MILANO - Domani sera davanti a 80mila persone Inter e Juventus si giocano una fetta importante della stagione. I nerazzurri per restare in corsa per un posto in Champions, i bianconeri per tentare la volata decisiva verso il settimo titolo consecutivo. "Abbiamo l'occasione di regalare qualcosa di meraviglioso ai nostri tifosi, quindi, mi aspetto una prestazione di livello. L'Inter-Juve più importante degli ultimi anni? A noi interessano i tre punti, non i tre punti in meno alla Juve", dice Luciano Spalletti, tecnico dell'Inter, alla vigilia del match. Poi, a chi gli chiede se dopo la sconfitta col Napoli la Juve sarà più arrabbiata, l'allenatore replica: "Credo sarebbe stato uguale. Noi sono sette anni che non portiamo a casa nulla, saremo ferocissimi".
Cosa le dà fiducia alla vigilia di Inter-Juventus?
"La crescita che ha fatto la mia squadra, sarà una gara dura. Abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti e questo rappresenta la crescita e il fatto che siamo pronti a giocarci l'ingresso in Champions".
È soddisfatto della designazione dell'arbitro Orsato?
"Non vedo quale sia il problema. I nostri arbitri hanno fatto vedere che studiano soluzioni nuove e questo è fondamentale".
Rischio Roma e trasformare la gara contro la Lazio in uno spareggio. È un peso?
"No. Ci metterei la firma per giocarci la Champions l'ultima a Roma perché vorrebbe dire aver fatto bene. In queste ultime gare possiamo giocarci qualcosa di grandioso".
Salah ha mostrato di essere diventato uno dei migliori al mondo.
"L'ho toccato con mano, so il peso della sua qualità perché lui fa tutto con facilità. Ed ha ancora dei margini di miglioramento. È un bravo ragazzo, ama i compagni di squadra e mette a disposizione tutto per la squadra".
Si aspetta una grande prestazione della sua Inter?
"Sì, mi attendo una prova importante. La partita come quella di domani sono gare dove non ti puoi nascondere perché vieni subito stanato. È una gara dove ci si devono prendere responsabilità e cercare le giocate che possono fare la differenza".
Ci sono le condizioni per pressare la Juventus per 90 minuti?
"Il tentativo di essere spregiudicati lo abbiamo sempre fatto. Lo sanno tutti che è più facile se riesci a restare nella metà campo dell'avversario. Ma bisogna saper leggere il momento. Allegri è bravissimo a mettere al centro del gioco la qualità dei suoi calciatori ed è bravo a mettere i giocatori in condizione di dare il meglio. Non condiziona i giocatori per quello che è il suo modello tattico".
Rimpiangi le prime 16 giornate dove giocavate al di sopra delle vostre possibilità?
"Se abbiamo fatto questi risultati nessuno ce li ha regalati. Arrivano sempre da un impegno e da un lavoro. Quando dico che abbiamo imparato a dialogare dicevo questo, qualche rimpianto c'è, ma qualche gara l'abbiamo portata a casa. Ora sappiamo più cose di noi. Abbiamo più equilibrio".
Può servire un pareggio?
"Non serve a nulla. Tutte e due le squadre giocheranno per vincere".
Allegri ha detto: "Chi vince è un bravo ragazzo, chi perde..."
"È la guru academy. Alla fine dell'anno ti rimane quello che hai creato, può darsi sia una bella storia anche non arrivando al risultato importante. Noi abbiamo tentato di rifare le cose per bene, non mi sento bravo quando vinco o coglione quando perdo perché ho lavorato prima di fare l'allenatore, poi ho allenato i bambini e di nuovo quelli grandi. Mi troverò bene comunque dove sono stato e sono sicuro che mi sarò impegnato in ogni contesto in cui sono stato o sarò chiamato a tenere un ruolo".
Nonostante i sei titoli consecutivi i tifosi della Juve, dopo la sconfitta contro il Napoli, hanno contestato la squadra.
"È un'esasperazione italiana perché siamo in un percorso - ultimi incidenti a parte - di miglioramento, il nostro calcio è un patrimonio e va valorizzato da chi lo vive. All'estero ti guardano con il pensiero che chi ha fatto bene in Italia può far bene ovunque".
Domani conterà di più la difesa o l'attacco?
"Difficile dirlo, credo che conti un po' tutto. Le due squadre hanno gli attrezzi necessari per scardinare la forza avversaria, per cui per una buona difesa ci vuole supporto dal reparto offensivo, per non far pensare l'avversario e fargli partire sempre un'azione un po' sporca. Non far arrivare in area palloni facili è un carico più pesante da sopportare".
È diseducativo lo slogan vincere non è importante, è l'unica cosa che conta coniato dalla Juventus?
"Non lo so, non giudico questo discorso".
Per l'anno prossimo si può partire pensando che l'obiettivo possa essere lo scudetto?
"I nostri tifosi sicuramente viaggiano a punteggio pieno, per quella che è la presenza, per quello che è l'affetto. Sono venuti ad aspettarci anche a Genova dopo la partita. Poi viene riportato come se fossero venuti a contestarci, ma non era così. Sono venuti a farci vedere cosa ne pensavano per farci rendere al massimo. Non so in fondo come la penseranno e quel che si aspetteranno l'anno prossimo, ma ci sono delle differenze: la Juventus lavora a un certo progetto da tanti anni e ha fatto vedere di essere all'altezza, il Napoli lavora da diversi anni con lo stesso allenatore che è stato bravo a creare una mentalità di cui si parla ovunque. Diventa fondamentale è non arrivare in fondo e dover ripartire quasi da zero. Secondo me quest'anno non sarà così. Sarà importante parlare con chiarezza per non illudere e rincorrere ciò che non si può sostenere. Poi per vincere uno scudetto ci sono cose da mettere a posto".
Cosa le dà fiducia alla vigilia di Inter-Juventus?
"La crescita che ha fatto la mia squadra, sarà una gara dura. Abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti e questo rappresenta la crescita e il fatto che siamo pronti a giocarci l'ingresso in Champions".
È soddisfatto della designazione dell'arbitro Orsato?
"Non vedo quale sia il problema. I nostri arbitri hanno fatto vedere che studiano soluzioni nuove e questo è fondamentale".
Rischio Roma e trasformare la gara contro la Lazio in uno spareggio. È un peso?
"No. Ci metterei la firma per giocarci la Champions l'ultima a Roma perché vorrebbe dire aver fatto bene. In queste ultime gare possiamo giocarci qualcosa di grandioso".
Salah ha mostrato di essere diventato uno dei migliori al mondo.
"L'ho toccato con mano, so il peso della sua qualità perché lui fa tutto con facilità. Ed ha ancora dei margini di miglioramento. È un bravo ragazzo, ama i compagni di squadra e mette a disposizione tutto per la squadra".
Si aspetta una grande prestazione della sua Inter?
"Sì, mi attendo una prova importante. La partita come quella di domani sono gare dove non ti puoi nascondere perché vieni subito stanato. È una gara dove ci si devono prendere responsabilità e cercare le giocate che possono fare la differenza".
Ci sono le condizioni per pressare la Juventus per 90 minuti?
"Il tentativo di essere spregiudicati lo abbiamo sempre fatto. Lo sanno tutti che è più facile se riesci a restare nella metà campo dell'avversario. Ma bisogna saper leggere il momento. Allegri è bravissimo a mettere al centro del gioco la qualità dei suoi calciatori ed è bravo a mettere i giocatori in condizione di dare il meglio. Non condiziona i giocatori per quello che è il suo modello tattico".
Rimpiangi le prime 16 giornate dove giocavate al di sopra delle vostre possibilità?
"Se abbiamo fatto questi risultati nessuno ce li ha regalati. Arrivano sempre da un impegno e da un lavoro. Quando dico che abbiamo imparato a dialogare dicevo questo, qualche rimpianto c'è, ma qualche gara l'abbiamo portata a casa. Ora sappiamo più cose di noi. Abbiamo più equilibrio".
Può servire un pareggio?
"Non serve a nulla. Tutte e due le squadre giocheranno per vincere".
Allegri ha detto: "Chi vince è un bravo ragazzo, chi perde..."
"È la guru academy. Alla fine dell'anno ti rimane quello che hai creato, può darsi sia una bella storia anche non arrivando al risultato importante. Noi abbiamo tentato di rifare le cose per bene, non mi sento bravo quando vinco o coglione quando perdo perché ho lavorato prima di fare l'allenatore, poi ho allenato i bambini e di nuovo quelli grandi. Mi troverò bene comunque dove sono stato e sono sicuro che mi sarò impegnato in ogni contesto in cui sono stato o sarò chiamato a tenere un ruolo".
Nonostante i sei titoli consecutivi i tifosi della Juve, dopo la sconfitta contro il Napoli, hanno contestato la squadra.
"È un'esasperazione italiana perché siamo in un percorso - ultimi incidenti a parte - di miglioramento, il nostro calcio è un patrimonio e va valorizzato da chi lo vive. All'estero ti guardano con il pensiero che chi ha fatto bene in Italia può far bene ovunque".
Domani conterà di più la difesa o l'attacco?
"Difficile dirlo, credo che conti un po' tutto. Le due squadre hanno gli attrezzi necessari per scardinare la forza avversaria, per cui per una buona difesa ci vuole supporto dal reparto offensivo, per non far pensare l'avversario e fargli partire sempre un'azione un po' sporca. Non far arrivare in area palloni facili è un carico più pesante da sopportare".
È diseducativo lo slogan vincere non è importante, è l'unica cosa che conta coniato dalla Juventus?
"Non lo so, non giudico questo discorso".
Per l'anno prossimo si può partire pensando che l'obiettivo possa essere lo scudetto?
"I nostri tifosi sicuramente viaggiano a punteggio pieno, per quella che è la presenza, per quello che è l'affetto. Sono venuti ad aspettarci anche a Genova dopo la partita. Poi viene riportato come se fossero venuti a contestarci, ma non era così. Sono venuti a farci vedere cosa ne pensavano per farci rendere al massimo. Non so in fondo come la penseranno e quel che si aspetteranno l'anno prossimo, ma ci sono delle differenze: la Juventus lavora a un certo progetto da tanti anni e ha fatto vedere di essere all'altezza, il Napoli lavora da diversi anni con lo stesso allenatore che è stato bravo a creare una mentalità di cui si parla ovunque. Diventa fondamentale è non arrivare in fondo e dover ripartire quasi da zero. Secondo me quest'anno non sarà così. Sarà importante parlare con chiarezza per non illudere e rincorrere ciò che non si può sostenere. Poi per vincere uno scudetto ci sono cose da mettere a posto".
