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Inter, Spalletti non ha dubbi: "Sarò io il tecnico anche il prossimo anno"

L'allenatore alla vigilia della gara con il Verona ("Una vittoria per prepararsi bene al Milan") si conferma in nerazzurro: "Sono venuti i dirigenti per fare il programma estivo..."

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MILANO - "La formazione per la gara contro il Verona sarà improntata a questa partita, non al derby", dice Luciano Spalletti, tecnico dell'Inter, alla vigilia del match contro la formazione di Fabio Pecchia in programma domani pomeriggio a San Siro. L'allenatore toscano, poi, interrogato sul futuro afferma: "I contratti valgono zero. Io saroò l'allenatore dell'Inter anche il prossimo anno. Stiamo programmando già la tournée estiva negli Stati Uniti". Infine, Spalletti si dice rammaricato per l'addio di Walter Sabatini. Un pensiero a parte l'allenatore nerazzurro lo dedica a Mondonico scomparso pochi giorni fa all'età di 71 anni. "Era una persona squisita, molto diretto, sintetico. Riusciva a mandare dei messaggi che tutti riuscivano a capire in maniera veloce. Ha fatto bene con squadre normali, lanciando giovani importantissimi che hanno fatto fare un salto di qualità al calcio italiano. Mi accodo a chi affettuosamente è vicino al dolore della famiglia, sperando che rinascano altri di personaggi così".
 
E' più importante la gara col Verona rispetto al derby?
"Ci vuole una vittoria per prepararsi bene alla gara col Milan, è il miglior allenamento mentale. Non c'è modo migliore per arrivare al derby che vincere questa gara. Intanto colgo l'occasione di fare i complimenti a Stefano Vecchi per la vittoria nel Viareggio. Mi capita spesso di farglieli, speriamo possa restituirmeli. E' riuscito a vincere un torneo difficilissimo".
Ha fatto riflessioni sulle dimissioni di Sabatini?
"Hanno fatto rumore per il valore della persona e del direttore. Mi è dispiaciuto moltissimo. Detto questo le sue dimissioni non lasciano nessuna eredità nel bene o nel male, perché 'chi è dell'Inter' deve continuare a mettere l'Inter davanti a tutto e crederci. Vale per me e per tutti" 
La zona Champions sarebbe un obiettivo minimo o un mezzo miracolo?
"Io devo riuscire a far dare il massimo ai calciatori e raggiungere la posizione più importante che ci possa essere. C'è però una domanda da porsi: se stiamo raccogliendo abbastanza di quel che abbiamo a disposizione. Secondo me ci sono ancora possibilità".
Confermerà la stessa formazione o le scelte saranno improntante anche al derby?
"Le scelte saranno improntate a domani perché è una gara difficile. Un conto è volere assolutamente qualcosa e un'altra è aspettare che la vita faccia il suo gioco senza andare a determinarla con forza, perché in questo sport quando si vogliono raggiungere risultati importanti serve un po' di rabbia".
I grandi club difficilmente tengono un tecnico in scadenza. State parlando di rinnovo? Accetterebbe ancora la politica dell'austerity?
"Io non sono in scadenza, sono venuti i dirigenti per fare il programma estivo. Io sono l'allenatore dell'Inter e lo sarò la prossima stagione. I contratti servono a far venir fuori un po' di clamore ma vengono disfatti in un attimo".
Si aspetta che vengano riscattati Cancelo e Rafinha?
"E' una valutazione che faremo strada facendo. Li valuteremo, ci sono molti particolari che ci piacciono di questi calciatori, molte cose che fanno vedere di poter convivere con l'Inter".
Che segnale arriva dalle dimissioni di Sabatini?
"Lo abbiamo già detto e ha risposto lui. Io ne sto fuori".
Sabatini le ha augurato un gran quinquennio e lo scudetto. Moratti ha detto che l'Inter si è impoverita senza Sabatini. Cosa ne pensa?
"A me l'Inter e Milano piacciono. Ci lavoro volentieri e voglio cercare di determinare. Io so una cosa, che se non raggiungeremo questo obiettivo quelli fatti come me (e mi sembra di vederne diversi qui dentro) ce lo porteremo dietro solo per sempre".
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