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Icardi si fa male, Pastore non arriva: la giornata nera dell'Inter

Risentimento muscolare per la punta, che non ci sarà contro il Crotone. Il Psg dice no all'arrivo del fantasista

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MILANO - Una giornata no per l'Inter, che prima ha perso Mauro Icardi per un risentimento muscolare, poi si è vista sfumare l'arrivo di Javier Pastore. Ora Luciano Spalletti dovrà davvero fare con quello che ha e anche fare meglio, perché fino all'estate le porte del calciomercato resteranno chiuse e l'obiettivo stagionale di entrare in Champions League da raggiungere. Le 'cattive' notizie per il tecnico sono iniziate in mattinata quando durante la seduta di allenamento Icardi si è fermato per una noia muscolare. Elongazione agli adduttori della coscia destra per il capitano, che è quindi fortemente in dubbio per la partita contro il Crotone di sabato sera. Le condizioni del giocatore nerazzurro saranno valutate nei prossimi giorni, fa sapere l'Inter.

Poco più tardi, a pioggia, sono giunte altre sgradevoli aggiornamenti sul mercato. Javier Pastore, che avrebbe dato qualità e un'alternativa all'allenatore di Certaldo resta al Psg. Il suo agente, Simonian, nel pomeriggio è ripartito per Parigi. A questo si aggiunge anche la permanenza di Brozovic, la conseguenza è che in nerazzurro non arriverà neanche un centrocampista. Lo sbarco a Milano di un centrocampista di gamba era infatti legato a doppio filo alla partenza del croato. La sensazione ora è che l'Inter chiuderà il mercato con gli acquisti di Lisandro Lopez e Rafinha.

D'AMBROSIO, SI DEVONO SEGUIRE I SOGNI, NON I SOLDI - Intanto, Danilo D'Ambrosio, a Inter tv parla dei tifosi: "Vanno ringraziati perché ci seguono e supportano anche nelle difficoltà. Ho sempre detto che se i tifosi non vengono allo stadio è colpa di noi giocatori, vuol dire che non li stiamo rendendo orgogliosi di come interpretiamo le partite", e del Chelsea: "Mi cercarono quando ero piccolino, avevo 17 anni. Il provino andò bene, ma sarei dovuto andare da solo, senza mio fratello e uno dei due genitori. Per non dividere la famiglia e per proseguire un percorso personale in un certo modo, scelsi di non andare. Mi hanno sempre insegnato in famiglia che si devono seguire i sogni e non i soldi. Poi andai a inizio ritiro alla Fiorentina e il novembre successivo firmai il contratto con i viola".
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