MILANO - Il futuro dell'Inter passa anche dal Pordenone, avversario dei nerazzurri domani sera a San Siro per gli ottavi di finale di coppa Italia Tim. Una sfida che potrebbe portare ad un possibile incrocio il 27 dicembre con il Milan (che mercoledì affronta il Verona al Meazza). "Non possiamo permetterci di sottovalutare il Pordenone e correre il rischio di subire una clamorosa eliminazione di cui è piena la storia della Coppa Italia. Il loro top player fa 'Super' di nome e 'Motivazione' di cognome e sarà il più difficile da affrontare", dice Luciano Spalletti. "Non sono curioso di vedere cosa faranno i miei calciatori - continua l'allenatore - devo controllare le certezze che mi debbono dare, perché fare una brutta partita vorrebbe dire creare un po' di difficoltà al nostro futuro, che passa anche da quelle che saranno le prestazioni di qualche calciatore nuovo che scenderà in campo. Li voglio vedere vogliosi di mettere qualcosa in più, di ancora meglio di quello che sono certo metteranno in gara".
Da Pordenone arriveranno 3.000 tifosi, è una gara da prendere con attenzione?
"Una gara tra serpenti, ramarri contro Biscione. Il discorso è che ci vuole intelligenza nell'andare ad affrontare queste partite. Ci ho passato la mia vita professionale in quelle categorie e so che spinta danno queste gare. Venendo qui i cartelli oggi non dicono 'attenzione neve', ma 'attenzione Pordenone'. Basta vedere i primi 30' contro il Cagliari per vedere quanto volte i sardi hanno preso palla, considerando le difficoltà che noi abbiamo avuto a Cagliari. Saranno le stesse che avremo domani".
Ha deciso chi giocherà e si aspetta di avere più difficoltà per la formazione di sabato con l'Udinese?
"No, perché non ne avrò né domani né sabato, se non succederanno cose particolari. Mi aspetto che qualcuno mi metta in difficoltà per farmi vedere che potevo scegliere in maniera differente. Anche perché il banco di prova è vero. Colucci sa come si fa, mi fa piacere dirglielo perché vedendo la sua squadra è facile capire che diventerà forte".
Chi giocherà domani?
"Karamoh, Cancelo, Dalbert, Padelli, Ranocchia, Eder giocano. A un paio di situazioni devo pensarci domani davvero, perché la partita va riempita e devo capire. Karamoh, ad esempio, ti dà degli strappi incredibili. L'ultimo gol in nazionale l'ha fatto da prima punta e può giocare anche da seconda. Però poi serve equilibrio".
Avverte una situazione per cui in tanti si aspettano una sconfitta dell'Inter?
"Quello che ho detto è per sottolineare che ai calciatori non viene dato il giusto merito. Io sono pieno di amici che sono tifosi di altre squadre, che siano Milan, Fiorentina, Juventus o Roma. Ogni tanto ci sono contatti sui social che ti scrivono di tutto, tipo 'non ce l'ho con te, voglio che l'Inter perda'. E' un gioco, poi capisco che qualcuno è costretto a scriverlo o magari si sente tra quelli. Ma fa parte del gioco".
Il primo posto dell'Inter sazia e nutre?
"La partita con la Juventus non mi ha dato nulla di nuovo. E' come se avessi riguardato una foto che avevo sul telefono. Ha evidenziato le stesse certezze e le stesse difficoltà su cui dobbiamo lavorare duramente per migliorarci".
Al di là della risposta a quanto detto su Juventus TV, in che senso trova che all'Inter non venga riconosciuto quanto sta facendo? C'è bisogno di compattare l'ambiente alla Mourinho?
"Questo accostamento con Mourinho mi mette in imbarazzo, bisogna farla finita. Mi costringe a sottolineare la distanza tra me, che sono qui da due giorni, e chi ha fatto la storia dell'Inter. Non si può avvicinare. Fate un favore a me, al mio ruolo se non mi ci mettete vicino a lui. Anche Mourinho sa bene che non sta in piedi".
A inizio anno aveva parlato di un gap di otto vittorie dalle prime, oggi c'è una distanza minore da colmare? E dove si può arrivare?
"Non lo so perché dipende anche da quello che fanno gli altri. Io sono convinto che a fine campionato non ci sarà da ragionare per quanto riguarda la società su cosa si farà, rimettendo tutto in discussione. Sapremo ben precisamente dove mettere le mani, perché la squadra avrà espresso tutta la propria potenzialità".
Qual è l'obiettivo dell'Inter in Coppa Italia?
"Ogni partita l'obiettivo è andare al turno successivo, tutte le volte. Da un punto di vista mio non è uno stimolo che ci possa essere il Milan dopo, per me lo stimolo è passare il turno. Le nostre attenzioni vanno là".
Da Pordenone arriveranno 3.000 tifosi, è una gara da prendere con attenzione?
"Una gara tra serpenti, ramarri contro Biscione. Il discorso è che ci vuole intelligenza nell'andare ad affrontare queste partite. Ci ho passato la mia vita professionale in quelle categorie e so che spinta danno queste gare. Venendo qui i cartelli oggi non dicono 'attenzione neve', ma 'attenzione Pordenone'. Basta vedere i primi 30' contro il Cagliari per vedere quanto volte i sardi hanno preso palla, considerando le difficoltà che noi abbiamo avuto a Cagliari. Saranno le stesse che avremo domani".
Ha deciso chi giocherà e si aspetta di avere più difficoltà per la formazione di sabato con l'Udinese?
"No, perché non ne avrò né domani né sabato, se non succederanno cose particolari. Mi aspetto che qualcuno mi metta in difficoltà per farmi vedere che potevo scegliere in maniera differente. Anche perché il banco di prova è vero. Colucci sa come si fa, mi fa piacere dirglielo perché vedendo la sua squadra è facile capire che diventerà forte".
Chi giocherà domani?
"Karamoh, Cancelo, Dalbert, Padelli, Ranocchia, Eder giocano. A un paio di situazioni devo pensarci domani davvero, perché la partita va riempita e devo capire. Karamoh, ad esempio, ti dà degli strappi incredibili. L'ultimo gol in nazionale l'ha fatto da prima punta e può giocare anche da seconda. Però poi serve equilibrio".
Avverte una situazione per cui in tanti si aspettano una sconfitta dell'Inter?
"Quello che ho detto è per sottolineare che ai calciatori non viene dato il giusto merito. Io sono pieno di amici che sono tifosi di altre squadre, che siano Milan, Fiorentina, Juventus o Roma. Ogni tanto ci sono contatti sui social che ti scrivono di tutto, tipo 'non ce l'ho con te, voglio che l'Inter perda'. E' un gioco, poi capisco che qualcuno è costretto a scriverlo o magari si sente tra quelli. Ma fa parte del gioco".
Il primo posto dell'Inter sazia e nutre?
"La partita con la Juventus non mi ha dato nulla di nuovo. E' come se avessi riguardato una foto che avevo sul telefono. Ha evidenziato le stesse certezze e le stesse difficoltà su cui dobbiamo lavorare duramente per migliorarci".
Al di là della risposta a quanto detto su Juventus TV, in che senso trova che all'Inter non venga riconosciuto quanto sta facendo? C'è bisogno di compattare l'ambiente alla Mourinho?
"Questo accostamento con Mourinho mi mette in imbarazzo, bisogna farla finita. Mi costringe a sottolineare la distanza tra me, che sono qui da due giorni, e chi ha fatto la storia dell'Inter. Non si può avvicinare. Fate un favore a me, al mio ruolo se non mi ci mettete vicino a lui. Anche Mourinho sa bene che non sta in piedi".
A inizio anno aveva parlato di un gap di otto vittorie dalle prime, oggi c'è una distanza minore da colmare? E dove si può arrivare?
"Non lo so perché dipende anche da quello che fanno gli altri. Io sono convinto che a fine campionato non ci sarà da ragionare per quanto riguarda la società su cosa si farà, rimettendo tutto in discussione. Sapremo ben precisamente dove mettere le mani, perché la squadra avrà espresso tutta la propria potenzialità".
Qual è l'obiettivo dell'Inter in Coppa Italia?
"Ogni partita l'obiettivo è andare al turno successivo, tutte le volte. Da un punto di vista mio non è uno stimolo che ci possa essere il Milan dopo, per me lo stimolo è passare il turno. Le nostre attenzioni vanno là".
