Inter, Ausilio: "Sul mercato a gennaio non faremo grandi cose"
di TIZIANA CAIRATIIl direttore sportivo neroazzurro è ottimista: "Progetto solido, proprietà ambiziosa. Riporteremo la società dove merita"
MILANO - L'Inter a gennaio non farà grandi colpi, e probabilmente non comprerà nessuno. Ad affermarlo è il direttore sportivo dei nerazzurri, Piero Ausilio, premiato oggi come miglior manager dell'anno 2018 dall'Adise (associazione direttori sportivi) durante l'evento 'Financial Fair Play: come riformarlo'. "Sono stati 4 anni, ma ce l'abbiamo fatta. Forse tutti i tifosi non sono rimasti soddisfatti perché all'Inter si chiede di vincere. Dopo il Triplete posso dire che l'Inter è ripartita con un progetto economicamente solido, la proprietà è ambiziosa. Vogliamo riportare l'Inter in alto, dove merita di stare", chiarisce il direttore, che proseguendo e fa il punto sul mercato di gennaio: "Non sono previste grandi cose, pensiamo di avere una rosa competitiva per quelli che erano e sono i nostri obiettivi. Siamo terzi, in linea, con punti di vantaggio sulle quinte; non vedo dove s…
MILANO - L'Inter a gennaio non farà grandi colpi, e probabilmente non comprerà nessuno. Ad affermarlo è il direttore sportivo dei nerazzurri, Piero Ausilio, premiato oggi come miglior manager dell'anno 2018 dall'Adise (associazione direttori sportivi) durante l'evento 'Financial Fair Play: come riformarlo'. "Sono stati 4 anni, ma ce l'abbiamo fatta. Forse tutti i tifosi non sono rimasti soddisfatti perché all'Inter si chiede di vincere. Dopo il Triplete posso dire che l'Inter è ripartita con un progetto economicamente solido, la proprietà è ambiziosa. Vogliamo riportare l'Inter in alto, dove merita di stare", chiarisce il direttore, che proseguendo e fa il punto sul mercato di gennaio: "Non sono previste grandi cose, pensiamo di avere una rosa competitiva per quelli che erano e sono i nostri obiettivi. Siamo terzi, in linea, con punti di vantaggio sulle quinte; non vedo dove sia il problema. Non mi sta bene che l'Inter sia messa a paragone con squadre che stanno dietro. Ci è mancata la Champions, ma era un obiettivo difficilissimo all'inizio: Tottenham e Barcellona hanno più esperienza e i favori del pronostico. Ci abbiamo provato e ci siamo quasi riusciti: non significa fallimento, ma che ci riproveremo l'anno prossimo. Ora l'Europa League, cerchiamo di farla al meglio". Un tema, oltre al rinnovo di Mauro Icardi, è il rientro dal prestito di Gabigol. "Tornerà, ma gli ho già detto che non c'è spazio. Ha estimatori in Europa e Brasile. Troveremo la soluzione migliore". Poi sugli obiettivi per giugno, Ausilio commenta criptico: "Tonali (Brescia), Barella (Cagliari) e Mancini (Atalanta)? Tre che stiamo tenendo sotto osservazione, altri li stiamo seguendo nell'Atalanta, dove ci sono i più bravi".
LA JUVE CORRE, L'ATALANTA E' UN MODELLO VIRTUOSO - Presente all'evento anche l'ad dell'Inter Beppe Marotta in qualità di presidente Adise. "Era normale introdurre nuove norme, bisognava creare un equilibrio competitivo. L'assioma per cui chi più spende vince non è assodato, la capacità e l'esperienza sono fondamentali per avere successo. Il FPF evidenzia il principio della tutela competitiva nel sistema", dice Marotta proseguendo: "Purtroppo c'è un modello Juventus che sta andando fin troppo velocemente, con una media punti da record. Al di là della Juve, il resto esprime un livello competitivo molto interessante, ma ci sono anche modelli virtuosi come l'Atalanta. Un'Inter più italiana? Sicuramente ne avremo una di profili vincenti. Io sono assolutamente neutrale tra italiani e stranieri. Nel nostro campionato le società di calcio sono passate da associazioni sportive a srl e società per azioni, quotate in borsa. Il mecenatismo è lontano, siamo modelli di intrattenimento, che svolgono ruolo di spettacolo e devono avere attori importanti. Anche di 32 anni come Cristiano Ronaldo, ma comunque in grado di attirare l'attenzione di tutti. Che siano portoghesi o no, devono essere campioni che possono dare qualcosa di positivo".
LA JUVE CORRE, L'ATALANTA E' UN MODELLO VIRTUOSO - Presente all'evento anche l'ad dell'Inter Beppe Marotta in qualità di presidente Adise. "Era normale introdurre nuove norme, bisognava creare un equilibrio competitivo. L'assioma per cui chi più spende vince non è assodato, la capacità e l'esperienza sono fondamentali per avere successo. Il FPF evidenzia il principio della tutela competitiva nel sistema", dice Marotta proseguendo: "Purtroppo c'è un modello Juventus che sta andando fin troppo velocemente, con una media punti da record. Al di là della Juve, il resto esprime un livello competitivo molto interessante, ma ci sono anche modelli virtuosi come l'Atalanta. Un'Inter più italiana? Sicuramente ne avremo una di profili vincenti. Io sono assolutamente neutrale tra italiani e stranieri. Nel nostro campionato le società di calcio sono passate da associazioni sportive a srl e società per azioni, quotate in borsa. Il mecenatismo è lontano, siamo modelli di intrattenimento, che svolgono ruolo di spettacolo e devono avere attori importanti. Anche di 32 anni come Cristiano Ronaldo, ma comunque in grado di attirare l'attenzione di tutti. Che siano portoghesi o no, devono essere campioni che possono dare qualcosa di positivo".