torreira può valere una telefonata a Giampaolo?
"Lo conoscono già tutti. Noi abbiamo tre calciatori che hanno giocato in quel ruolo e lo hanno fatto in maniera corretta. Sennò non saremmo là in classifica. Gagliardini è in crescita di minuto in minuto, ora diventa il suo campionato. Di Vecino siamo stra-contenti, dovete ancora vedere il meglio. E' un discorso generale. E' chiaro che si sta attenti per migliorare, sennò resti indietro".
Il fatto di non poter fare un mercato dispendioso la preoccupa?
"Va fatto un mercato corretto e oculato. Noi ora non vogliamo cambiare niente. Se poi si modificano delle cose o capita un'occasione di portare un giocatore da portare dentro anche chi è qui sa riconoscere le cose guardando dal verso giusto. Lo vedono anche loro che siamo pochi. Non saremo in grado di fare un mercato di follie, è cambiato qualcosa, ma non tanto da dover buttare il cappello per aria".
I commenti dei lettori