MILANO - L'Inter deve migliorare rispetto all'ultimo periodo e i giocatori devono andare al di là del proprio massimo. Questo è il messaggio del tecnico Luciano Spalletti alla vigilia della partita di domani al Franchi contro la Fiorentina. L'allenatore, poi, sul mercato spiega: "Sabatini e Ausilio sono bravi, ma in questo mercato dovranno esserlo ancora di più", e continuando sottolinea: "Per essere competitivi ci vuole un mercato importante, ma la società ha detto che ci sono dei parametri da rispettare. In generale per migliorare bisogna prendere non un giocatore, ma un calciatore forte. La rosa ha le qualità per ambire al nostro obiettivo. Chiaro che tutto è migliorabile". In quale reparto? "Un giocatore in difesa, negli altri reparti ci vorrebbe uno che faccia la differenza".
La Fiorentina è cresciuta molto. Che partita prevede?
"All'inizio Stefano Pioli doveva conoscere i componenti della rosa. E' riuscito a mettere insieme i giocatori nel miglior modo possibile. Ci sono dei buoni calciatori, da Astori a Badelj fino a Simeone, ma poi c'è anche la qualità dell'allenatore. Noi dobbiamo fare la nostra partita e rimettere le nostre qualità, dare il massimo a livello individuale e metterlo a disposizione della squadra".
Se Ausilio e Sabatini sono Bono e Springsteen, Spalletti chi è?
"Io l'ho detto per far capire che sono bravi e in questo mercato dovranno esserlo di più. Continuare a dire che per essere competitivi bisogna fare un mercato importante, dopo che la società ha fatto capire che bisogna entrare in certi parametri, mi sembra il modo migliore per farsi del male. Non è corretto né rispettoso. Mi sembra sbagliato anche ridurre la possibilità di migliorare a livello di squadra dovendo per forza pensare a dei nuovi arrivi. E' un messaggio sbagliato per il nostro gruppo perché un calciatore non può cambiare le sorti di una squadra. Non debbo essere rassicurato su niente, voglio essere informato e che si sia chiari anche con gli sportivi, che meritano di essere informati. Questo per poter programmare il futuro in maniera corretta, senza malintesi. Questi giocatori devono sapere che io sono sicuro delle loro qualità. So che hanno potenzialità. Altrettanto devo rendermi conto se hanno la consapevolezza di essere all'Inter e lo dovranno fare per altri cinque mesi".
Dopo il discorso di Monchi a Roma, cosa si aspetta che dicano i suoi dirigenti ai giocatori dell'Inter?
"Che discorsi debbano fare i dirigenti io non lo so. La domanda è da rivolgere a loro. Penso che noi abbiamo da fare meglio di quanto accaduto nell'ultimo periodo. Voglio essere sicuro che i giocatori abbiano la stessa consapevolezza di andare al di là del proprio massimo, ma in questi periodi accade così: l'occasione fa l'uomo ladro e il mercato fa il calciatore distratto. Dobbiamo mettere a posto l'idea del nostro impegno e renderci conto di dove siamo. La maglia dell'Inter va vestita 24 ore su 24".
Cosa pensa di Brozovic?
"Io scelgo il miglior undici, non gli undici migliori. Lui ha le sue caratteristiche, pregi e difetti. E' chiaro che ci sono momenti così, ma tutto si risolverà (il gol a il livello individuale e collettivo) come si è risolto il problema della troppa fortuna. Brozovic quando l'ho fatto giocare ha fatto bene e meno bene. E' inutile parlare di gioco se la palla non si riconquista. Ed è un lavoro che devono fare tutti".
Se le concorrenti per la zona Champions dovessero rinforzarsi più di voi, potrebbero cambiare i vostri obiettivi?
"Non abbiamo possibilità di alibi. Noi prima di tutto non dobbiamo piangere. Poi per migliorare dobbiamo prendere un giocatore più forte di quelli in rosa, perché qui li abbiamo gli elementi per ambire ai nostri obiettivi. Tutto può essere migliorabile: in difesa può mancare un calciatore, ma dalle altre parti ci vuole uno più forte. Possiamo fare nomi: Mkhitaryan, Pastore, Verdi, ci vogliono 30 milioni e non li abbiamo. Per cui è inutile girarci intorno. Oppure ci vuole un altro club che vuole fare uno scambio. Tutti hanno delle difficoltà e devono mettersi a posto con il Fair Play Finanziario, facendo numeri in entrata. Diciamo le cose vere".
Rivedendo Inter-Lazio, può bastare una prestazione come quella di domenica contro la Fiorentina?
"Noi abbiamo giocato contro la Lazio che ci è arrivata davanti di molti punti e a inizio stagione ha aggiunto giocatori come Nani. Non vedo perché dobbiamo essere per forza davanti alla Lazio. Intanto siamo insieme a Lazio e Roma, poi Napoli e Juventus sono più forti. Con le altre ce la giocheremo. Il Napoli gioca il più bel calcio di tutti, la Juventus ha due formazioni di titolari e Allegri che è bravo nella gestione".
Ci fa un bilancio del girone d'andata?
"Si sono fatte delle buone cose. Nel calcio non c'è avviso di quel che succede, a volte bisogna 'annusare' quanto accade in campo. Bisogna un po' alzare la qualità. Sotto questo aspetto dobbiamo fare di meglio, ma per il resto abbiamo fatto buone cose e molte sono certezze che ci possono servire per creare uno zoccolo duro come comportamento".
La Fiorentina è cresciuta molto. Che partita prevede?
"All'inizio Stefano Pioli doveva conoscere i componenti della rosa. E' riuscito a mettere insieme i giocatori nel miglior modo possibile. Ci sono dei buoni calciatori, da Astori a Badelj fino a Simeone, ma poi c'è anche la qualità dell'allenatore. Noi dobbiamo fare la nostra partita e rimettere le nostre qualità, dare il massimo a livello individuale e metterlo a disposizione della squadra".
Se Ausilio e Sabatini sono Bono e Springsteen, Spalletti chi è?
"Io l'ho detto per far capire che sono bravi e in questo mercato dovranno esserlo di più. Continuare a dire che per essere competitivi bisogna fare un mercato importante, dopo che la società ha fatto capire che bisogna entrare in certi parametri, mi sembra il modo migliore per farsi del male. Non è corretto né rispettoso. Mi sembra sbagliato anche ridurre la possibilità di migliorare a livello di squadra dovendo per forza pensare a dei nuovi arrivi. E' un messaggio sbagliato per il nostro gruppo perché un calciatore non può cambiare le sorti di una squadra. Non debbo essere rassicurato su niente, voglio essere informato e che si sia chiari anche con gli sportivi, che meritano di essere informati. Questo per poter programmare il futuro in maniera corretta, senza malintesi. Questi giocatori devono sapere che io sono sicuro delle loro qualità. So che hanno potenzialità. Altrettanto devo rendermi conto se hanno la consapevolezza di essere all'Inter e lo dovranno fare per altri cinque mesi".
Dopo il discorso di Monchi a Roma, cosa si aspetta che dicano i suoi dirigenti ai giocatori dell'Inter?
"Che discorsi debbano fare i dirigenti io non lo so. La domanda è da rivolgere a loro. Penso che noi abbiamo da fare meglio di quanto accaduto nell'ultimo periodo. Voglio essere sicuro che i giocatori abbiano la stessa consapevolezza di andare al di là del proprio massimo, ma in questi periodi accade così: l'occasione fa l'uomo ladro e il mercato fa il calciatore distratto. Dobbiamo mettere a posto l'idea del nostro impegno e renderci conto di dove siamo. La maglia dell'Inter va vestita 24 ore su 24".
Cosa pensa di Brozovic?
"Io scelgo il miglior undici, non gli undici migliori. Lui ha le sue caratteristiche, pregi e difetti. E' chiaro che ci sono momenti così, ma tutto si risolverà (il gol a il livello individuale e collettivo) come si è risolto il problema della troppa fortuna. Brozovic quando l'ho fatto giocare ha fatto bene e meno bene. E' inutile parlare di gioco se la palla non si riconquista. Ed è un lavoro che devono fare tutti".
Se le concorrenti per la zona Champions dovessero rinforzarsi più di voi, potrebbero cambiare i vostri obiettivi?
"Non abbiamo possibilità di alibi. Noi prima di tutto non dobbiamo piangere. Poi per migliorare dobbiamo prendere un giocatore più forte di quelli in rosa, perché qui li abbiamo gli elementi per ambire ai nostri obiettivi. Tutto può essere migliorabile: in difesa può mancare un calciatore, ma dalle altre parti ci vuole uno più forte. Possiamo fare nomi: Mkhitaryan, Pastore, Verdi, ci vogliono 30 milioni e non li abbiamo. Per cui è inutile girarci intorno. Oppure ci vuole un altro club che vuole fare uno scambio. Tutti hanno delle difficoltà e devono mettersi a posto con il Fair Play Finanziario, facendo numeri in entrata. Diciamo le cose vere".
Rivedendo Inter-Lazio, può bastare una prestazione come quella di domenica contro la Fiorentina?
"Noi abbiamo giocato contro la Lazio che ci è arrivata davanti di molti punti e a inizio stagione ha aggiunto giocatori come Nani. Non vedo perché dobbiamo essere per forza davanti alla Lazio. Intanto siamo insieme a Lazio e Roma, poi Napoli e Juventus sono più forti. Con le altre ce la giocheremo. Il Napoli gioca il più bel calcio di tutti, la Juventus ha due formazioni di titolari e Allegri che è bravo nella gestione".
Ci fa un bilancio del girone d'andata?
"Si sono fatte delle buone cose. Nel calcio non c'è avviso di quel che succede, a volte bisogna 'annusare' quanto accade in campo. Bisogna un po' alzare la qualità. Sotto questo aspetto dobbiamo fare di meglio, ma per il resto abbiamo fatto buone cose e molte sono certezze che ci possono servire per creare uno zoccolo duro come comportamento".